Argomenti per scrivere un libro

Questa è la seconda frase che ho scelto dalla mia raccolta [ricordo per chi non ha letto il primo post, che queste frasi sono state digitate da qualcuno su google o altro motore di ricerca e non sono mie. Io le uso a pretesto per una discussione].

Argomenti per scrivere un libro è, quindi, la frase di oggi. Che si può assimilare a un’altra frase presente nella raccolta: ispirazione per scrivere un libro.
Dunque: dove si trovano gli argomenti e l’ispirazione per scrivere un libro?
Io credo che si trovino ovunque e che non ci sia un luogo dedicato o una compagnia apposita. Penso che in ogni momento sia possibile la nascita di un’idea o di un pensiero che ci porti verso la scrittura.

Ma, soprattutto, io credo che non ci si debba porre la domanda. Finché si ha necessità di ‘trovare lo spunto’ significa che non si ha nessuna storia da scrivere. Credo sia questa la nota dolente di questa ricerca.
Non si può creare una storia a tavolino. No, mi correggo: si può anche creare una storia a tavolino, ma quanto sarà buona? Quanto sarà capace di incatenare il lettore e non fargli posare il libro?
Se creiamo a tavolino e sappiamo incatenare il lettore, allora siamo dei geni. E, quindi, siamo autorizzati a farlo.
Gli altri (noi) possono lasciare perdere.

*Ps. sto ancora cercando il nome per la rubrica. Che ne dite di “la cassetta degli attrezzi”, da On writing del mio caro Stephen King?

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5 pensieri su “Argomenti per scrivere un libro

  1. certo che, se uno che decide di aprire google e digitare: Argomenti per scrivere un libro, cosa si aspetta?
    un elenco degli argomenti già trattati e uno di quelli non ancora no?
    mah…
    ad ogni modo, per esperienza sì, ti dico che c è chi si mette a tavolino e, in base alle leggi di mercato, decide le scene prima e poi trova il modo di piazzarle dentro ad un argomento che magari non c entra nulla, ma “così si pubblica sicuro”.
    io l ho trovato triste e pure particolarmente noioso. quel “romanzo” è finito dentro al bidone di riciclaggio della carta.

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  2. Dal basso della mia esperienza. Sento una frase, oppure mi appare un’immagine. E la seguo. Ma non tutto può essere pubblicato. Un mese fa è apparsa l’immagine di un ragazzino (etiopico), che cammina su una strada polverosa. È l’alba, ha abbandonato il suo villaggio e vuole raggiungere la capitale. Una volta sulla strada principale, cercherà un passaggio. Siccome non sono mai stato in Etiopia, non ha senso pubblicarlo. Potrei farlo, certo. Però credo che mancherebbe qualcosa, e per me quell’assenza sarebbe un tradire il lettore. Se l’occhio non si posa su quei luoghi, non si racconta. Si finge.

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    1. Credo che tu abbia fatto una scelta saggia. Se l’idea ti piace molto, coltivala e poi vedi se si può ambientare in un luogo che conosci, oppure valuti se il luogo è davvero importante.
      Mi spiego meglio: ci sono racconti che non sono ‘di movimento’, che sono interni. In quelli il luogo non è fondamentale. Però, ci sono altre cose oltre ai luoghi e sono le anime. Anche supponendo che tu conoscessi bene l’Etiopia, non sai come ragiona un ragazzo nato là, a meno che tu non ne conosca e non parli con loro.
      Questo, secondo me, è lo scoglio più grosso.

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  3. credo che scrivere e’ esteriorizzare le proprie percezioni, la propria sensibilita’.Un romanzo e’ veritiero solo se lo si vive interiormente.Le idee per scrivere un libro vanno ricercate nei fondali dell’anima…..

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