Il nome dell’amore

Dolcezza era troppo banale per lei e lui allora la chiamò in un modo nuovo, anagrammando quasi il suo vero nome, quello che odorava di caramelle e frutti di bosco.
Lei sorrise e, ballando morbida sulla voce di Skye che cantava Love Show, si avvicinò per un bacio da bimba. Lui la lasciò fare e poi la prese e la strinse in un abbraccio da uomo, duro ed esigente come il calore che cresceva nel suo inguine.
Lei gemette di sorpresa, o forse di passione incredula, e lui accentuò il bacio mentre le mani accarezzavano quella lunga schiena che si inarcava sotto la maglia, rivelando brividi che non erano di freddo.
Le mani di lei sotto la sua camicia erano fresche e potevano lenire il calore che sentiva, salvo poi alimentarlo fino a bruciarsi insieme.
Lui le sollevò le braccia sfilando la maglia e rivelando il seno dai capezzoli rosei e duri, piccole protuberanze da succhiare e mordere.
Si chinò e fece quello che reclamavano, e lei si offrì a lui senza alcun timore, reclinando la testa all’indietro e appoggiandosi al muro per sostenersi e, mentre gli spingeva la testa verso quei capezzoli esigenti, allungò la mano verso il punto dolente in mezzo alle gambe e aprì i pantaloni, liberando l’energia troppo a lungo repressa, poi lo prese in mano e lo accarezzò mentre cresceva sotto le sue dita. Lui le sollevò la gonna e le sfilò gli slip, e la prese tra le braccia posandola poi sul tavolo.
Le accarezzò le gambe iniziando dalle caviglie e salendo fino alle cosce, poi si chinò e la baciò dove la pelle era più morbida. Lei si lasciò andare all’indietro e aprì ancora di più le gambe gemendo piano. Quando la sentì pronta si sollevò e la penetrò.
Lei si inarcò con un sussulto e accompagnò le sue spinte fino in fondo, in un crescendo di ritmo e passione.
Solo dopo lui parlò, ritornando a parole dolci e carezze. Ora Skye cantava Solitary e lei lo guardava piano, respirando in silenzio al ritmo della musica, e lui pensò che a volte sembrava davvero una bimba nel suo affidarsi totalmente al suo volere. Forse era questo che la rendeva così unica e quasi indispensabile.

(5 febbraio 2007)

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