Provocazione o mancanza di idee?

Se io scrivo cose già lette, frasi di altri autori e le uso come fossero mie (badate bene, le parole sono di tutti e il loro uso è libero. l’arte è arte e non si può imbrigliare) incollandole in sequenza con frasi di altri autori e confezionando un prodotto nuovo posso dire che è frutto della mia mente?
Suppongo di sì. Il nuovo testo è creato da me, assemblando, studiando, ricercando ed è quindi un mio prodotto intellettuale.
Però.
Dov’è il senso di ciò se non in un divertissement mio, in un giocare con autori che magari amo scrivendo un testo che sarà anche una sorta di omaggio.
Ma.
Quantomeno alla fine scriverei i nomi e le fonti e giustificherei così il mio operato: mi andava di giocare con Proust, Simenon, Goethe, Manzoni, King, DeLillo, Nabokov […] e ho creato questo ensamble di frasi loro.
Sto pensando, non è che avevo già le idee chiare su questo argomento. La riflessione è nata dopo la lettura di questo post sul blog Letteratitudine curato dal bravo Massimo Maugeri.

Penso sia un argomento molto interessante. Non ho ancora commentato. Ci sto pensando ma credo che David Shields non sia un genio se non del mercato e ipotizzo che non sapesse che cavolo scrivere e abbia studiato questo bell’escamotage che di sicuro venderà un sacco di copie, se non altro per la curiosità di chi vorrà rendersi conto di persona e per chi vorrà sentirsi parte di una certa intellettualità moderna e provocatoria.
Attendo idee e confronti.

8 pensieri su “Provocazione o mancanza di idee?

  1. Pensa a quanti giornalisti al mondo sono pagati (e nel caso dell’Italia pure iscritti a un Ordine) perché fanno 8 ore al giorno di puro e semplice copia e incolla di comunicati stampa realizzati da Ansa & compagnia, uffici stampa di enti e aziende e così via. Pensa a quanti blogger come noi realizzano testi ex novo a guadagno zero. Non farei a cambio con loro per nulla al mondo.

    1. Non avevo pensato ai giornalisti. Forse chi si occupa di cronaca è ‘costretto’ a questo sistema: le notizie vanno date e subito e si dovranno baracmenare tra chi preme perché facciano in fretta e chi aspetta il pezzo per impaginare.
      Il blogger è un’anima libera: può creare senza pressioni e costrizioni 😉

    1. Esatto.
      Ma non di chi gli serve e amalgama due versi di Pascoli, tre di Leopardi e una frase di Manzoni e ne trae un libro da cui ricava diritti d’autore. O sì?
      Penso si intenda “di chi gli serve” come lettore. O anche come fruitore ma sempre citando la fonte.
      E un conto è prendere qualche frase e farne un racconto proprio (esperimento che ho fatto anch’io con un testo di Vinicio Capossela e un brano di Don DeLillo, non nello stesso racconto) e altra cosa è fare un intero libro solo di citazioni peraltro non citando la fonte.

  2. ovvio 🙂 io penso che finchè stai imparando va bene tutto, anche scopiazzare con moderazione puoi aiutarti a crescere, non è lo stesso per uno che pubblica però… nella frase del postino neruda rimprovera troisi di aver letto alla ragazza che amava le poesie che lui aveva scritto per matilda, sua moglie,
    e troisi gli risponde appunto che la poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve :-p

  3. Anche io sarei curioso di leggere il racconto “collage ” che hai scritto! 🙂
    Ho dato un’occhiato in libreria al libro “Fame di realtà”. E’ una specie di blob di citazioni (dove non è indicata la fonte) non collegate tra loro, o il cui collegamento è arduo comunque. Un gran pasticcio a me è sembrato… mi stupisce che abbia avuto tutta questa eco… Io non sono contrario in linea di massima all’idea di non indicare le fonti, a patto però che l’opera abbia qualità. Certo, se in fondo al libro vengono indicate le fonti originarie, mi sembra più corretto (di certo non toglie valore all’opera)… ma non obbligatorio. D’altronde, essendo un gran fruitore di musica elettronica, che da anni si nutre di campionamenti altrui, senza indicazioni delle fonti…sono in un certo senso allenato a questo tipo di approccio.
    Ho notato però una cosa. Quasi sempre le opere originali sono superiori alle opere ottenuto con il taglia e incolla, che spesso si rivelano esperimenti o divertissmen interessanti, ma privi della stessa personalità e profondità. Ciao e complimenti come sempre!

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