L’importanza della virgola

Sto rileggendo un mio vecchio racconto (intendo proprio vecchio: del 2003) e noto con grande dispiacere che sarebbe improponibile. Noto anche che all’epoca ero ancora malata di ‘virgolite acuta’, la malattia che avevo in quegli anni e che comporta un uso smodato della virgola: virgole a iosa, a profusione e, quasi sempre, a sproposito.
Incollo qui sotto alcune frasi. Chi si volesse divertire può correggerle. Sarebbe interessante vedere le varie interpretazioni.
La punteggiatura può essere anche una questione di stile dell’autore ma su certe regole non si dovrebbe neanche discutere, e io in questo racconto sono alquanto discutibile.

Quando svoltò nella strada che portava alla rotonda di piazza Verdi, era al massimo della voce e del buonumore. La prima cosa che vide, fu un gruppetto di tre bellissime ragazze, e con jeans così aderenti che ci avrebbe potuto suonare sopra. Ebbe subito l’impressione che stessero cercando un passaggio, ma non avessero il coraggio di chiederlo. Decise di caricarle, sperando che ci scappasse un’ora di divertimento. Si fermò proprio davanti alle ragazze e, sporgendosi verso il finestrino aperto, disse:

[…] 

Lucy lo mise con cura esagerata, dentro alla tasca esterna dello zainetto e lanciò uno sguardo di trionfo alle amiche sedute dietro. Intanto Giuseppe, mise la freccia e si preparò ad accostare al marciapiede.

Sono solo due esempi ma il racconto è tutto così. Ciò dimostra come siamo sempre in evoluzione e come la nostra scrittura sia sempre migliorabile.
Attendo le correzioni.

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5 pensieri su “L’importanza della virgola

  1. Perfetto spunto di riflessione! Io continuo con lo scrivere frasi lunghissime… ed effettivamente cerco di alleviare la lettura (mi trovo a rileggerle ad alta voce), aggiungendo delle virgole.
    Grazie Morena per lo stuzzicante consiglio…
    Serenità per il 2011
    Claudine

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  2. …come ti stavo scrivendo,
    “errando discitur”.
    Solo attraverso l’autocritica si progredisce;
    però non demoliamo tutto!
    Siamo quello che siamo,
    per quello che eravamo.
    Mi associo a Baltic Man:

    “…l’unica cosa che dico è che mi è venuta voglia di leggere il resto…!”
    Anche con qualche virgola di troppo, la lettura è scorrevole…
    e piacevole!
    Pino

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