La scansione del tempo

swuishhhhhh clang sdang
Ecco l’ingegner Zucchi che rientra dopo il lavoro. Sono già le 19,00 allora. Preparerò qualcosa per cena. È venuta sera in un attimo oggi. Tonno e pomodori forse.

swuishhhhhh clang sdang
Il figlio dei Bartoletti ha di nuovo cambiato suoneria. Deve essere la musica di quegli orribili cartoni giapponesi che guarda tutti i pomeriggi. Saranno quasi le 19,30. Accenderò la luce. Non vedo più nulla.

swuishhhhhh clang sdang
La signora Martinelli torna dallo studio. Stasera è di buonumore, canta una nuova canzone. Saranno le 20,00. Mi farò la tisana. Poi dormirò meglio. Stasera malva e rosa canina: è rilassante.

swuishhhhhh clang sdang
Ma senti che caos… Mario Darselli con una nuova amichetta. E senti come ridono! Stasera ci sarà festa di là. Le 21 di sicuro, prima non rientra mai il caro Mario. Metterò un plaid sulle gambe. Inizia a fare fresco.

swuishhhhhh clang sdang
La signorina Malfatti con un nuovo accompagnatore. Le dieci. Inizia il film su Retelocale3. Per poco lo perdevo. Per fortuna che la Malfatti è precisissima.

***
Nella sala sicurezza i televisori erano sempre in funzione. Quello che guardava il dottor Fardelli mostrava la stanza 19, la signora Precisi, in quel momento seduta sul letto sguardo fisso e camicia di forza macchiata sul davanti. Il dottor Fardelli era compiaciuto: la sua intuizione si era rivelata giusta e la paziente ora sembrava più tranquilla. Ancora due giorni così e le avrebbero tolto la camicia di forza. Mara Precisi, vedova ottantenne senza figli, viveva da anni come una reclusa. Si faceva consegnare la spesa a casa e non usciva mai. Trascorreva le sue giornate seduta in soggiorno con gli occhi fissi sulla porta e le orecchie puntate sui rumori del pianerottolo. Il rumore dell’ascensore era stata l’unica musica per lei negli ultimi quindici anni. Dal rumore riconosceva i vicini di casa e i loro movimenti, e sapeva che ora era e cosa fare della sua giornata. Quando era arrivata alla clinica Rosamaria aveva perso tutti i suoi punti di riferimento ed era impazzita. Avevano dovuto legarla per impedirle di farsi del male. Poi, il dottor Fardelli aveva avuto l’intuizione ed era andato a sedersi per un giorno intero nella poltrona di Mara Precisi e aveva registrato ogni rumore che veniva dal pianerottolo e ora il nastro si srotolava sotto le orecchie della paziente.
E del dottor Fardelli:
swuishhhhhh clang sdang
… Il figlio dei Bonora che rientra. Le undici e mezza. E’ tardi. Sarà meglio che vada. Veronica mi sta aspettando.

Il dottor Fardelli tentò di alzarsi ma due braccia robuste glielo impedirono. Ricadde a sedere davanti alla tv con un tonfo. Telesettemare mandava in quel momento Psycho. Norman Bates aveva uno sguardo davvero inquietante, pensò Walter Fardelli prima che l’infermiere gli infilasse l’ago nel braccio.

(30 giugno 2008)

* Riciclo ‘vecchi’ racconti perché non riesco a scrivere altro in questi giorni. Questo, comunque, non è mai stato pubblicato qui.

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4 pensieri su “La scansione del tempo

  1. swuishhhhhh clang sdang
    fanno proprio così gli ascensori metallici, quelli di una volta. Quelli più moderni wroomano e non mi piacciono per niente. Purtroppo, a parte quattro anni della mia vita, io sono sempre vissuto in case senza ascensori. Ed è vero, quel rumore cadenzava le giornate.
    Ora sento quello della casa vicina: a seconda del rumore mi chiedo se a rincasare alle due di notte è la stefania del secondo piano, la stefania del terzo, la vecchietta del secondo…

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