Non abitiamo più qui


Non abitiamo più qui
Andre Dubus

Mattioli 1885, 2009
pag.280, 18,00 euro

 

Un libro importante. Chi legge tanti libri trova spesso ‘libri belli’ (dei libri ‘brutti’ non parliamo ora). Tra questi ‘libri belli’ alcuni sono eccezionali (mai più di due all’anno, ed è già un’annata buona). “Non abitiamo più qui” è uno di questi libri. La scrittura di Andre Dubus, nell’eccellente traduzione di Nicola Manuppelli, che è anche il curatore del volume, e di Gian Fulvio Nori, è incisiva e determinata, profonda ma anche scorrevole, in virtù di quella fascinazione che deriva dalla parola fluida, facile solo all’apparenza, propria solo di chi è un vero scrittore.
Il libro è diviso in tre racconti, abbastanza corposi da farne tre volumi secondo me e secondo certi editori italiani che spacciano un volumetto di 80 pagine corpo 16 per un ‘romanzo’.
In questo Non abitiamo più qui c’è molta merce, molto prodotto letterario, molta vita.
I tre racconti sono anche fruibili come un unico romanzo, seppur diviso in tre spezzoni. I protagonisti sono gli stessi: due coppie di amici che si trovano a gestire matrimoni non perfetti e vite molto imperfette, cioè le stesse cose con cui prima o poi tutti noi ci troviamo a fare i conti.
Questo è uno dei pregi di Dubus: nei suoi racconti c’è la vita.
Il primo racconto, quello che dà il nome al libro, è perfetto. È quello che ho apprezzato di più. “Sono circondato da matrimoni dolorosi che nessuno capisce” pensa Jack osservando gli amici e la moglie. Ognuno vive le sue insicurezze, le sue falsità proteggendo il residuo di vita che insieme possono ofrire ai figli, in un’estrema protezione salvifica che li rende migliori.
Il secondo racconto mostra l’amore tra Edith e Joe. Lui è molto malato e sta morendo. Lei gli starà accanto fino alla fine e una delle ultime cose che gli dice è che sta divorziando da Hank. Pensa che lui ne sarà felice, che saprà di avere fatto una cosa importante per lei.
Il terzo racconto ci mostra Hank, trentacinquenne, a letto con Lori, diciannovenne, alta e slanciata, tanto che quando indossa gli stivali deve chinarsi per baciarlo.
Il finale mi ha lasciata un po’ dubbiosa. D’altronde, sarebbe anche ora di rivalutare il ‘lieto fine’ e di non temere il giudizio di chi legge. Ci siamo abituati ad eventi catastrofici, a drammi e tragedie e abbiamo perso il coraggio di proporre e di apprezzare il classico ‘vissero tutti ecc ecc’, anche se si sa che “sempre felici e contenti” è impossibile anche per Biancaneve.
Però, sapere cosa sia la storia non basta a definire questo libro. La profondità e la bellezza di questo testo è nel modo con cui Dubus si cala nella pelle dei suoi personaggi, nell’abilità con cui esplora i corridoi del loro cuore e le cantine delle loro anime.
Ho letto che qualcuno lo paragona a Carver. Premetto che io amo moltissimo Carver, ma credo che Dubus sia qualche piano sopra nella palazzina dove di sicuro ora abitano.
Soprattutto credo che sia molto difficile paragonare tra loro gli scrittori; ognuno di loro può darci qualcosa. La cosa bella è quando ti danno tutto ciò che hanno.
Grazie a Nicola Manuppelli che ha portato Dubus in Italia. Che l’ha portato da noi. E grazie a Mattioli 1885, la casa editrice che ha saputo ascoltare la sua proposta.

*****
Questa non è una vera recensione, sono solo impressioni a caldo scritte di getto. È ciò che ho scritto su anobii nellla scheda del libro. 

Ho deciso che Non abitiamo più qui è il mio libro del 2010.
Pari con Revolutionary road, che è stato il mio libro del 2009.

Annunci

8 pensieri su “Non abitiamo più qui

  1. @Paolo: grazie. è merito tuo se ho letto Non abitiamo più qui.
    @Pani: hai visto il sito dell’editore? ho trovato molto curiosa la storia del font Mattioli 1885
    @Cristina: un libro da cui imparare molte cose.

    Grazie a voi della lettura

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...