Raccontare – Scrivendo 8

“Giulia incontra Marco in un pub. Tra i due nasce una forte attrazione, ma Giulia non è libera e quindi la loro resta solo un’amicizia. Finché un giorno i due decidono di lasciare piena libertà ai loro desideri e allora… “

Questa è la storia: semplice e senza fronzoli, una storia come ne accadono tante tutti i giorni. Cosa potrebbe rendere bella e interessante questa storia?
Certamente la scrittura: una bella scrittura dona fascino ad ogni storia. Anche la scelta della voce narrante può fare molta differenza: potrebbe essere Giulia stessa a raccontarci tutto, dando alla narrazione un tono intimo e anche appassionato. Oppure potrebbe essere Marco che decide di svelarci i retroscena della loro conoscenza. Ma ci sono tante altre possibilità. Pensarci aiuta a dare corpo alla storia e ci mostra diversi punti di vista della medesima.
Cosa ci spinge ad usare una voce piuttosto di un’altra?
Le esigenze della storia, è la prima risposta che mi viene in mente: non tutte le storie possono essere narrate in prima persona ad esempio, perché si perderebbe grande parte del lavoro introspettivo e delle riflessioni dei personaggi.
E ancora: cosa raccontare? Nella storia di Giulia e Marco esistono diverse scene che avvengono in un arco temporale di alcuni mesi. È necessario mostrarle tutte? Di sicuro no. Allora, come operare la scelta? Cosa raccontare ai nostri lettori?

* Chi vuole aggiungere un contributo si senta libero di farlo.

 

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2 pensieri su “Raccontare – Scrivendo 8

  1. Nella tua splendida Hexenküche, mia cara Morena, hai messo a cucinare diverse pietanze, tutte appetitose e degne di una degustazione che oltrepassi l’assaggio superficiale. Poni l’attenzione innanzitutto sulla voce narrante. Ebbene, la scelta del punto di vista dal quale osservare, dunque narrare gli eventi è indissolubilmente legata alla voce narrante. Verità lapalissiana, dirai. Sì e no: c’è chi, come hanno fatto in molti, illustri e meno noti, sceglie di rivolgersi a una pluralità di voci narranti, per non precludere a se stesso e alla storia narrata una molteplicità di prospettive. La monoscelta ovvero la pluriscelta offre un’ulteriore risorsa, quella della declinazione di registri, codici, sottocodici, gerghi, patrimoni lessicali diversi: insomma, il trionfo (che talvolta diventa il fuoco d’artificio) delle varietà linguistiche.
    Dal come, ovvero da quale punto di vista, passi poi a preparare il manicaretto del ‘che cosa’ raccontare e scoperchi un’argomentazione che condivido in pieno. Occorre scegliere, chi narra deve farlo, l’horror vacui nella narrazione sa essere imbarazzante, a volte irritante.
    Nella scrittura, come nell’esistenza, la centralità della scelta è indiscussa.
    Ora mi permetto di mettere un piede nella tua cucina con un piatto sul quale vorrei il tuo parere: si tratta della scelta di chi legge. Sì, perché alle scelte di chi scrive vanno mescolate quelle di chi legge. Queste, come ben ha messo in evidenza già Iser negli anni Settanta, saranno sempre diverse. Addirittura lo stesso lettore in diverse fasi della sua vita dirigerà lo sguardo, concentrerà l’attenzione, ‘completerà’ la storia nelle maniere più disparate.
    Mi rendo conto di aver sconfinato qui con il tema ‘leggendo’, mi scuso, lascio nella tua cucina il mio piatto di umili alici macerate nell’aceto, poi ‘curate’ con olio d’oliva, peperoncino, aglio e prezzemolo e ti saluto. Alla prossima!

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    1. Cara Anna Maria, la scrittura non è mai disgiunta dalla lettura, e com’è vero che lo scrittore sceglie cosa raccontare, è anche vero che il lettore sceglie cosa leggere. Non solo in termini di qualità, e quindi la scelta di un libro o di un autore, ma anche nell’atto della lettura, in cui sarà portato a privilegiare certi aspetti della narrazione, scegliendoli in base al momento, mentale, fisico e psicologico, che sta vivendo.
      In ogni storia possiamo leggere diverse emozioni, sentimenti, e perfino ‘messaggi’ dell’autore. Molte volte sono idee che vengono da noi. Se chiedessimo all’autore forse si stupirebbe.
      Ma se un libro arriva a fare questo, è un buon libro. Lo è per noi in quel momento.

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