Il dare e l’avere

Penultimo giorno dell’anno: viene naturale fare un rendiconto, un riepilogo di ciò che è stato l’anno e di cosa ci ha portato – che spesso significa ‘imposto’.
Apriamo il nostro registro con le sue colonne “Dare” e “Avere”: sono piene di cifre, di sigle, di appunti scritti in fretta e con una grafia quasi illeggibile. Qualcosa si legge qua e là, di fianco a una data, al nome di un mese: ‘da dimenticare’, ‘meglio non pensarci’, ‘si poteva fare a meno’, ‘questa la sconterò per tutta la vita’, e altre frasi simili.
Un anno porta sempre qualcosa e altre cose toglie; a volte porta via con sé una persona, a volte ti consegna una persona. In fondo non è l’anno che fa le cose, ma è la Vita. Se con qualcuno vogliamo prendercela, che sia con Lei. Spesso, però, a parte circostanze volute da non si sa chi, chiamiamolo il Destino, le altre cose siamo noi stessi a fabbricarle, a organizzarle, a costruirle.
Quindi, per molte cose possiamo anche prendercela con noi stessi.
Il 2010 sta terminando e devo dire che un poco ne sono sollevata. Non è stato un grande anno e le mie colonne ‘dare’ e avere’ sono ingarbugliate, scarabocchiate, con cancellature e abrasioni. Sono contenta che si stia chiudendo questo anno; non posso dire che sia stato un annus horribilis però preferisco andare avanti.
Sto già guardando al 2011.

* Domani, se tutto procede senza intoppi, scriverò ancora qualcosa.
Se non dovessi, riuscire, Auguri a tutti.

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7 pensieri su “Il dare e l’avere

  1. per me è trascorso così in fretta che non ho avuto nemmeno il tempo di stilare le tabelle del dare e avere. E poi non mi piacciono i rendiconti, preferisco guardare avanti, senza tanti propositi. A volte ne basta solo uno.

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  2. Il 2010 ha provato a farmi soffrire per una persona che avevo conosciuto alla fine del 2009. Una persona che stava per affrontare un percorso doloroso. Quel 5 dicembre 2009 qunado l’ho incontrata per la prima volta è stato silenzio, è stato rispettoso silenzio davanti ad una notizia brutta con un volto nobile e coraggioso.
    Abbiamo passato il 2010 a conoscerci a volerci bene e a leggere della sua ciurma a bordo dell’Ibisco d’Oro. Ma sempre con l’idea di dover vincere una guerra. Ora la guerra l’ha vinta. Il 2010 deve portare via con sè questo faticoso combattimento e lasciare che il 2011 sia solo carico di soddisfazioni, gratitudine e ricompensazioni.
    Auguri a tutti
    Ciao
    CAte

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  3. ho poca simpatia per gli anni pari. e questo non ha tradito l aspettativa, già dal terzo giorno c ha fatto capire di che pasta era fatto e fino all ultimo giorno c ha fatto penare. anche se alla fine lui se ne va e noi siamo sempre qui. e se ci scappa gli facciamo pure il gesto dell ombrello! toh.
    comunque sì, sono anch io già proiettata al 2011 con l idea di avere un mondo da conquistare e altre questioni minori! 😉 un abbracccio a te e auguroni anche a tutti quelli che passano di qui.

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  4. Il dare e l’avere è un gioco che preferisco non far mai. Penso siano due colonne separate, e che appartengano a specie diverse. Ogni tacca segnata da una parte o dall’altra è una storia a sè, un pezzetto di vita, nel bene e nel male tutto conta, lo sai tu meglio di me.
    Guardare avanti sembra anche a me la soluzione migliore.
    Ti auguro una buona vita, e non necessariamente solo per il duemilaeundici, diciamo dal duemilaeundici in poi.
    Un abbraccio

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  5. I bilanci di fine anno mi costringono a guardare indietro, ed è una cosa che non amo fare. Più che guardare al nuovo anno o al vecchio, preferisco guardarmi dentro, intorno, per vedere cosa è andato e cosa è rimasto di ciò che ero, o credevo di essere.
    In fondo ogni anno somiglia a un altro: ci ruba qualcosa o qualcuno, ma ci dona altro. Forse, come è già stato detto, è solo la vita che fa il suo corso, e non tutte le pedine, purtroppo, lascia manovrare a noi.
    Buon anno, Morena, e auguri a tutti!

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  6. Sai, per le cancellazioni antiestetiche dal libro-mastro uso un bianchetto speciale, regalatomi da chissachì, che cancella ogni traccia di imperfezione, errore, scarabocchio, però…son convinta che rimanga indelebile nella parte più sottostante del libro, quello che non vediamo o non osiamo vedere per una serie di scuse. Tutte quelle cancellazioni, comunque, fanno parte di noi, sono i nostri segni, sono la nostra vita, giusta o sbagliata, che sia.
    Ti auguro un 2011 cangiante e multicolore, pregno di emozioni e avvenimenti degni di essere raccontati.
    Tanti baci.

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