La riscrittura – Scrivendo 11

Ho scoperto che la riscrittura mi piace assai, anche se è un’operazione molto complessa e lunga. È anche un compito difficile, da cui dipende la bellezza del nostro lavoro finito. Una responsabilità non da poco.
Durante le varie fasi della scrittura mi sono affidata alle letture di alcuni amici e ho ascoltato (anche quando non sembrava lo facessi) ogni loro appunto. Ho controllato, verificato e riletto parecchie volte. Pensavo, quindi, che le prime parti del mio romanzo, rilette e riscritte già parecchie volte, fossero quasi pronte.
Eppure sto tagliando interi paragrafi e limando frasi. Come mai?
Ho elaborato alcuni pensieri su questo. Pensieri che riguardano questo romanzo in particolare, non tutti i romanzi. Ho compreso che ogni romanzo sarà diverso dagli altri nella sua stesura e nella sua elaborazione. Ora parlo di questo che sto scrivendo da più di un anno: il romanzone, appunto.

  1. Quando ho iniziato la stesura non conoscevo bene i miei personaggi. Ora, dopo quattordici mesi o poco più e duecento pagine, li conosco molto meglio. Accade, quindi, che alcuni loro gesti e pensieri, scritti nelle prime pagine non siano adeguati alle persone che sono davvero.
  2. All’inizio non avevo ben chiaro cosa dovesse accadere in fondo alla storia. Non sapevo bene tutti i fatti. Perciò ora alcune cose vanno limate e indirizzate verso quello che ho scoperto.
  3. Non conoscevo il titolo (l’ho scoperto solo dopo alcuni mesi e più di settanta pagine). Il titolo è determinante per dare il senso alla storia. Nel titolo sono contenuti il tema, il senso di ciò che vogliamo dire e il significato che gli eventi hanno (non sempre, ma spesso è così. Qui lo è)

Ecco perché sto tagliando alcune parti e modificando altre. Se si inizia a tagliare un paragrafo poi si deve modificare anche quello che segue. Se si cambia una frase, poi ne seguono altre e alla fine si deve riscrivere l’intero capitolo.

Un lavoro faticoso che, però, è molto soddisfacente.

Ora capisco molto bene cosa vuole dire Stephen King quando afferma che la scrittura è ‘disseppellire un fossile’. È ciò che provo man mano taglio e rifilo: mi avvicino al fossile, gli tolgo la polvere che impedisce di vederne la superficie, le curve, i segni che porta impressi. Inizio a coglierne la bellezza.

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6 pensieri su “La riscrittura – Scrivendo 11

  1. penso che siano problemi comuni…è un po’ come avere la macchina del tempo. se cambi il futuro, il passato si sarà svolto in modo diverso e vice versa. Anche io pensavo fosse più lineare come lavoro, invece è un continuo avanti e indietro, con una interrogativo: riusciro mai a far si che tutto torni? e non sto parlando di trame ad incastro ma di una semplice storia…

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    1. Penso che ci riuscirai.
      Se non quadra qualcosa, si sposta e si cambia finché non torna tutto.
      Dipende anche dalla storia. La mia sembra semplice ma non lo è. E più vado avanti, più m’incasino. Questo è uno dei motivi per cui ci sto impiegando tanto: a tratti ho detestato questa storia e la sua ‘complessità’.
      Ma quando inizia a quadrare, allora sì… è una vera libidine. (si può dire libidine in un blog? sì, se è il mio)

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  2. La prima stesura con il cuore, la seconda con la testa. Il problema è quando si arriva alla terza, la quarta, la quinta.. 🙂 Diventa un lavoro snervante e anche una mancanza di fiducia nelle proprie capacità di autore.
    Concordo sul fatto che titolo, personaggi.. e buona parte della trama.. si delineano nel tempo e non a priori. Non si può conoscere abbastanza la storia finché non la si è scritta.

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  3. Sono proprio queste premesse, che ho vissuto seppur in maniera breve, a farmi desistere nello scrivere un romanzo. Chissà perché continuo ad ostinarmi a scrivere racconti o testi brevi…forse per il demone della lunghezza insito nel romanzo, che ti obbliga a dialoghi ottimamente intersecati, all’intreccio o fabula sempre al centro dell’attenzione. Epperò tutto ciò mi inibisce e svilisce nello scegliere e scrivere testi brevi.
    Sicuramente dovrò guarire dal virus che mi attanaglia, ma non so che terapia intraprendere. Chissà forse continuare a scrivere quel romanzo che ho iniziato, un pò di tempo fa, e che non ho il coraggio di finire…

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  4. @ Marta: se la prima stesura è con il cuore e la seconda con la testa, con cosa si fanno le altre? 😉

    @ Carlotta: ho una teoria a proposito della scrittura breve o lunga. Credo che non si possa decidere a priori. Dobbiamo scrivere quello che ci viene in mente, le storie che nascono da sole. Cosa diventeranno lo vedremo alla fine.
    Per me non è stata una decisione. È successo e basta.
    La scrittura va coltivata. Il resto lo fa da sola.

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  5. Leggendo il post (e i commenti relativi) mi sento un po’ meno sciocca e meno “sola”.
    Scrivendo per passione e non di mestiere, i tempi sono molto più rarefatti. Partendo da una prima stesura circa cinque anni fa (sì, ho proprio detto CINQUE!!) a ogni revisione cambio qualcosa: scrivo, riscrivo, motifico, taglio… A volte lascio il pezzo a sedimentare e ogni volta che lo riprendo capisco di aver fatto bene.
    Non so se il mio romanzo verrà mai finito: sicuramente non prima che mi convinca completamente.
    Sono convinta che la scrittura e la fretta non siano buone compagne.

    Susanna

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