Dove siamo finiti?

E, soprattutto, come ci siamo arrivati?
Ho sempre pensato che questo blog non fosse adatto a discutere di politica – non ho nemmeno le competenze per farlo – e non lo farò neppure oggi.
Vorrei parlare, però, di etica, di civiltà e di dignità: tutti valori che ritengo indispensabili e che mi pare abbiamo perduto.
Com’è possibile che assistiamo silenti allo spettacolo vergognoso di questa Italia dileggiata in tutto il mondo, un paese il cui rappresentante diventa un personaggio da fumetto, da videoclip, un personaggio da sbeffeggiare e deridere?
Com’è possibile che discutiamo di minorenni e festini lasciando gli altri problemi a ingigantire e spargere le loro metastasi in tutto il paese, soprattutto nelle parti deboli? Quando le braccia e le gambe [gli operai, le strutture sociali, la scuola e la cultura, i disoccupati e i poveri] saranno in gangrena, sarà troppo tardi: avremo già perso le nostre parti migliori.
Quando non ci stupiremo più davanti a nulla, e mi pare stia già accadendo, quando non ci indigneremo di fronte a certi comportamenti, allora sarà davvero troppo tardi.
Stiamo facendo passare ogni cosa come se non ci riguardasse; usiamo gli argomenti vistosi, le discussioni pecorecce, per nascondere il cancro del menefreghismo, dell’assenza di volontà e d’interesse per le malattie del nostro paese.
Com’è avvenuto questo cambiamento? Cosa ci ha portati a essere così?
Gli ultimi vent’anni sono stati una continua – a volte indistinta e indistinguibile – discesa: abbiamo man mano adattato le nostre coscienze a parlare più piano fino a che abbiamo smesso di sentirle. Abbiamo abituato i nostri occhi a guardare solo dove ci indicano e le nostre orecchie a sentire solo certe voci.
Abbiamo abituato noi stessi a pensare che tutto sia un grande spettacolo e che le cose si risolveranno.

A me delude molto questa situazione e delude sapere che ci sono persone che ammirano i comportamenti da fumetto di cui sopra, persone che vedono solo il potere e la ricchezza e hanno assunto questi come valori primari. Questa è la cosa che più mi fa male.

13 pensieri su “Dove siamo finiti?

  1. Fuori dall’Italia, chi ci ha sempre ammitato per cultura e non solo, si aspetta da un momento all’altro che gli italiani insorgano. Ma non succede e a me non mi dispiace tanto ciò che il mondo pensa di noi quanto ciò che io penso, di noi italiani.
    Niente altro d’aggiungere, Morena, se non ringraziarti per l’intervento.
    clelia

  2. Ci siamo convinti, forse, che per essere contemporanei e al passo con i tempi, dovessimo consumare ogni cosa ci venisse proposta, con la fame bulimica di consumatori cretini; senza alcuna scelta e filtro da parte nostra. Oggi, penso, siamo colmi come discariche a cielo aperto: sarebbe ora di fare un poco di differenziata…

  3. E’ tanto che mi faccio la stessa domanda e la risposta, purtroppo, è una sola e cioè che la disinformazione è la causa di tutto, in generale e che poi ci siamo dimenticati cosa vuol dire amor proprio, di popolo. La cosa più sconvolgente è che se tutto finisce nel nulla, quel signore lo vediamo seduto al Colle e allora sì che saranno veramente dolori.

    Ma la gente dov’è?

  4. ci vorrebbe una scossa.
    qualcosa che faccia da defibrillatore a questo popolo rincoglionito. no, non dico aumentare il prezzo del pane e insorgere, finirebbero per mangiare grissini. si dovrebbe trovare il modo di sospendere per un paio di domeniche il campionato di calcio. e allora sì, la gente si farebbe sentire.
    Pensa come stiam pigliati…

  5. ormai non c’è più bisogno di prendersela con lui. Qualsiasi cosa faccia lui passerà alla storia come l’uomo che è riuscito a sfuggire alla legge, un satrapo che si circondava di minorenni, un uomo malato, come disse la moglie.
    Io me la prendo con tutti i suoi cortigiani, gente che per un piatto di lenticchie è disposta a passare sopra a tutti i principi morali. Politici, un maurizio Lupi ad esempio, cresciuto in ambiente cattolico, ciellino, padrino di battesimo di Magdi Allam, dice wikipedia. Come può ostinarsi a difenderlo, a fare un azzardato distinguo tra la politica e la morale?

  6. Bisognerebbe rileggersi il brano della cena di Trimalcione nel “Satyricon” di Petronio Arbitro. Ciclicità della storia? Non bisogna comunque dimenticare che l’Italia è dominata, proprio nel cuore del suo territorio, dal Vaticano e dalla prostrazione ai piedi del papato da parte di qualsiasi forza politica, che le “folle oceaniche” presenti ai discorsi di Mussolini, sull’orologio della storia e della coscienza collettiva, si sono riunite un paio di giorni fa e che invece il cartello “Vietato l’ingresso ai cani e ai meridionali” nel conteggio di quello stesso orologio è stato affisso all’entrata di molti locali poche ore fa; e “il delitto d’onore” è stato cancellato dal nostro codice penale, forse non è noto a molti, nel 1981 (sì, 1981: non è un refuso). Non si fa pulizia in casa nascondendo la polvere sotto il tappeto. E forse oggi le tarme hanno divorato l’intero tappeto…

  7. Grazie a tutti per aver contribuito alla discussione. Sabato ho visto il film di Antonio Albanese (vedi post di oggi) e devo dire che in certi punti si ride con il mal di stomaco… senza nulla togliere alla bravura di Albanese e degli altri.
    E ora ho letto un commento a questo mio post su facebook che mi ha fatto venire ancora più male…

  8. Ciao Morena,
    esco dal coro, e non per abitudine o per vezzo ma per necesssità.
    Non credi, non credete, che sarebbe il caso di smetterla di scandalizzarci tutti del fatto che il premier sia un puttaniere? Lo è sempre stato fin dai suoi inizi, prima nel bordello “politico” di Bettino, che lo ha partorito e che oggi si tenta di santificare come esiliato o come martire, la parola giusta sarebbe latitante se si va a guardar la storia.
    Il “puttaniere” ha sempre comprato sia le televisioni come le donne, intese come merce, oppure carne, fate voi, così i “politici” financo nell’ultimo voto di fiducia che c’e stato in parlamento.
    Quand’è che inizieremo a scandalizzarci dei D Alema e dei Veltroni,loro che hanno consegnato questo paese su un vassoio d’argento a questa sottospecie di governo, loro che hanno aperto la strada al “mercato” del lavoro, è proprio brutta come definizione non ti pare?Il lavoro non è un mercato ma un fatto di dignità a mio modo di vedere, la flessibilità sul lavoro è una invenzione di D’Alema, poi cavalcata da chi lo ha succeduto.. Nella vicenda Miarafiori Veltroni e il suo compare (stavolta erano d accordo)hanno dichiarato che Marchionne è un modernizzatore, uno che azzera ogni diritto sindacale e che fa un referendum che se vince il no chiude le fabbriche. Questo ti pare un referendum? Ti sembra democratico?
    Ma nonostante questo quasi la metà degli operai sotto quel ricatto e dentro quella morsa che li minacciava che se non andava come diceva lui la minestra a casa non l’avrebbero portata, quasi la metà.. Ha detto no!
    Sarà pure un segno non vi pare?
    E’ questa la modernizzazione che invoca Veltroni fortuitamente da poco resuscitato, si sente aria di elezioni, dite che è un caso? Stasera ad “Otto E Mezzo” la trasmissione della 7, la Gruber ha chiesto al Walter redivivo, quei lavoratori che al referndum hanno firmato no da chi potevano sentirsi rappresentati, il Walter, nel suo stile british ha risposto che il suo “partito” li rappresnta tutti, ovvero quelli che hanno votato si e anche chi ha votato il contrario. Non c’è un pò di puzzo di populismo in tutto questo? Non ti pare che assomigli a qualcuno nella forma e aimè..anche nei fatti?
    Direi che sarebbe ora di cambiare il “tiro”, ovviamente nel senso del pensiero, le armi le lasciamo a loro. Noi non sappiamo cosa farcene.

    perdonerai se ho preso tanto spazio ma sono certo che non griderai al complotto..! ; )

    un caro saluto

    1. Luciano, io non mi scandalizzo del fatto che il premier sia un puttaniere. Mi angoscia il fatto che ci occupiamo di queste cose e tralasciamo i problemi importanti. Sono preoccupata di come stanno andando le cose e della vicenda Mirafiori. Io vorrei un paese che si occupasse di proteggere le sue parti deboli. io considero gli operai il grande valore dell’Italia.
      Il mio post, e forse non sono stata chiara, era un grido di dolore e non perché il presidente del consiglio fa i festini (in un paese civile un capo di governo che fa ciò si dimetterebbe all’istante e non avremmo il problema), ma perché a causa di ciò ( e forse è tutto manovrato per distoglierci dai problemi – gravissimi – veri) non diamo peso a un referendum imposto, ai lavoratori che si vedono sottrarre quei diritti per i quali i nostri padri hanno lottato, alla cultura (dalla scuola ai teatri) che viene tagliata – e sappiamo tutti che un paese con meno cultura è più manovrabile – alla disoccupazione in aumento, alla povertà che cresce.
      Sono molto preoccupata. Non da oggi…

      Grazie per il contributo

  9. Morena il tuo post era chiarissimo, il mio “contributo” veniva semplicemente dalla voglia di aggiungere qualcosa. Sono d accordo a tutto tondo su quello cha hai scritto sia nel post che nella risposta al mio commento. Era mia intenzione far notare che se oggi in Italia succedono fatti che c’è da vergornarsi è anche grazie all’assenza di una alternativa, coloro che si ergono come alternativa sono purtroppo troppo simili al despota. Guarda proprio il caso Mirafiori, prima del voto la maggior parte di quelli del PD hanno dati indicazione di votare si, quelli che nicchiavano non si sono pronunciati (vedi Bersani), ma su un tema di questo genere un partito non dovrebbe avere una sorta di linea comune? E soprattutto, visto che ancora si fanno chiamare progressisti e non conservatori, non dovrebbero essere stati NETTAMENTE dalla parte di quelli che subivano quel sopruso? Oggi, che si sono accorti che la metà di quella meravigliosa gente ha detto no con un coraggio che loro neanche si sognano, dicono che vogliono rappresentare tutti, ma su quali basi dico io?
    spero di aver spiegato meglio le ragioni del mio intervento,
    e grazie dell’ospitalità ; )

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