Ho gli occhi viola

“Ho gli occhi viola e un vestito d’oro antico, perle nei capelli e ametiste alle orecchie, e mangio gelatine alla frutta, seduta sul mio trono, finchè le mie labbra diventano colore di fragole mature e hanno lo stesso sapore.”
Lui allungò titubante le dita, come per sfiorare quell’odore di fragola.
Teneva gli occhi chiusi, come per gustare meglio le sue parole, e lei infatti continuò, con voce d’arrogante bellezza:
“Tutti mi vorrebbero, ma io non permetto a nessuno di toccarmi. A nessuno! Ho deciso che mi conserverò per il Vero Amore. Capisci? “
Lui annuì, come avesse compreso benissimo il concetto, e approvandolo. Forse pensava ingenuamente di poter essere lui quel Vero Amore di cui lei parlava.
Le mani di nuovo si allungarono verso la sontuosità d’oro antico del vestito e lei di nuovo si scansò, ma lui non si ritrasse. Sembrava non gli importasse della sua noncuranza.
E lei proseguì:
“Io sono troppo bella per chiunque. Nessuno mi avrà, finché non arriverà un bel principe sul suo cavallo bianco, come nelle favole, e allora io mi concederò a lui, a lui solo.”
Lui parlò con voce roca:
“Ti prego, fammi solo toccare i tuoi capelli, sentire la morbidezza delle tue labbra sotto alle dita… ti prego… solo un attimo…”
Lei si sporse in avanti, come per acconsentire.
Una voce ruppe la magia del momento:
“Omero! Ancora lì a fare nulla? fila in cantina e portami il vino! E tu, disgraziata, vai a pulire le camere, và… prima che ti licenzi… a lavorare, tutti e due!”
Omero si sollevò e prese il bastone che era appoggiato al muro e Zoe si alzò dallo sgabello rotto e si sistemò la gonna grigia, cercando di nascondere il buco nelle calze. Ma non avrebbe avuto nessuna importanza, non per Omero, che era cieco da quando aveva cinque anni.
(10 ottobre 2005)

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13 pensieri su “Ho gli occhi viola

  1. Morena, due ‘corrispondenze d’amorosi sensi’ ancorché non celesti, ma velate di viola, in un giorno solo, sono un numero tale da turbare, quasi… je vous remercie, madame et vais vous expliquer toute chose par courriel

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  2. Amo i tuoi racconti brevi.
    Ero partita indispettita da quella frase “Io sono troppo bella per chiunque.” Mi veniva in mente un ritornello immagino toscano “ecco Zoe dalle belle ciglia, tutti la vogliono e nessuno la piglia”.
    Poi il finale così tenero…brrr

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  3. Il racconto è breve, ma dice tante cose. Il sogno trasfigura la realtà, che molto spesso è un fardello pesante. Il sogno dona luce dove c’è oscurità. Il sogno, i sogni, aiutano a vivere. Non smettiamo mai di sognare, quindi.
    Molto brava, Morena.

    Milvia

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  4. bello, giusta misura, finale a sorpresa, andamento omogeneo…la storia è commovente, ma ogni tanto commuoversi fa bene.
    vieni a festeggiare insieme ai tuoi amici il 21 marzo, giornata mondiale dedicata alla poesia.
    il mio blog è una bacheca per tutti
    un abbraccio

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  5. Grazie a tutti. Questo racconto è datato, come si legge in fondo (2005!), ma mi piace ogni tanto andare a ripescare ‘cose vecchie’.
    Inoltre, in questo periodo non scrivo nuovi racconti perché non ne ho il tempo e quindi…

    Buona giornata a tutti.

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  6. che poi… io penso che sono davvero così.
    Zoe e Omero, sono davvero come si sentono.
    è il resto del mondo che non li guarda ma li vede poveri o ciechi…

    (commento marzulliano dici? vabbè… alle volte basta pure ignorarmi… 😉 )

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  7. Mannaggia ai nostri occhi che di sfuggita ci hanno portato subito al finale di questo bel racconto! (goduto del resto anche se ci siamo autorovinati la sorpresa). Complimenti e ciao!

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