È ispirazione o plagio?

Essere figli del web 2.0 è un bene? Serve ad ampliare gli orizzonti o serve solo a renderli più “facili”?
In un mondo dove basta un semplice colpo di Ctrl+C e si diventa proprietari di parole e concetti, sembra che tutto sia lecito, anche spacciare per propri i testi altrui. D’altronde, le parole scritte non diventano forse di chi le legge? si sarà domandata Helene Hegemann quando ha copiato intere pagine dal web e le ha raccolte in un romanzo che in poco tempo ha scalato le classifiche di vendita.
Amare uno scrittore e ciò che scrive ci autorizza a copiarne interi brani e spacciarli per nostri? La scrittrice tedesca ha pensato che fosse la strada giusta. E i fatti le hanno dato ragione, visto che il suo romanzo è stato pubblicato e ha avuto successo.

Ma… un blogger ci ha messo la coda e ha scoperto l’inghippo. Leggete qui.
La frase finale ci dovrebbe (potrebbe) aiutare a riflettere.

Dove si ferma la naturale ispirazione che ci spinge a scrivere dopo una lettura che ci ha emozionato? È ancora ‘ispirazione’ se copio interi brani di un autore e li incollo in un mio testo senza citare la fonte? È ormai tutto lecito in questo mondo web 2.0?

 

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10 pensieri su “È ispirazione o plagio?

  1. Non mi pare ci possano essere molti dubbi, è plagio.

    L’ispirazione è quando leggo un testo e questo mi dà l’idea per scrivere qualcosa sull’argomento, poi possiamo citare una parte del testo virgolettata, insomma, ci può stare pure che una frase sia tale e quale a quella pronunciata da qualcun altro, ma copia e incolla di un testo senza citare la fonte, e facendolo passare per proprio, è solo disgustoso plagio, non mi pare ci possa essere spazio per altre interpretazioni.

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      1. Il plagio, ahimé, è sempre esistito. Quanti cantanti sono diventati famosi con testi e musiche scritti da altri?

        Certo, il web col suo copia e incolla è uno strumento che l’agevola molto e lo rende più facile rispetto allo scovare casualmente o intenzionalmente un qualche cosa nel mondo di valido creato da qualcun altro, soprattutto se parliamo di testi. Ma il furto delle idee altrui, delle opere dell’altrui ingegno, che si tratti di un macchinario, un gioco, una cosa qualsiasi che l’ingenuo creatore non ha coperto da brevetto, purtroppo sempre è esistito e sempre esisterà.

        Noi “originali” rimaniamo paghi del valore che sappiamo di avere. Gli altri, paghi della loro furbata, e spesso pure di un ritorno in fama e denaro: c’est la vie!

        Mi viene giusto in mente che nel mio ufficio un mio capo fece passare per sua una splendida relazione che avevo scritto io: l’unica mia difesa fu non farne mai più. Se per caso fossi costretta, la manderei in cc pure al Padreterno, così, tanto per chiarire chi è chi 😉

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  2. Di certo, credo che non tutto sia lecito in questo mondo web 2.0. Ci mancherebbe… Per quanto invece concerne il discorso legato alla giovane scrittrice tedesca, bisognerebbe secondo me sapere quanto ha estrapolato da altri testi e quanta importanza hanno queste “ruberie” nell’economia della storia. Capire se questi stralci sono importanti ai fini della creazione di qualcosa di altro e interessante. E’ come per gli artisti di musica house e tecno, che si campionano tra di loro da almeno venti anni senza fare clamore. E molto spesso, la fonte non viene nemmeno citata…
    C’è da chiedersi forse: l’autore derubato ha subito un danno da questo furto? Non è forse che gliene deriverà una pubblicità indiretta, invece? Tornando ad un parallelo con il mondo musicale, molti musicisti caduti nel dimenticatoio sono tornati in auge grazie ad un bel campionamento preso da un loro vecchio pezzo…
    Cercando di riassumere, credo che la valutazione relativa al caso specifico, sia difficile allo stato attuale, non sapendo nello specifico, che impatto ha avuto ai fini dell’opera lettararia il fatifico Ctrl + C Ctrl + v. Ciao:-)

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    1. certo, Alessandro, ben diverso è ‘campionare’ la musica altrui e elaborarla e una cosa è riprenderla pari pari e pubblicarla come propria.
      E poi, le note sono solo sette, come si giustificano sempre gli autori incriminati.
      Ma le parole sono molte di più e le loro combinazioni sono infinite.
      Anch’io ho ‘preso’ atmosfere e suggestioni da qualche autore e ho scritto dei racconti, ma è molto diverso. E comunque, in fondo, ho scritto: “scritto sulla suggestione della lettura di..”. Oppure “l’atmosfera mi è stata suggerita da…”.
      Pare, comunque, che l’autrice tedesca abbia copiato interi brani e alla fine tutto il romanzo è costruito da brani copiati.

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      1. Certo, se l’autrice ha copiato l’intero libro da altri autori sono d’accordo che avrebbe dovuto almeno in fondo al libro, fare dei riferimenti alle fonti. Almeno dei ringraziamenti…
        Sul fatto che le note sono sette hai ragione, ma secondo me una canzone è anche suono, ed il suono è inevitabilmente ogni volta diverso e quindi caratterizza sempre una canzone rispetto ad un’altra. Alcuni autori hip hop ad esempio campionano perché è nelle loro intenzioni riportare esattamente quel suono. Risuonarlo, modificandolo leggermente farebbe perdere senso all’operazione.
        Paradossalmente potrebbe essere che la scrittrice tedesca abbia ripostato pari pari quei brani perché così dovevano essere, con quelle virgole e quei punti. Modificarli, travestirli avrebbe fatto perdere loro senso.
        Ad ogni modo si, sono d’accordo che avrebbe dovuto rendere manifesto il suo gioco letterario di “puzzle” letterario.Certo che scrivere un libro che abbia un senso, una proporzione, copiandolo interamente da altri libri e renderlo un best seller è un lavoro estremamente difficile… quasi quanto scriverlo in modo originale.
        A parte il caso specifico, dove probabilmente la ragazza è solo stata una furbetta, ho voluto mettere in risalto altre argomentazioni e punti di vista relativamente al tema plagio e testo originale. La quertione mi interessa e diverte molto. grazie e mi scuso per le lungaggini…:-)

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  3. ….quando si scrive sul web si rischia sempre di subire un furto di pensieri ed emozioni; eppure basterebbe citare la fonte per essere corretti.
    Personalmente non capisco che tipo di soddisfazione si possa trarre dal spacciare come proprio qualcosa che in realtà non ci appartiene…noi sappiamo come stanno le cose.
    Un saluto.

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  4. Certo che quando succede fa molto male , accorgersi che ci hanno copiato è molto spiacevole ma ancora di più quando chi ha copiato ha vinto proprio con la poesia spudoratamente copiata dei premi in denaro .
    Non ci sono tutele tranne quella di auto spedirsi per raccomandata tutte le poesie che scriviamo in modo di avere una data certa . Epoi? quando ci accorgiamo del mal fatto cosa facciamo? iniziamo una causa? troppo oneroso e poco sicuro
    diffondiamo la notizia sul web ? peggio potremmo essere citati a nostra volta per diffamazione . E’ proprio un’esperienza che non auguro a nessuno queste persone che si dicono poeti e saccheggiano interi versi di altri sarebbero da tortura .

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    1. ciao Tiziana, anche a me è capitato di vedere miei testi rubati e postati come propri. È una cosa che mi irrita moltissimo ma non si può evitare in questa epoca di web e comunicazione immediata.
      Si spera che non accada ma qualcuno carente di idee proprie c’è sempre.

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