Imparare a leggere: si può?

Leggo spesso post (ma anche articoli, riflessioni, saggi) su come si può imparare a scrivere. Perfino io nella mia scarsa rilevanza in questo settore, ho scritto qualche pensiero sulla pratica della scrittura.
Mi ripromettevo, però, di scrivere un giorno qualcosa sulla lettura: credo che saper leggere sia cosa altrettanto importante – e questo anche per chi non volesse scrivere ma solo godere della bellezza di un romanzo ben scritto – di saper scrivere.
Quando ieri ho visto questo articolo mi sono detta: “Ecco che qualcuno ha avuto la mia idea e l’ha messa in pratica” e, incuriosita dal titolo, sono andata a leggere. Ho capito subito che l’articolo trattava l’argomento in modo diverso da come avevo immaginato e sperato.
Saper leggere non significa sapere quali libri comprare e quali autori citare. Saper leggere non è una dote da esibire in salotto, è più una pratica da camera da letto – e non sto istigando ad attività amatorie particolari, cosa che peraltro renderebbe le mie parole molto à la page, visto il periodo.
Scoprire lo stile di un autore, sorprendersi per il suo uso della punteggiatura, per la scelta degli aggettivi e dei tempi verbali: questo è saper leggere. Notare la scansione dei paragrafi, il respiro dei suoi “a capo”, commuoversi per la solidità della struttura, questo è leggere.
Avrei apprezzato l’insegnamento del metodo per arrivare a vedere/comprendere ciò, non quello che viene descritto nell’articolo.
Certo, leggendo i nomi dei frequentatori del corso – e il prezzo spropositato – capisco molte cose.
Torno ai miei “a capo” e mi domando: Ma davvero ci mancava la figura del book trainer?

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13 pensieri su “Imparare a leggere: si può?

  1. No, credo proprio di non sentire l’esigenza di un book trainer. Il mio problema non è cosa leggere, semmai avere tutto il tempo per farlo come piace a me.
    E poi ogni scelta di lettura è frutto del particolare periodo di vita e dà i suoi frutti solo se cade nel momento giusto. Non vedo come potrebbe guidarmi qualcun altro in questo.

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  2. mi hai fatto venire in mente che, leggendo Terzani dissi “toh, usa ancora il punto e virgola”.
    comunque no, niente book trainer per lamordizeus. però educare a leggere si dovrebbe. la “gente” non legge più una mazza, nemmeno le istruzioni alla macchinetta dei gettoni nelle lavanderie automatiche. pigiano i pulsanti e basta e poi si incazzano se “non funziona”. e mi sa che con i libri si faccia lo stesso.
    (mi si capisce? oggi sto un po’ sciroccata)

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  3. Non si capisce cosa facciano in quel salotto: pagano per scambiarsi opinioni su questo o quello scrittore? Credo accada in tante cucine, camere da letto, all’entrata di un cinema, nel foyer di un teatro, sul pianerottolo di condomini alla periferia, o in una libreria del centro: gratis. Un plauso a chi ha avuto l’idea, ma questa è la prova che ci sono un mucchio di persone in Italia, che non sanno come spendere i loro soldi.

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  4. Potrebbe essere un’idea quella del book trainer. Hai ragionissima (oopsss, si può dire?), ma come in tutte le cose, non è mai tardi per imparare.

    Evvabè… ciao cara Morena, un abbraccio, buona serata e buon fine settimana. 🙂

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  5. …..500 euro per quattro lezioni, dalle 20 alle 23 orario continuato (e ci mancava pure la sosta, mica stanno in fabbrica) e cena a chiudere la serata (mio Dio, compreso nel prezzo o a parte???) per una quindicina di lettrici “deboli” (di mente sicuro, ma cariche di soldi)…

    …..

    Fanno 7500 Euro per parlare di libri tre ore la sera per quattro sere a una manica di imbambolate benestanti! E’ vero che nelle tre ore ti tocca anche ascoltarle, ma chi ha avuto l’idena è senza ombra di dubbio un genio.

    Noto con disappunto che la Parietti si è già iscritta ma se, tra le vostre conoscenze, rientrasse qualche opulenta e generosa pedemontana, debole nella lettura, ma dal portafoglio facile, beh, voi fatemi un fischio.

    Mi accontento di 450 Euro a cranio, e offro anche il “pùsacafè” alla fine della cena. 🙂

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  6. Dear Madam, cara Morena,
    La ringrazio per la segnalazione di un articolo, invero illuminante quanto, mi permetta di sottolinearlo, piuttosto desolante. A ben pensarci, tuttavia, la professione di ‘book trainer’ – riporto con grande sofferenza l’ennesima offesa al mio idioma materna – potrebbe rappresentare per me una non risibile fonte di guadagno, dovessi un giorno allontanarmi dalla mia sfera spazio-temporale e abbandonare il circolo Pickwick. La prego di accettare il segno dell’ammirazione del Suo affezionatissimo
    Augustus Snodgrass

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    1. oh… Augustus Snodgrass nel mio blog! Sono deliziata, Sir, della Sua presenza qui. Spero tornerà a trovarci anche se capisco che Lei stia molto bene dove si trova.
      Immagino come Le sembrino assurde certe notizie che ci arrivano dai giornali… Se sapesse a noi… Che ne dice? Pensa che il circolo Pickwick possa darci asilo politico?

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  7. Dear Mrs Morena,
    sa che il nostro è un antico e onorato osservatorio delle vicissitudini – I beg your pardon – delle vicende umane, con una preferenza per le incursioni nella campagna inglese. Non intendiamo disdegnare – tutt’altro! – un ragionevole allargamento dell’orizzonte, ragion per cui la nostra attenzione è giunta fino al Suo mondo, pregiatissima Morena, tanto più che la mia adorata Emily scalpita (che bizzarra ragazza!) per essere presente in una, una qualsiasi delle vostre piazze domani, nel dopopranzo. Che dirLe, mia cara? Asilo politico Le è assicurato qui, ma mi conceda, La prego, il beneficio di visitare, alla maniera di quello strampalato ma geniale irlandese che risponde al nome di Jonathan Swift, il Suo paese, dove continueranno pure, mi conceda, a “fiorire i limoni”, ma si moltiplicano cionondimeno eventi alquanto strani e inquietanti, degni di una disamina orbata da interessi peculiari e persistentemente incomprensibili. Continuo a essere il
    Suo affezionatissimo
    Augustus Snodgrass

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  8. Ciao Morena!
    Questa sera stavo scrivendo anch’io un post su “leggere e saper leggere”, e googlando un po’ sono arrivata qui.

    L’ora tarda non mi ha permesso di esplorare il tuo blog in modo approfondito, ma ho dato un’occhiata rapida e ho capito che tornerò spesso, c’è sintonia 🙂

    Se vuoi fai anche tu un salto da me a leggere quel post, visto che ti sei fatta le mie stesse domande 🙂

    A presto!
    Michela

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