L’amore è tutto

“Hai voglia di me, tesoro? del mio esser bimba quando ridiamo insieme e del mio essere donna nel chiuso della tua camera, quando mi abbandono ai tuoi giochi che non sono più giochi da bambini?
Cosa pensi, ora che sei solo in quella stupida camera da dove mi hai telefonato l’ultimo giorno, quell’ultimo giorno del cazzo in cui mi hai detto addio?
Lo so che mi vorresti ancora, ma hai avuto paura e la paura, lo sai, non paga.
Te lo dissi subito: con me devi essere tutto. O tutto, o niente. E così è finito in niente, come sempre.
E ora ho un nuovo amore e tu mi chiami e mi chiedi se voglio tornare da te.
… lo vorrei? … forse. Ma non importa ciò che vogliamo. Non è più possibile, ormai, capisci? Nulla sarà mai come prima. Le cose ricucite non piacciono né a me, né a te.
E’ meglio che lasciamo perdere. Io qui e tu lì, in quella bella camera lussuosa, in quella camera dove io sarò per sempre.
Lo sai, una volta entrata poi non ne uscirò più, anche questo ti dissi subito. E tu dicesti che era proprio ciò che volevi.
Chissà se lo pensi ancora, in questi momenti in cui il tuo desiderio è tanto prepotente da toglierti il fiato.
Chissà se lo pensi quando ti siedi e fissi la sedia vuota di fronte a te. Ormai è tardi e io devo andare.
L’amore non aspetta, lo sai.

a mai più
R.”

Pamela guardò lo schermo, verificò l’assenza di errori e premette il tasto ‘stampa’.  Attese con impazienza mentre, con un leggero rumore il foglio usciva dalla stampante. Lo prese  e lo guardò,  sventolò il foglio come per asciugare l’inchiostro, e lo mise sulla pila di fogli già scritti.
Prese poi un altro post-it, lesse l’appunto che vi era scritto sopra e attaccò con un nuovo foglio bianco:

“Marco,
non penso ad altro che a quando ci vedremo di nuovo. Il pensiero di te e del tuo corpo che preme sul mio mi fa eccitare e ti sento con me, come l’ultima volta che ci siamo visti. Dopo aver fatto l’amore, ed esserci salutati già cento volte, non riuscivi a smettere di baciarmi e mi hai accompagnata fino al treno e continuavi a baciarmi… e poi ancora… e ancora… e allora sei salito con me e mi hai spinta nel bagno e l’abbiamo fatto lì mentre il treno partiva e così sei dovuto scendere alla prima stazione e prendere un treno per tornare indietro. Dopo ho fatto tutto il viaggio pensando a te e a come fai bene l’amore. Di fronte a me c’era un bell’uomo, uno sui cinquanta, ben vestito, molto fine, e ha iniziato a guardarmi in modo strano… chissà che faccia avevo… e a un certo punto ha chiuso le tende che danno sul corridoio e… “

… no, non gira… questa non mi piace. Che rottura, però, scrivere lettere per gli altri! E a me… chi mai scriverà a me? Pamela prese il foglio, lo appallottolò e lo scagliò nel cestino. Si alzò e accese la radio, musica anni 60: i Beatles urlavano

Nothing you can make that can’t be made.
No one you can save that can’t be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be you in time.
It’s easy.
All you need is love… 

e lei pensò che era tutta una gran stronzata.

(11 luglio 2007)
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7 pensieri su “L’amore è tutto

      1. sono stordita:
        avevo capito che ritenesse una gran stronzata l amore in sè più che scrivere le lettere… sai quel modo di pensare disilluso modello volpe e uva.

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  1. Magari scrivere lettere è un lavoro come un’altro. Chi scrive romanzi d’amore non è detto che non sia nnamorato e non lo viva in prima persona.
    La prima lettera è perfetta..me la ricorderò la prima volta che mi mollano!
    La seconda ha ragione la protagonista..non gira, troppo forzatamente hard.
    Certo se lei fosse innamorata le lettere filerebbero ancora meglio!

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  2. carissima,
    ieri è andato tutto molto bene.
    Ho sentito la tua mancanza, e la mancanza delle tue poesie.
    Quanto al racconto…c’è qualcosa che non mi convince, ma non so dirti cosa.
    Forse l’eccessiva brevità.
    In ogni modo, se qualcuno ha bisogno di una scrittrice di lettere d’amore, anche precaria, io sono bravissima e costo poco!!!
    baci

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