Vorpal: fase intermedia

La prima fase è qui.

Sono molto soddisfatta. Tagliare di fino è un’operazione gratificante. Si capiscono molte cose, una fra tutte che al meglio non c’è limite. Anche al peggio, ma è un’altra storia. Ora parliamo di scrittura.

Un testo è sempre migliorabile. Allora perché non si migliora fino in fondo durante la prima revisione? Perché non è possibile.
Lo sarà (forse) dopo avere revisionato trenta romanzi: allora avremo acquisito una padronanza del mezzo che ci farà notare subito le pecche stilistiche, le parole inutili, le sovrabbondanze (anzi, dopo trenta romanzi non le metteremo proprio più tutte quelle parole inutili). Ma alla prima esperienza romanzifera non è possibile.
Non ho ancora terminato il secondo girone ma voglio tenervi al corrente: sono arrivata a 557.400 caratteri.
Incollo sotto qualche esempio e intanto vi comunico qualche scoperta che ho fatto: “Poi” è una parola che al 95% non serve. Eliminare subito. Magari voi non la usate ma io ne avevo messi parecchi. Tolti quasi tutti.

Un’altra cosa di cui avevo fatto grande uso erano i sorrisi. A che cavolo servono tutti ‘sti sorrisi? Approfondire e tagliare.
Ho notato anche che ognuno di noi ha i suoi punti deboli, parole e verbi che tende a usare in continuazione. Ad esempio, io avevo fatto largo uso del verbo “allungare”: si allungò per prendere il telefono, si allungò per prendere il bicchiere, si allungò verso la sua mano.
Estendere e protendere sono sinonimi possibili, ma è anche possibile eliminare il gesto. Spesso era inutile.

Non sto parlando di limare il testo per diminuire i caratteri, sto parlando di limare il testo per renderlo più efficace.

Ma vado di esempi:
1- In quel momento una mano lo toccò sul petto, in morbide carezze sensuali. Gli sembrava la mano di Laura. Ma com’era possibile? Non capiva cosa stesse accadendo, ma sentiva di nuovo la mano che lo cercava; ora era in mezzo alle gambe ed era molto piacevole. La mano faceva movimenti delicati ma decisi.

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In quel momento una mano lo toccò sul petto, in morbide carezze sensuali. Forse era la mano di Laura. Ora la mano lo cercava di nuovo, era in mezzo alle gambe ed era molto piacevole.

2- sembrava avesse intenzione di appoggiarsi

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sembrava volesse appoggiarsi

3- Erica era tornata a casa contenta delle due belle giornate trascorse con il padre. Era in vena di coccole e aveva molte cose da raccontare. Si era seduta sul divano di fianco ad Annalisa e poi si era sdraiata fino a scivolarle in braccio.

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Erica era tornata a casa contenta delle due belle giornate trascorse con il padre. Si era seduta sul divano di fianco ad Annalisa e poi si era sdraiata fino a scivolarle in braccio.

4- Dopo cena Laura si era alzata e aveva rifiutato il suo invito a sedersi in salotto: «Ho un libro che mi piace molto. Voglio sapere come va a finire» aveva detto rifugiandosi nella sicurezza della camera da letto.

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Dopo cena Laura aveva rifiutato il suo invito a sedersi in salotto: «Ho un libro che mi piace molto. Voglio sapere come va a finire» aveva detto rifugiandosi nella sicurezza della camera da letto.

Accetto suggerimenti.

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6 pensieri su “Vorpal: fase intermedia

  1. è uno spadoneeeee 🙂 un abbraccio. d’accordo con te, anche se purtroppo spesso mi prende un’ inspiegabile frenesia, una voglia di chiudere in fretta quello che ho buttato su carta e di passare ad altre emozioni, ad altri scritti.

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  2. Il “poi” credo sia un’erba infestante: me lo ritrovo ovunque. Oltre a quello, gli avverbi, e gli aggettivi, e le frasi troppo lunghe. Sono i limiti di chi non ha mai svolto studi regolari: l’entusiasmo non ti fa vedere niente, e tutto sembra perfetto.

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    1. Io non l’avevo ancora notato il “poi”. L’ho visualizzato bene solo questa volta.
      Avverbi e aggettivi cerco di limitarli. Stephen King mi ha fatto venire la fobia per tutto ciò che termina in ‘mente’ anche se lui stesso ammette che qualcuno gli scappa.

      Non credo c’entrino gli studi. Altrimenti tutti i laureati cum laude saprebbero scrivere bene.
      Cosa che non sempre si può dire.
      E ben diverso è scrivere bene, cioè senza errori di grammatica. Altra cosa è scrivere bene, cioè incatenare il lettore e mandargli il tuo mondo.

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      1. Vero: un laureato può essere un pecorone. Ma occorre riconoscere che (se non è pecorone), imparerà a usare strumenti e avrà più opportunità di chi invece non li ha mai avuti. Quest’ultimo, a parità di qualità, partirà svantaggiato, e per arrivare al livello dell’altro dovrà faticare di più.

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  3. Aggiornamento: anche ‘molto’ è una parola che spesso non serve. Taglio.

    @Marco: hai ragione. Ma prima hai scritto di limiti, non di fatica 😉
    Se sulla fatica concordo, sui limiti no.
    Nessuno ci limita se non noi stessi.

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