Più incipit per tutti – elenco dei partecipanti

Siamo quasi alla scadenza del tempo. Oggi, infatti, è il caos.
Stamani sono arrivati quasi tutti i racconti e chi manca mi ha scritto dicendo che spedirà entro sera. Come ho scritto ieri nei commenti al post Più incipit per tutti – metà percorso non manderanno il loro racconto Anna Maria, Milvia e Gaz.

Di Stella e R&V non so nulla, nonostante io abbia scritto per sollecitare o per farmi sapere le loro intenzioni, deduco che non parteciperanno.

 

L’elenco dei partecipanti è questo: Continua a leggere “Più incipit per tutti – elenco dei partecipanti” →

Alain – incipit n.2

L’8 gennaio 2011 l’ascensore mi sputò all’ultimo piano del grattacielo Pirelli. La finestra in fondo all’atrio mi risucchiò come fosse l’oblò di un aereo. Lontano, molto lontano, c’era la città.
Non pensai neanche che avrei dovuto presentarmi in segreteria. A dire la verità, per la testa non mi passava nessun pensiero, nient’altro che l’attrazione per il vuoto, per quella vetrata. Continua a leggere “Alain – incipit n.2” →

L’emotività dell’imperfezione – incipit n.4

La signora Bastiani sistemò il centrino di pizzo appena stirato sul tavolino del salotto. Ci mise sopra un piattino di cristallo brillante di detersivo e panno morbido, a forma di rosa, e un portafoto d’argento lucido più dello specchio che aveva in anticamera. Ammirò l’angolo di libreria che aveva sistemato poco prima, i libri dal dorso scuro inciso in lettere dorate ai piani importanti, ad altezza degli occhi, e le edizioni meno pregiate in basso. Si allontanò per vedere l’effetto e si inorgoglì: aveva davvero una bella casa. Continua a leggere “L’emotività dell’imperfezione – incipit n.4” →

Una vita felice – incipit n.4

La signora Bastiani sistemò il centrino di pizzo appena stirato sul tavolino del salotto. Ci mise sopra un piattino di cristallo brillante di detersivo e panno morbido, a forma di rosa, e un portafoto d’argento lucido più dello specchio che aveva in anticamera. Ammirò l’angolo di libreria che aveva sistemato poco prima, i libri dal dorso scuro inciso in lettere dorate ai piani importanti, ad altezza degli occhi, e le edizioni meno pregiate in basso. Si allontanò per vedere l’effetto e si inorgoglì: aveva davvero una bella casa. Continua a leggere “Una vita felice – incipit n.4” →

Più incipit per tutti – metà percorso

Non siamo proprio a metà, però devo dire (scrivere) due cose e quindi va bene così.
Prima cosa: nelle regole, pochissime, di questo gioco non è scritto che si possa partecipare con un solo racconto. Se ne deduce, quindi, che si possono mandare più racconti. Diciamo due, che di più non credo abbiate tempo e voglia.
In particolare, chi vuole può cimentarsi con l’incipit n.5, quello trascurato da tutti e che si sente derelitto e incompreso (me l’ha confidato dopo il pranzo di Paqua; è anche vero che si era fatto fuori una bottiglia di Prosecco ed era malinconico, di quella melanconia tipica del dopo alcol). Continua a leggere “Più incipit per tutti – metà percorso” →

La bocca e il tempo – incipit n.4

La signora Bastiani sistemò il centrino di pizzo appena stirato sul tavolino del salotto. Ci mise sopra un piattino di cristallo brillante di detersivo e panno morbido, a forma di rosa, e un portafoto d’argento lucido più dello specchio che aveva in anticamera. Ammirò l’angolo di libreria che aveva sistemato poco prima, i libri dal dorso scuro inciso in lettere dorate ai piani importanti, ad altezza degli occhi, e le edizioni meno pregiate in basso. Si allontanò per vedere l’effetto e si inorgoglì: aveva davvero una bella casa. Continua a leggere “La bocca e il tempo – incipit n.4” →

Il volo – incipit n.2

L’8 gennaio 2011 l’ascensore mi sputò all’ultimo piano del grattacielo Pirelli. La finestra in fondo all’atrio mi risucchiò come fosse l’oblò di un aereo. Lontano, molto lontano, c’era la città. Non pensai neanche che avrei dovuto presentarmi in segreteria. A dire la verità, per la testa non mi passava nessun pensiero, nient’altro che l’attrazione per il vuoto, per quella vetrata. Continua a leggere “Il volo – incipit n.2” →