Come nasce un racconto (7)

Ripartiamo da qui. Con il titolo Strategie di mercato, Sonia mi ha suscitato l’immagine di questa donna, Simona, molto dedita al suo lavoro. Una donna molto pianificata, studiata, strutturata. Una donna che fa marketing e studia grafici e mercati. Da qui a definirla ancora di più dedita alle strategie, fino a studiarne una per accalappiare un nuovo fidanzato (e non me ne vogliano né le donne ben inquadrate professionalmente né i fidanzati) il passo è stato brevissimo. Ho già detto che quando Sonia ha ricevuto il mio file è rimasta perplessa sul finale della storia.
Abbiamo almanaccato ancora un po’ (4 o 5 mail) e infine lei ha elaborato un nuovo file. Siamo ormai alla fine e la prossima volta pubblicherò il racconto nella sua stesura finale senza ulteriori commenti (cosa sono quegli occhi rivolti al cielo?)…

***** 

Strategie di mercato

Speriamo almeno mi capiti la dottoressa, che tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, è del tutto normale che io possa… ma chiedere un test di gravidanza significa, per me, ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura, siamo stati attenti, non devo preoccuparmi.
Adesso respiro e mi calmo.
Invece no! Non mi calmo per nulla! Io non dovrei essere qui. Io dovrei essere in ufficio, a preparare il breafing per la discussione delle nuove strategie di marketing.
Ho gli ultimi dati da verificare e la presentazione da sistemare; domani il Consiglio di Amministrazione si aspetta di avere dati certi. Ordinati e precisi, come solo io so fare. Ordine e metodo.
Non sarei arrivata a questo livello alla mia età se non avessi pianificato ogni singolo passo della mia carriera, della mia vita.
Così funziona: niente distrazioni, niente tempo perso in ciance inutili e sogni ad occhi aperti. La vita va vissuta con idee concrete, occhi fissi sugli obiettivi e testa bassa.
Io alle prese con pannolini e biberon?
Ma andiamo, è ridicolo! Ho quarant’anni, le mie abitudini, le mie esigenze: otto ore e mezza di sonno e la colazione dopo almeno mezz’ora di yoga. Pensa alle notti in bianco…
Io non posso, non ci riuscirei mai.
Dio mi manca l’aria. Ma quanto ci mette ancora?
E poi con Fabrizio nemmeno ne abbiamo mai parlato. Stiamo insieme da quanto? Un anno, e ancora ci riesce difficile organizzare un fine settimana, figuriamoci gestire una gravidanza improvvisa.
Comunque io non lo so come si alleva un figlio. Io so organizzare una campagna pubblicitaria, so convincere le persone a scegliere ciò che io gli propongo lasciandogli credere di aver deciso autonomamente, ma un bambino?
Però, guarda quella pubblicità: quel bambino dolce e sorridente con le manine paffute e quel bel visetto: fa venire voglia di prenderlo in braccio. Oddio, ma cosa sto pensando? Deve essere il caldo.
Io con il pancione e i piedi gonfi. Impensabile.
Oh finalmente il mio turno.

***
Stasera glielo dirò Sono stanco di fingere, non ce la faccio più. Lei nemmeno se ne sarà accorta dei miei silenzi, dei miei sguardi, così presa dai suoi impegni e dalle sue riunioni. Sono stanco di passare le sere ad aspettare che lei si liberi e poi mi spedisca a casa perché deve dormire le sue otto ore senza seccature. Ma lei queste cose non le sa: è un anno che stiamo insieme e quando mai ne abbiamo parlato? Ora che ci penso, quando abbiamo mai parlato davvero lei ed io?
Io voglio una casa, una famiglia e dei bambini. E voglio una donna che mi ami e che non pensi solo al lavoro. Voglio Michela e i bambini che avremo insieme.
Un figlio… Sarei disposto a cambiare lavoro, se necessario, per occuparmi di lui, Voglio essere un padre presente e non come tanti che non ci sono mai e poi sanno nemmeno chi hanno allevato.
Dio! Mi sento spaventato e euforico nello stesso tempo.
Stasera le dirò tutto, anche non sarà facile. Spero solo che mi capisca. O che si sforzi di farlo.
Ora la chiamo e le dico che dobbiamo parlare.
***

Il test è negativo. Niente pancione, nausee e via dicendo.
Mi stavo quasi abituando all’idea, forse è pure bello avere un bambino, se non piangesse tutta la notte, che magari ti guarda con quegli occhioni lì, un pupattolo con cui giocare e magari insegnargli qualcosa… Sì insomma, quei dieci minuti prima di andare a letto. Che lui vada a letto.
Magari ne potremmo parlare con Fabrizio. Iniziare il discorso. In fin dei conti alla nostra età non c’è molto tempo da perdere… bisogna pianificare.
Glielo dirò chiaro: Caro Fabrizio, se vuoi un bambino, ti devi impegnare anche tu. Sono finiti i tempi in cui pensava a tutto la donna e l’uomo a malapena sapeva che il bambino aveva un sederino. Ora l’uomo fa le stesse cose della donna, può prendersi il congedo per paternità e stare a casa. Io ho un lavoro di responsabilità e non posso mollare: arriverebbe subito una, senza figli, a farmi le scarpe. Quindi, se vuoi un bambino, devi occupartene tu. Così gli dirò. Questa è la strategia giusta.
E adesso, che vestito mi metto per stasera?

***

“Ecco, ti ho detto tutto. Per fortuna il test è risultato negativo. Meglio così, no? Un bambino crea disordine e scompiglia la mente. Io sono sempre così precisa e puntuale, non posso permettermi contrattempi. Immagino che anche tu sia sollevato”.
“No, ti sbagli. Senti è un po’ che ci penso: io per un figlio sono disposto a stare a casa. Mi prenderò il tempo che è necessario e riprenderò il lavoro dopo che sarà andato al nido”.
“…?”
“Ti ho chiamato stasera per parlarti di questo. Per dirti che io mi sento pronto a creare una famiglia, diventare padre”.
“Io non…”
“L’ho sempre desiderato. Sono per la famiglia tradizionale, per i figli e per costruire un futuro di coppia, ho provato diverse volte a dirtelo…”.
“Mah, forse non stavo ascoltando… avrò avuto altro per la testa. Comunque, se ci tieni tanto posso valutare, ma è bene mettere in chiaro da subito che se vuoi in bambino ti devi impeg…”.
“Mi sono già impegnato. Ho conosciuto Michela qualche mese fa, lo so che è pazzesco, ma lei mi ascolta mentre parlo e condivide con me più di un week end e qualche ora tra una riunione e l’altra. Vogliamo le stesse cose. Ci sposeremo tra un paio di mesi, giusto il tempo di organizzare. Altrimenti non entrerà nel vestito… Spero tu capisca Simona“.
“Ah, quindi hai programmato tutto. Beh, io non avrò problemi. Preparerò un grafico, farò uno studio completo delle possibilità, studierò il target giusto. In un attimo, zac! Sarò di nuovo sul mercato”.

*****
Ancora qualche piccola rifinitura, alcune limature per rientrare nei 6000 caratteri richiesti e ci siamo.

Alla prossima.

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