Apparire, non è anche sparire?

Quando guardo il TG spesso m’incazzo. A volte m’intristisco, mi deprimo, mi agito, ma spesso ho una fase di arrabbiatura potente e urgente che lascia uscire parole furenti.
Ognuno di noi ha cose che lo pungono più forte di altre. Quando è morta Federica (investita da un’auto mentre attraversava la strada) mi sono detta che avrei voluto non sentire più di queste notizie, che non avrei voluto sapere di altre famiglie costrette a subire questo enorme dolore.
Naturalmente è un’utopia, una cosa irrealizzabile, ne sono consapevole.
Una cosa più realistica potrebbe essere desiderare che gli incidenti automobilistici subiscano un calo e meno persone (la maggior parte sono ragazzi giovanissimi) muoiano o subiscano invalidità gravi che causano poi altro dolore ed enormi disagi.
Ma anche questa cosa non pare realizzabile. Ogni giorno sembrano aumentare le notizie di incidenti e morti. Ieri c’era questa notizia delle minicar: il giornalista raccontava di come vengano usate soprattutto da giovanissimi, senza patente e senza avere affettuato prove pratiche di guida. Inoltre, molti tra gli utenti di minicar fanno fare modifiche al motore per poter correre di più e stupire così gli amici e sentirsi molto grandi, molto fichi e molto furbi.
Certo, gli altri fanno incidenti e muoiono, ma io no. Gli altri non sanno guidare, ma io sono furbo e a me non accadrà nulla.
E i genitori sono contenti. Il servizio continuava dicendo che il papà ha un Suv, la mamma una bella automobile, mica possono fare andare a piedi il pargolo firmato, no? E quindi gli comprano questa bella macchinetta (di plastica o resina, non so come sia fatta ma è fragile, e lo mandano in giro in un guscio d’uovo e gli pagano pure le modifiche al motore così è più fico degli altri fichi).
Perché, ovviamente, se il compagno ce l’ha, mica possiamo fare stare senza il nostro bel pupo, vero? Mica possiamo essere meno dei vicini di villa o dell’avvocato. Pure noi c’abbiamo li soldi, no? Che vuoi mandare il pupo a muoversi con la metro? Su e giù per le scale, in mezzo alla calca, tra jeans sporchi e puzza di sudore?
Dobbiamo fare vedere che possiamo permetterci tutto ciò che vogliamo. E poi, spesso è più comodo accontentare le richieste dei figli: mettersi a discutere costa fatica. E tempo. E il tempo, lo sappiamo, scarseggia sempre.

Perciò ieri mi sono incazzata ascoltando il servizio del TG. Stiamo andando (siamo già andati) verso una società che ha perso di vista alcune cose e che dà troppa importanza ad altre. Apparire, mostrare, ‘far vedere’, sono i verbi più usati, dimenticando che apparire uguali agli altri è sparire nel mucchio.

E dimenticando che ‘apparire’, rendersi evidenti in un modo omologato a volte porta a ‘sparire’, cioè scomparire. Per sempre.

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9 pensieri su “Apparire, non è anche sparire?

  1. Purtroppo tutto quello che hai scritto è vero… niente attrae oggi come l’apparire. subcultura nata dal consumismo, dal benessere eccessivo per tanti, e rivendicazione dello stesso per tantissimi.
    è il numero che espone alla frequenza del rischio?
    io non credo. credo invece che sia diseducazione, perdita di valori, mal di vivere.
    e, come per Federica, Barbara, e tanti altri ragazzi che hanno pagato con la vita loro e il dolore inconsolabile delle madri e dei padri, la strage continua, per indiferenza di chi potrebbe invece prendere provvedimenti.
    cara Morena, ti sono vicina, e mi sento vicina a Francesca, mia carissima amica, che ha subito per ben due volte la tragedia, e a tutti quelli che ne sono stati vittime.
    un abbraccio
    cri

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  2. Non posso che essere d’accordo con te e vedo ogni giorno che la sicurezza in auto e per strada in generale, passa in secondo piano rispetto al resto…niente rispetto delle regole della strada, ragazzini con minicar, neopatentati con auto veloci, tutti corrono, tutti hanno fretta, non c’è tempo per rispettare i limiti di velocità, i semafori…e i pochi che ancora tengono come velocità massima quella indicata dal cartello rotondo con il bordo rosso (io sono fra questi da sempre), quando va bene vengono sorpassati in condizioni di pericolo, quando va male anche strombazzati…
    Mi chiedo anch’io dove stiamo andando…
    Un abbraccio

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  3. ci sono momenti in cui mi dimentico di aver sorpassato la trentina, e vedo come il periodo ante 18 ancora vicino.
    comunque “ai miei tempi”, la macchinina non c era ma c era il cruccio del motorino.
    sarà che papà era mancato da poco e vedevo mamma lavorare tra le 18 e le 20 ore al giorno (non esagero te lo giuro, faceva tre lavori al giorno) e non mi sognavo di chiederle di spendere soldi per me. usavo la bici o il bus, e mia madre è riuscita a farmi crescere pensando che non essere come il gregge era motivo di orgoglio. (convizione che mi porto appresso pure oggi)
    quest anno ho preso il motorino per lavoro, la cilindrata minima, perché dovevo imparare, nessuno nasce imparato. subito il fidanzato di un amica mi dice: “guarda che con un 50ino vai piano, se togli il limitatore corri di più, arrivi almeno a 90, 95 km all ora”.
    Ho risposto “e che ci vado a fare in strade di quartiere a 90 all ora? non è che ho paura di volare, è l atterraggio che mi spaventa”.

    è assurdo.
    come è assurdo giustificare tutto e tutti. come quei genitori che, in questura con i ragazzi fermati perchè giocavano ad attraversare di corsa l autostrada, hanno risposto “ebbbè ma è una ragazzata, mica hanno fatto niente di male”.

    ha ragione Cristina quando dice che c è una diseducazione totale. però, secondo me, è altresì vero che chi prende provvedimenti alle volte si trova davanti genitori eccessivamente accondiscendenti e allora è sempre il solito cane che si morde la coda…

    ormai non ti chiedo più scusa per i pippolozzi… è “colpa” tua che mi accendi.

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  4. Mi chiedevo spesso se facevamo bene mia moglie ed io ad insistere con i nostri figli sull’essere autonomi, sull’essere “diversi”, non nel senso di migliori, ma nel senso di non omologati non omogeneizzati perché c’era sempre il rischio che venissero isolati.
    Sai sentivo sempre “ma lo fanno tutti, il motorino ce l’hanno tutti, altrimenti resta fuori dal gruppo…” e se da una parte questo mi faceva imbestialire non potevo sapere come sarebbe andata a finire. Beh adesso lo so, i gruppi si scelgono, non ne esiste uno soltanto e le persone con un carattere ben definito non sono mai sole.

    Nessuno dei miei figli ha avuto il motorino, Fabio non ha neppure la patente, non perché gli sia stato imposto ma perché non ne hanno mai sentito l’urgenza.
    Ora a 26 Fabio per la prima volta sta pensando che forse è giunto il momento anche se si sposta continuamente con bici e bus.

    Comunque anche se non mi dispiace questo loro “disinteresse” nei confronti dell’auto, sia come mezzo che come status, non è che io dorma sonni tranquilli visto che spesso il pericolo arriva dalle disattenzioni degli altri… meno male che non riusciamo a vedere tutte le spade di damocle sopra di noi altrimenti non vivremmo più…
    ciao Morena
    un forte abbraccio
    Stefano

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  5. Grazie a tutti dei commenti e del bel contributo alla discussione. Ci sarebbe da dire molto su questo argomento che è assai più vasto di come appare al primo sguardo. Credo che questi nostri pensieri abbiano a che fare con il modo di vivere che abbiamo, le modifiche che esso ha subito, e le persone che siamo diventate. La famiglia, il primo nucleo su cui si basa la nostra società è molto malata. E, quel che è peggio, non se ne accorge.
    Io sono molto preoccupata di questo: credo sia alla base di tanti altri aspetti e modi di fare che abbiamo incapsulato nel nostro quotidiano.
    Molto preoccupata.

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  6. ti scrive una signora attempata che si è comprata la minicar: per spendere poco, per occupare meno spazio, per i brevi spostamenti che faccio io che non guido mai fuori città.
    ho la patente da moltissimi anni, e guido con molta prudenza, come facevo prima, quando possedevo una normale vettura
    sono d’accordo con tutto quello che hai detto circa i ragazzini fichi che usano senza criterio e senza patente queste macchinette.
    ma vorrei aggiungere che gli altri guidano con la stessa incoscenza motorini di tutti i tipi, che quanto a sicurezza sono molto peggio.
    perchè i TG non ricordano il numero spaventoso di incidenti che provocano i “centauri” che ti tagliano la strada, non rispettano le regole, parcheggaino ovunque eccetera??
    e perchè non la smettiamo di mettere in croce i fumatori (io non fumo) e incominciamo a occuparci dell’abuso di alcool causa di gran parte degli incidenti stradali?
    quanto all’essere “omologati”, purtroppo è vero a molti livelli, alcuni spaventosamente tragici

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  7. Viviamo tempi per nulla tranquilli dove l’apparire è più importante dell’essere. Ho un figlio di 19 anni che ha preso la patente da pochi mesi ed ogni volta che esce in macchina io ne tremo anche se è molto maturo e guida piano.
    Un saluto
    Giusy

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  8. ciao.complimenti per il blog.se mi permetti ti lascio qualche dato statistico personale.Roma,casa-ufficio in motorino dal lun al ven x 10 anni,ma fino al 20 di gennaio, momento in cui sono stato costretto a riprendere l’auto dopo il 2 incidente in 40 giorni.La 1 volta mi son venuti contro mentre ero fermo al semaforo,rosso,dicendo che non sono riusciti a frenare;la 2 volta mi hanno preso mentre parcheggiavo il motorino,sostenendo che pensava di entrarci anche con la sua auto.Entrambi gli incidenti causati da minorenni a bordo delle loro minicar.Il papà del secondo bamboccio mi ha anche telefonato minacciandomi, sostenendo che la colpa era mia perchè potevo scansarmi in tempo.Io ero fermo in un parcheggio per motorini, dove tuo figlio tenta di inserire,in velocità,la sua minicar, e la colpa è mia?..Questa è pazzia..Per il 1 incidente ho preso giorni d’ospedale e risarcimento,per il 2 ho dovuto mettere l’avvocato. A 39anni mi son dovuto mettere a discutere con un bamboccio cretino e quell’invertebrato di suo padre.
    ciao

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