Parole in “cia”e “gia” – di Pino Bullara

Parole in “cia”e “gia”

Quante regole! Quante osservazioni!
Ognuna, poi, ha la sue eccezioni.
Nel plurale di parole in “cia” e “gia”,
la “i” appare e scompare per magia.

Mantengono “i” facendo“cie” e “gie”,
parole come  farmacie e nostalgie,
perché, in “i”, tonico hanno l’accento.
Ma “i” atona fa un altro ragionamento:

se prima di  “c” e “g” c’è una vocale,
mantiene la “i” anche il plurale;
se, invece, si troverà una consonante,
si abbandonerà la “i” all’istante.

Roccia con rocce farà il plurale;
ma “i” ha ciliegie, perché c’è la vocale.
Senza “i” sono le province italiane;
quelle lombarde, però, sono strane.

Parole in “scia”, per completamento,
seguono lo stesso ragionamento.
Ricorda: con vocale, “i” all’istante;
senza“i”, se prima c’è la consonante.

(Pino Bullara)

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2 pensieri su “Parole in “cia”e “gia” – di Pino Bullara

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