Il mondo dell’editoria [più o meno]

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Sabato ho partecipato a un seminario tenuto da Remo Bassini. L’argomento era “Il mondo dell’editoria e delle agenzie letterarie”, argomento sul quale ho già scritto tante volte – sull’editoria; le agenzie non le ho ancora esplorate ma ci arriverò – e che appassiona un po’ tutti coloro che scrivono.
Remo ha raccontato molte sue esperienze e ha parlato di autori che hanno fatto fatica per farsi pubblicare – ci sono esempi illustri anche nel passato: da Tommasi di Lampedusa a Stephen King (figuriamoci se non citavo Stevie) – e di autori che possono scrivere qualsiasi cosa e verranno pubblicati a prescindere [questa non sono sicura l’abbia detta Bassini, forse è mia]. Continua a leggere “Il mondo dell’editoria [più o meno]” →

Mancanza

Egon Schiele. L’abbraccio, 1917

La sua pelle era calda sotto le dita, morbida e rilassata dal sonno.
Lui la sfiorò con delicatezza, seguendo la curva del fianco e poi salendo lungo la schiena; dita lievi per non svegliarla all’inizio poi con più decisione con l’intento contrario.
La sera prima avevano litigato e lei era pronta a uscire per sempre dalla sua vita, aveva detto singhiozzando prima di addormentarsi. Lui era rimasto a guardarla fino a quando lei aveva esaurito tutte le parole di rabbia e dolore, poi l’aveva presa tra le braccia e si erano addormentati così, stanchi e svuotati. Continua a leggere “Mancanza” →

Non rimandare a domani

Indecisa tra scrivere una nuova puntata di “Buone nuove dagli editori” e un post sulla scrittura di un romanzo, ma anche di un racconto – molto diverso scrivere un racconto ‘da blog’ e uno da ‘raccolta’, un racconto senza indirizzo e uno con un tema prestabilito – sono tentata di non scrivere nulla che la pigrizia si sa certi giorni non lascia tranquilli.
Si vive una sorta di irrequietezza che sfocia nell’ozio totale: siamo ossimori di noi stessi? A volte lo penso davvero; penso che siamo in un modo e subito dopo all’opposto; penso al punto e virgola e all’uso che ne fece Flaubert, e lo dico appropriandomi di un’analisi altrui perché fino a un anno fa non facevo molto caso al punto e virgola. Ora sono molto analitica nella lettura e di sicuro non mi sfuggirebbe; sono tentata di rileggere Madame Bovary. Continua a leggere “Non rimandare a domani” →

Un po’ di fermento

No, niente festival di Sanremo, che manco l’ho visto, niente sblocchi nella situazione (sob!) del Paese, che quella ormai.
Parlo di libri (non dite: strano! con quel tono per favore) e di parole e di idee.
Intanto, Quintadicopertina di cui ho letto Il tascapane di Gianluca Morozzi e di cui presto vi parlerò di nuovo (di Quintadicopertina, non del tascapane), perché sembra una Casa editrice con idee nuove e fermentanti.
E questa è già una cosa molto bella. Continua a leggere “Un po’ di fermento” →

Sul Tascapane di Gianluca Morozzi

Il tascapane
Gianluca Morozzi 

Quintadicopertina, 2010

 

 

Stiamo assistendo a continui e veloci rinnovamenti nell’editoria, dal libro di carta siamo passati all’ebook e all’eReader in pochi mesi; il digitale è un mondo dalle grandi potenzialità che permette alla letteratura di diventare fruibile in più modi, la lettura si sveste della sua univocità e diventa multiforme.
Nascono nuove case editrici che lavorano solo con il digitale e anche le case editrici tradizionali inaugurano nuovi settori. Le idee si moltiplicano e l’immediatezza genera fermento. Continua a leggere “Sul Tascapane di Gianluca Morozzi” →

Parole in “cia”e “gia” – di Pino Bullara

Parole in “cia”e “gia”

Quante regole! Quante osservazioni!
Ognuna, poi, ha la sue eccezioni.
Nel plurale di parole in “cia” e “gia”,
la “i” appare e scompare per magia. Continua a leggere “Parole in “cia”e “gia” – di Pino Bullara” →