Mancanza

Egon Schiele. L’abbraccio, 1917

La sua pelle era calda sotto le dita, morbida e rilassata dal sonno.
Lui la sfiorò con delicatezza, seguendo la curva del fianco e poi salendo lungo la schiena; dita lievi per non svegliarla all’inizio poi con più decisione con l’intento contrario.
La sera prima avevano litigato e lei era pronta a uscire per sempre dalla sua vita, aveva detto singhiozzando prima di addormentarsi. Lui era rimasto a guardarla fino a quando lei aveva esaurito tutte le parole di rabbia e dolore, poi l’aveva presa tra le braccia e si erano addormentati così, stanchi e svuotati.Lei era ancora immobile su un fianco, così come era rimasta dopo le sue carezze mute e ora lui si era svegliato e lei gli mancava. Si sorprese di quanto fosse forte la sensazione.
Lei si mosse leggermente e lui si bloccò: nessun cambio di ritmo nel respiro.
Ricominciò con la sua esplorazione e si avvicinò con il corpo a quello di lei. L’effetto fu immediato e le dita si mossero di conseguenza, seguendo sentieri già noti e scaldandosi nel percorso.
Lei era immobile, ma il respiro ora sembrava cambiato: era come sospeso e lui pensò che si fosse svegliata alle sue carezze. Si fermò un secondo, poi proseguì con carezze sempre più decise. Ora ne era sicuro: lei tratteneva il respiro.
Sorrise nel buio e andò oltre. Oltre le barriere e i punti fermi. Andò fino in fondo alla strada mentre lei fingeva un risveglio tardivo, offrendosi poi in una collaborazione molto attiva, questa non finta.
Dopo la prese e la tenne stretta come avesse timore di una sua fuga.
L’alba si alzò presto e li trovò ancora insieme.
Per quanto ancora? si chiese lui.

(maggio 2008)

* il racconto è mini, un tipico ‘racconto da blog’. Ho modificato solo poche parole: ogni volta che ci si rilegge si scoprono parole migliorabili. Ho cambiato il titolo. Il precedente era La misura del tempo. Oggi non mi sembrava adatto.

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14 pensieri su “Mancanza

  1. Lo sguardo discreto su questa intimità mi sembra riuscito. L’unica cosa che mi permetto di annotare è la sensazione di meccanicità che pare venire fuori fra le righe.
    Però fa parte di un blog fra i più interessanti che mi capita di leggere. Non per nulla è un racconto da blog, no? 🙂

    Buona giornata
    Pié

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    1. Grazie Pietro.
      Immagino che la sensazione che hai avuto sia la conseguenza del loro litigio. Lui teme (forse) che lei lo respinga ma ancora di più teme che lei non torni più da lui.
      Mi pare che i due siano amanti; lui è sposato e lei ha capito che non lascerà la moglie (mi pare di ricordare ma sono passati quasi tre anni 😉 ). Da ciò il litigio e il raffreddamento tra loro, anche se temporaneamente diluito dalla passione.
      … ho scritto un commento più lungo del racconto…

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  2. Quello che mi è piaciuto di più non è stato tanto il racconto (bello sia chiaro), quanto il commento a Pietro. E’ quasi come se ciò che hai scritto nel commento arrivasse osservando da dietro ai vetri una storia che hai avuto in mente. Ma che non è più tua.

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    1. Grazie D&R. In un racconto così breve ci deve essere dietro “una storia” altrimenti non si puiò rendere l’immagine che si vede. Ogni racconto potrebbe essere parte di un romanzo; quando si scrive anche poche frasi si deve avere ben presente tutto il romanzo possibile.
      (questo è ciò che credo. non è detto sia la verità)

      Forse non tutto il romanzo ma buona parte di esso.

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  3. L’ho letto tre ore fà e mi è rimasto tra i pensieri; come quando esci dal cinema o da teatro oppure leggi qualche pagina di un libro e ci ripensi dopo.
    Bello!
    A mio modo di vedere hai usato l’odore della pelle, e si sentiva tutta.. come pretesto, e sei arrivata in quei posti indefiniti, quelli che attorcigliano lo stomaco.
    Mi ha emozionato e come ti scrissi in un vecchio commento (io) dalla scrittura non chiedo altro.
    In bocca al lupo per il tuo romanzo, o meglio, in bocca alle rotative! ; )

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    1. Grazie Luciano. Emozionare i lettori è ciò che desidero.
      Spero di riuscire a farlo sempre.

      Crepi il lupo! (per il romanzo dico) 😉

      ieri sono stata a un seminario. ho un’ideuzza che mi frulla nella mente. anzi, mica ne ho una sola che a me le idee crescono come i funghi. tra l’altro oggi piove e quindi… da qui a sera chissà quante idee avrò messo insieme.

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  4. eccomi qui.
    certo che tra klimt e il tuo racconto lì sopra è una guerra tra titani. alla faccia del “raccontino da blog”.

    se mi permettete un pensiero, (senza voler salire in cattedra, per carità eh) ma non stupitevi di quanto scrive Morena quando dice “Mi pare che i due siano amanti; lui è sposato e lei ha capito che non lascerà la moglie (mi pare di ricordare ma sono passati quasi tre anni)” perché E’SUCCESSO DAVVERO! nel senso che quando due personaggi (in cerca d autore) ti girano in testa e ti raccontano la loro storia, si slega completamente dalla tua vita. e alle volte il narratore non può che riportare la loro storia così come gliel hanno raccontata. e che lo si creda o no, quei due esistono davvero. magari non sono riconoscibili nelle cerchia tangibile degli amici del narratore, ma non per questo sono meno reali. anzi. non a caso, quando finisci un racconto e loro ripartono per lasciare il posto a qualcun altro, ti mancano pure un po’.

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    1. Grazie Sonia 😉

      E solo ora ho realizzato che questi due, il lei e il lui della situazione, sono gli anticipatori di un lei e un lui del romanzone (però! sono sveglia eh!) 😉

      ps. preciso che NON sono riconducibili alla vita reale. non alla mia e alla mia cerchia di amicizie. per il resto sono reali. di situazioni simili ce ne sono a iosa.
      comunque già nel 2008 scrivevo cose che, per quanto molto diverse nello stile e anche nello svolgimento, mi stavano portando verso altre storie.
      ma tanto, come si dice, tutto è già stato scritto, no?

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  5. “nella vita sarai destinato ad incontrare tantissime persone, la maggior parte di esse ti passerà attraverso lasciandoti indifferente, ma alcune ti lasciano un segno…”
    aveva ragione danilo, aveva ragione su questo come su molti altri temi della vita.

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