Più incipit per tutti – si parte

Più incipit per tutti è un gioco letterario con l’unico scopo di divertirsi insieme e confrontarsi (dove ‘confrontarsi’ non significa misurare la ‘bravura’ o altro, ma significa fare ciò che si sa nel miglior modo possibile e imparare dagli altri).
Si parte dalla scelta tra cinque incipit e si scrive un racconto dai 4500 ai 6000 caratteri, spazi inclusi. Si spedisce il racconto in un file salvato .rtf in allegato alla mail indirizzata a:

morenafanti[at]gmail[punto]com

entro il 30 aprile 2011. Per iscriversi si deve inserire un commento a questo post entro il 15 aprile.

Iscrizioni già presenti (sempre in aggiornamento fino al 15 aprile):

Daniela
Marco
Rossana
Sonia
Gaz
Milvia
Pani
Ossidiana
Carlo Bramanti
Cristina Bove
Subhaga Gaetano Failla
Stella
Carloesse
Falconiere
Stefano Mina
Anna Maria Curci
Flavia Altomonte
R&V
Paolo Zardi

(nella mail che mi spedirete fatemi sapere con che nome volete essere presenti, il vostro blog – se l’avete – e scrivetemi qualche nota, due righe bastano: scrivo da anni, è la prima volta che scrivo un racconto, ho sette blog, un cane, due orchidee in vaso che hanno fiorito tre volte, dormo fasciata come una mummia, faccio campeggio sull’Himalaya e rafting nel Noce, detesto la folla degli ipermercati e faccio la spesa dal pakistano sotto casa perché è sempre aperto anche alla domenica.. ecc)

I racconti verranno pubblicati in questo blog (non so se anonimi. Dite il vostro parere nei commenti e seguiremo l’idea della maggioranza). Tutti potranno commentare, firmandosi e mostrando il loro apprezzamento ma anche no, però con modi civili. Chi non sarà civile verrà cestinato subito e bannato.

Se ho dimenticato qualcosa, chiedete nei commenti. 
E ora la scelta dell’incipit che fa per voi, tra le proposte  qui sotto.
Ho cercato di offrire vari spunti, in modo che tutti possano trovare una possibile ispirazione.
Uno l’ho scritto tempo fa e messo in un blog (non mio) però mi piace ancora e quindi lo propongo, uno è scritto all’impronta mentre lo pensavo, uno è una frase del mio romanzone, uno è (un poco modificato) una frase del libro che ho qui ora e che non ho ancora letto, uno è di un mio ‘vecchio’ racconto e mi garba moltissimo ancora [non cercatelo in rete altrimenti ne sarete, inevitabilmente,  – avverbio che King mi avrebbe depennato subito – suggestionati e non vi verranno idee buone].
Spero vi piacciano. Quale sia quale lo svelerò in seguito (se mai vi potesse interessare).
Uno degli incipit è in prima persona, cosa affascinante ma più ostica di come ci immaginiamo. La prima persona è incisiva e ha una forza maggiore della terza persona, però ha dei limiti e a volte non è facilmente gestibile. Comunque, è giusto avere anche questa opportunità, io credo.
Buona scrittura.

Incipit 1:

Manuel schivò il barbone all’angolo di via Marconi e svoltò per via Indipendenza. Non guardò i fighetti davanti al bar e le ragazze in minigonna con gli stivali a mezzacoscia, non guardò nulla e s’infilò nel portone del numero tre. Quell’idiota di Francesco lasciava sempre aperto, doveva dirglielo di usare più cautela.

Incipit 2:

L’8 gennaio 2011 l’ascensore mi sputò all’ultimo piano del grattacielo Pirelli. La finestra in fondo all’atrio mi risucchiò come fosse l’oblò di un aereo. Lontano, molto lontano, c’era la città.
Non pensai neanche che avrei dovuto presentarmi in segreteria. A dire la verità, per la testa non mi passava nessun pensiero, nient’altro che l’attrazione per il vuoto, per quella vetrata.

Incipit 3:

Lucilla non aveva mai amato il mare e ora che non poteva vedere nient’altro dalle finestre di quella torre incredibile in cui era andata ad abitare, una specie di faro nel nord dell’Irlanda, l’odiava addirittura. Misha, la smorfiosa gatta nera, regalo di Stephen prima della sua partenza, la pensava esattamente come lei.

Incipit 4:

La signora Bastiani sistemò il centrino di pizzo appena stirato sul tavolino del salotto. Ci mise sopra un piattino di cristallo brillante di detersivo e panno morbido, a forma di rosa, e un portafoto d’argento lucido più dello specchio che aveva in anticamera. Ammirò l’angolo di libreria che aveva sistemato poco prima, i libri dal dorso scuro inciso in lettere dorate ai piani importanti, ad altezza degli occhi, e le edizioni meno pregiate in basso. Si allontanò per vedere l’effetto e si inorgoglì: aveva davvero una bella casa.

 Incipit 5:

“Voglio entrare nella tua anima” disse lui pensando che avrebbe voluto entrare in quell’anima calda e umida che lei aveva in mezzo alle gambe.
Le mise una mano sulla schiena e la fece girare in un ballo languido in mezzo alla sala del circolo.
Il paese era tutto lì, la domenica pomeriggio.

***
Ok, sono due ore che ‘liscio’ ‘sto post. Se ci sono errori correggerò in seguito. Pubblico e via!

ps. una partecipante al gioco mi fa sapere che l’ascensore Pirelli non arriva all’ultimo piano – che è il 31esimo – ma solo al trentesimo. Non correggo perché non suona bene. Diciamo che è una ‘licenza poetica’. Chiedo scusa per l’inconveniente: ho cambiato idea sul nome dell’immobile all’ultimo momento e non ho verificato a che piano arriva l’ascensore.
Si sa, la fretta fa gli incipit errati 😉

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31 pensieri su “Più incipit per tutti – si parte

  1. Non credo che la conoscenza (anche virtuale), possa influenzare i giudizi. Quindi per me si può evitare l’anonimato. A ben vedere finché non ci si incontra si è sempre anonimi, perché aggiungere a questo, altro anonimato? E adesso leggo per bene gli incipit.

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  2. Personalmente sono contraria all’anonimato. Sono invece favorevole a qualunque tipo di commento purchè motivato, diciamo argomentato. Auspico soprattutto suggerimenti, suggerimenti, suggerimenti.
    Stella

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  3. Bene! Incipit molto diversi fra loro e molto… ispiratori!

    Per quanto riguarda l’anonimato, a differenza di Marco e Stella, credo che sarebbe una giusta scelta. Ho partecipato altre volte a queste “tenzoni” è ho notato che, quando si conosce il nome dell’autore, si viene inevitabilmente (scusa l’avverbio!) influenzati nei giudizi, soprattutto se l’autore è un amico. Si è meno sinceri, insomma. Se invece il racconto è anonimo ci si sente più liberi di esprimere un’opinione (naturalmente con educazione e onestà).

    Un abbraccio

    Milvia

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  4. Io sono d’accordo con Milvia, anche se non dobbiamo fare le selezioni per il Campiello, l’anonimato dà migliori garanzie di obiettività. E poi può risultare divertente il gioco delle attribuzioni, chi ha scritto cosa…
    Certo che 5 incipit costituiscono già un dilemma, accidenti! Mi porterà via un bel po’ di tempo solo decidere. 🙂

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  5. uhm… pensavo a “racconti a 4 mani” dal buon Remo e il fatto che ci fosse l anonimato garantiva se non altro che lo spalamento di pupù fosse, più o meno, uguale per tutti a prescindere. se non per il contenuto per la posizione delle virgole e via dicendo.
    è altresì vero che magari senza anonimato uno può scrivere “oooh tezzoro… ha scritto una meraviglia, la rivelazione letteraria dell anno” e pensare dentro di sé “minchia che emerita cazzata…” e forse è pure peggio.
    mah.
    tirando le somme si potrebbe pure pubblicarli firmandoli, confidando reciprocamente di aver davanti persone civili e che l obiettivo è quello di imparare quanto più possibile gli uni dagli altri, e non affossare chi ti scrive accanto. del resto pure ad un amico gli si può dire “potevi fare di meglio” in modo corretto e non aggressivo, senza che ci tolga il saluto. se no che amico è?

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  6. Se non è tardi vorrei iscrivermi anche io (come ho scritto anche nel post vecchio). Però vedo che qui si chiede anche un parere sull’anonimato: io sono favorevole.

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  7. Contento di far parte di questo bel gruppo.
    Tra anonimato e non, non riesco a decidere. L’anonimato da una parte potrebbe forse garantire giudizi più schietti, però al contempo potrebbe anche trasformare il gioco in qualcosa di più serioso. Non so.

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  8. L’anonimato in linea di principio non mi piace anche se capisco, specialmente per voi che già vi conoscete, potrebbe risultare vincolante esprimere pareri obiettivi… ma credo che il fine ultimo sia quello di imparare e di mettersi in gioco, quindi si, io mi firmerei, confidando nel buon cuore di chi mi commenterà 😉

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    1. Credo di poter affermare che qui siamo tutti buoni. Non si vince niente, si cerca di capire, di consigliare. Ezra Pound insegnava a scrivere a Hemingway, e Yeats insegnava a Pound. Ci mettiamo in discussione, senza veli.

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      1. Più che buoni speriamo di essere obiettivi e anche pacati.
        Il troppo buono in chi legge non va mai molto bene.

        Comunque mi pare che molti preferiscano l’anonimato.
        Avrei pensato di pubblicare i testi anonimi per i commenti e, alla fine di tutto, se trovo chi mi aiuta a preparare un bel pdf scaricabile, mettere i nomi e le brevi bio come ho indicato nel post.

        Scriverò un post prima di iniziare la pubblicazione. A proposito, non dovete aspettare fine mese per spedirmi i testi: spedite quando sono pronti.

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  9. Un chiarimento per favore, Morena: i racconti possono avere un titolo o si deve partire direttamente con l’incipit scelto? Grazie. Ciao,
    Gaetano

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  10. Arg, ho scoperto tardi questo concorso 😦 il 15 aprile è passato… Beh comunque in bocca al lupo ai partecipanti. Se può servire una mano posso realizzare anche un file ePub, che è il formato digitale per i lettori ebook. Fatemi sapere.

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    1. Peccato, Giovanni. Se vuoi, puoi provarci lo stesso. Manda il tuo racconto entro il 30 e lo pubblicheremo.
      Mi prendo questa libertà visto che hai saputo solo ora del gioco.
      Fammi sapere se decidi di partecipare.
      Comunque, se ti va, puoi leggere e commentare i racconti.
      Grazie anche dell’offerta per il file ePub. Vedremo cosa fare

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