Trovare lettori al tempo del web 2.0

un incontro con Intermezzi editore

L’editoria è ancora un settore in cui si possono trovare operatori capaci e dalla mente aperta – come chi s’interessa di letteratura dovrebbe sempre avere – e dove si può notare fermento e proposte. Ci sono realtà meno conosciute, gente che lavora sodo e con passione. Nei mesi scorsi girava un’iniziativa nuova e interessante: Intermezzi cerca lettori. Sembra banale: ogni casa editrice cerca lettori. Ma, come in ogni storia, ciò che conta non è la fine, ma il modo con cui viene raccontata; se i lettori sono difficili da trovare, se la casa editrice non è conosciuta perché molto “giovane”, che fare?
Il web è una grande opportunità: chi sa usarlo bene può aprire nuove strade e incrementare i suoi contatti. Intermezzi ha scelto di percorrere e vivacizzare la strada di aNobii e cercare dei lettori che si offrissero di ricevere in regalo due libri della casa editrice e di (senza vincoli) parlarne nelle loro librerie virtuali. I lettori che si sono proposti sono stati centottanta e, dopo attenta valutazione da parte dei responsabili di Intermezzi, sono stati scelti i cinquanta lettori che hanno ricevuto due libri a testa. In poco tempo c’erano cento libri firmati Intermezzi in giro per l’Italia e cinquanta persone in più che conoscevano la casa editrice e i suoi prodotti e potevano parlarne in giro. 
Una bella manovra pubblicitaria a costo ridotto. Un modo saggio e contemporaneo di sfruttare la rete.
Ma chi è Intermezzi editore? Parliamone insieme a Chiara Fattori, responsabile editoriale. 

  • Iniziamo con le presentazioni: raccontaci qualcosa di te e delle persone che ti affiancano. Credo sia importante per conoscere bene la casa editrice e la suddivisione dei compiti all’interno della medesima. 

 Ad Intermezzi per ora siamo solo in tre (io, Attilio e Manuele) e nemmeno tutti a tempo pieno. Per il momento non possiamo permetterci di fare di più, ma speriamo di poter crescere in fretta. 
Io leggo, scelgo, faccio l’editing, scrivo i contenuti web. Attilio fa tutta la parte tecnica (impaginazione, sito web, grafica) e Manuele cura i contatti con le librerie, organizza le presentazioni, e tiene tutta la parte amministrativa. Poi, come sempre accade in una piccola realtà, i ruoli non sono rigidi e tendono a sovrapporsi: facciamo quello che riusciamo a fare al meglio delle nostre possibilità. 

  • Raccontaci come è nata Intermezzi e cosa significa per voi questa casa editrice (Altre notizie su Intermezzi le trovate qui e qui). 

Intermezzi è nata con un atto dal notaio, prima di tutto, con serate passate a parlare, progettare, discutere e alla fine con tanta pratica, errori, incontri, persone, aggiustamenti e cambi di prospettiva. 
Per me, ma credo anche per i miei soci, Intermezzi è soprattutto un sogno che cerchiamo di realizzare, non senza fatica, ma anche con la soddisfazione di creare qualcosa di nostro completamente dal nulla e con la speranza che possa interessare e servire anche ad altri. 

  • Questa iniziativa dei lettori anobiani si è sviluppata molto bene. Siete soddisfatti o vi aspettavate un riscontro ancora maggiore o un esito diverso? 

 Siamo molto soddisfatti. Il nostro obiettivo era di far conoscere i libri di Intermezzi a chi ancora non li conosceva: cinquanta persone in più che hanno letto due dei nostri libri sono una piccola cosa, certo, in termini oggettivi, ma per noi è davvero tanto. E poi non è ancora finita: la speranza è che questi cinquanta facciano girare i libri e ne parlino, facendoli conoscere ad altre persone. 

  • Come è nata questa idea? 

Ci siamo accorti che i commenti dei lettori su aNobii, così come le segnalazioni sui blog personali, forum e social network sono più efficaci delle recensioni e segnalazioni su giornali e riviste. Non che queste ultime non siano importanti ma secondo me al parere di una persona amica si dà più fiducia, inoltre per noi è molto difficile riuscire a raggiungere le redazioni, non avendo ancora una struttura di contatti e un ufficio stampa ben rodati, preferiamo rivolgerci direttamente ai lettori, là dove riusciamo ad avvicinarli. I commenti dei lettori su aNobii sono commenti spontanei, magari non “professionali” ma certo accurati e sinceri; io stessa lo frequento e spesso mi sono affidata alle recensioni degli utenti per scegliere le mie letture. 

  • Avete altri progetti simili per interessare i lettori e avvicinarli? 

Vorremmo sfruttare luoghi di aggregazione e di incontro già costituiti, come le fiere e i festival, ai quali partecipiamo, per organizzare al loro interno piccoli eventi e raduni dedicati ai nostri lettori. Il prossimo appuntamento è il Salone del Libro di Torino e già sul gruppo di aNobii legato all’iniziativa dei lettori abbiamo lanciato l’idea di organizzare un ritrovo presso il nostro stand. 

  • Che possibilità ci sono in Italia per un ‘piccolo’ editore? 

Non sto a citare le enormi difficoltà che hanno i piccoli editori, se ne legge continuamente e la situazione tende a peggiorare (vedi il recente decreto che ha abolito la tariffa ridotta editoriale). Un piccolo editore, così come in generale qualsiasi piccolo e giovane imprenditore, deve lavorare sodo, non aspettarsi nessun aiuto, avere capacità e formazione, un progetto solido e in cui crede, il coraggio di portarlo avanti con rispetto di sé e onestà. Gli spazi ci sono, basta saperli cercare e saperseli conquistare e la cosa importante da capire è che spesso non sono spazi esclusivi ma facilmente condivisibili: i piccoli editori di qualità non devono farsi la guerra e rimanere isolati ma fare rete e collaborare. Noi ad esempio abbiamo condiviso lo stand con la casa editrice Las Vegas a Più libri più liberi a Roma e lo faremo anche al Salone di Torino, e con altri editori abbiamo instaurato rapporti di collaborazione e di aiuto reciproco. 

  • Come scegliete le opere da pubblicare?

Scegliamo di solito quello che ci piace, che ci colpisce, che rivela talento e originalità dell’autore, che racconti una storia interessante e non banale, anche se non necessariamente spettacolare o fuori dal comune. Al momento siamo orientati verso la narrativa pura, soprattutto di esordienti, sia italiani che stranieri: speriamo entro l’anno di riuscire a portare in Italia una nuova traduzione che vada ad aggiungersi a quella del romanzo di Munmun Ghosh. Non scegliamo per temi e generi e non siamo attratti da ciò che fa tendenza. Il nostro piano editoriale è ancora in formazione e in movimento, non ci poniamo limiti per il futuro e sinceramente anche guardando la nostra produzione attuale avrei difficoltà ad individuare una tendenza netta: sarà perché appunto abbiamo sempre scelto le cose che ci sembravano di qualità senza preoccuparci di seguire una linea precisa. 

  • Con quali mezzi seguite i vostri autori nella promozione dei loro, e vostri, libri? 

Facciamo tutto il possibile: spediamo le copie omaggio alle redazioni, utilizziamo internet, facciamo presentazioni. L’aiuto dei nostri autori è fondamentale, ovviamente: loro ci forniscono in genere qualche contatto con giornali e librerie della loro città e si attivano per organizzare eventi. Internet rimane comunque lo strumento migliore per noi, più accessibile ed efficace. 

*** 

Io ho fatto parte del “gruppo dei lettori” e ho ricevuto due libri: Io volevo Ringo Starr e Facciamo finta che sia per sempre, di cui ho già parlato [le recensioni sono ai link sui titoli]. 
Vorrei solo aggiungere che ho trovato questa iniziativa molto interessante e ho trovato piacevole e ben diretto il fermento che ne è seguito su aNobii, con le discussioni sui libri e gli autori presenti con cui confrontarsi. I libri Intermezzi, inoltre, sono fatti bene: belle copertine e un’ottima cura dei dettagli. È incoraggiante vedere iniziative nuove e appassionate da parte dei ‘piccoli’ editori. Si fa sempre un gran parlare di come la grossa editoria detenga la gran parte del mercato e poi non si fa nulla per incoraggiare chi decide di osare.
E, dulcis in fundo, vorrei sottolineare che Intermezzi è una casa editrice che compie scelte consapevoli e non chiede nulla agli autori, come è ben indicato anche qui.

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4 pensieri su “Trovare lettori al tempo del web 2.0

  1. intermezzi editore mi aveva colpito fin da subito, cioè da circa un anno. Infatti ce l’ho fra i preferiti.
    Che sia il suo nome musicale?
    E purtroppo, come ho già detto, rimpiango di non aver fatto richiesta per essere fra i cinquanta lettori. Ma ci sarà un’altra occasione.
    Le difficoltà della piccola editoria sono note a tutti. Io auguro a loro che succeda l’impossibile, come è capitato alla kellerman.

    Mi piace

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