Dunque. Tiriamo le somme e chiudiamo l’anno?

30 dicembre 2009 – ore 11,28

Inizio a chiudere l’anno. Lo sapete, vero, che l’anno va chiuso? Come in ogni contabilità seria, si deve chiudere i conti, i sospesi, il dare e l’avere.
Io questo lavoro inizio a farlo a fine agosto perché considero settembre come l’inizio di un nuovo ciclo, ma ora non importa.
Devo pur chiudere ‘sto 2009! E certo molti di noi non vedono l’ora. D’altronde, quando mai si sente dire: “Oh! Questo è stato proprio un anno buono!”? Mai. Pensateci. Quanti di voi hanno sentito questa frase?
Però. Mica volevo scrivere queste cose. Di cosa volevo parlare?…
Ecco, ora ricordo. Quindi, inizio a chiudere. Domani posterò qualche pensiero per il nuovo anno. E poi, a mezzanotte precisa se wordpress seguirà le mie indicazioni, uscirà una bellissima (e intendo Bellissima) poesia di Vincenzo Celli che ci condurrà direttamente dentro il 2010.
Dopo di che, credo siano chiusi i giochi. Dopo faremo sul serio. Nel 2009 abbiamo cazzeggiato assai. Diciamo che è stato un anno di preparazione, però nel 2010 ci metteremo a lavorare davvero.

ore 12,06

Per dirla tutta è già da qualche giorno che cerco di rientrare nei ranghi e ho ripreso il mio romanzone. Ve l’ho detto, vero, che l’avevo sospeso? Mi era diventato antipatico, così pieno di sé e gonfio di protagonismo. Io volevo un romanzo, ma questo sembra non finire mai.
Ora però, dopo la lontananza, lo vedo con occhi consapevoli. Non può essere diverso: non posso eliminare delle cose solo per mia comodità. Deve avere il suo giusto respiro.
E questa è stata una cosa bella del 2009, una cosa che ricorderò. Ho iniziato sul serio il mio primo romanzo. Questo è un bel numero nella colonna dei profitti.

ore 13,47

C’è chi mi ha preceduta e ha nominato le belle conoscenze. Di queste non mi posso proprio lamentare, e l’ho già scritto: il 2009 è stato un buon anno e di questo ringrazio (chi si ringrazia, poi? mah). Ormai mi sono abituata a parlare degli anni come si fa per il vino: il 2009 è stata una buona annata e abbiamo avuto una ricca produzione di vini dal sapore deciso e dall’ottimo profumo.
Bene. Andiamo oltre.
Ho aperto nuove collaborazioni quest’anno, ma ne ho purtroppo anche chiuse. Beh, sapevamo già che non va sempre tutto a buon fine, no? Prendiamo atto e andiamo avanti, diceva un mio amico.
L’importante è non fermarsi. 

ore 14,05

Non fermarsi. Ok. Però i pensieri mica li comando. E quelli a volte si fermano su una cosa e non si muovono da lì. Allora li lasci un pò lì a macerarsi e poi, quando sono belli disfatti nel liquido delle ansie e dei timori (o anche della rabbia) allora li prendi e li butti nel secchio. E via di nuovo.
Quasi come la scrittura: a volte ti inchiodi su una cosa e non ti muovi da lì. Ci rimani giorni sopra a quell’idea, poi inizi a buttare giù una frase e tutto scivola e ruzzola a valle.

[Cosa c’entra questo con la contabilità e il dare e l’avere? Mah. Magari c’entra. Chi lo sa].

La fine dell’anno mi piace, comunque. Non mi fermo a guardare la fine. Fisso l’inizio. È quella la cosa che mi piace.

ore 17,14

Ho avuto visite. E certo questa è una delle cose belle di quest’anno e lo sarà anche dei prossimi anni. Arrivo qui e trovo una mail con allegato e questa è una cosa bella del 2009 e anche dei precedenti anni. I commenti nell’allegato sono lo zucchero a velo sul pandoro e anche il cacao sul tiramisu, ma anche il Notturno n.8, op.27 suonato da maurizio Pollini che vi dedico qui sotto (spero che possiate vedere il video. io non lo vedo)

 31 dicembre 2009 – 0re 10,51

Bene. Direi che questo post si può considerare terminato. Ho postato i buoni propositi per l’anno che verrà e perciò consideriamo chiuso tutto. Non dimenticate la poesia di Vincenzo Celli che uscirà a mezzanotte (per un mio errore di programmazione era già uscita e qualcuno l’ha letta, ma non c’erano commenti, così ho cancellato e ri-programmato. Ed era già uscita anche su facebook. Di solito escono in ritardo di ore i post ma questo era uscito subito. Ma ho cancellato anche là).

Auguri a tutti. E grazie di essere sempre qui con me. Al 2010

*** L’orso in foto è un regalo di un’amica. Non l’ho messo per Natale ma mi sembra che sia ancora adatto.

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8 pensieri su “Dunque. Tiriamo le somme e chiudiamo l’anno?

  1. Perché affermi che non si dice mai “Questo è stato un anno buono”?

    Per me è stato un anno straordinario, è vero con un grande dolore (e credo tu possa immaginare quale), ma con tante cose fantastiche sull’altro piatto della bilancia.

    E allora, salvo cataclismi dell’ultima ora (qui ci vorrebbe ‘o curniciello di alfonsiana memoria), io quest’anno me lo son proprio gustato.

    L’unico problema è che io amo gli anni dispari, e il prossimo è pari… e va beh, ce la metteremo tutta per sfatare una leggenda 😉

    Buon 2010, cara Morena!

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  2. Il 2009 mi ha portato amicizie belle e sostanziose, lo sai, Morena. La colonna dei profitti è lì, bella tronfia e soddisfatta. Se abbiamo pettinato insieme le bambole, vuol dire che andava fatto ;-). Al 2010 chiedo di poterle conoscerle non solo via blog (le amicizie, non le bambole).

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  3. ecco, dove ho sbagliato allora, in tutti questi anni! erano le somme, che dovevo tirare…

    un abbraccio, anima bella
    e grazie, di esserci, anche per me

    simy

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  4. … attenzione, una volta tirai una somma e qualcuno non si è più ripreso, delle volte è meglio tirare un ferro da stiro, risulta più facile sbagliare o fingere di sbagliare la mira, tra le righe di una somma appaiono e scompaiono troppe verità.

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  5. Sai una cosa, cara Morena, non ho mai fatto in vita mia resoconti sugli anni e forse questo dipende da quella “maledetta” mania che ho di vivere il Carpe Diem come se tutto non finisse mai.

    Però leggendo il tuo spassoso resoconto, ho ripensato al mio anno e devo dire che, malgrado qualche inciampamento volontario e involontario, non è andato tanto malaccio, anzi.

    E stato anche l’anno di conoscenze nuove, l’anno di una presa di coscienza più profonda di questo mondo virtuale che sempre più spesso somiglia al reale, l’anno che mi ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, che la vita val sempre la pena di viverla. Ma è stato anche l’anno di tanto dolore, di delusioni, letto sempre tra le pagine di giovani donne e giovani uomini, insoddisfatti di una vita che ancora non conoscono, ma che già li fa star male… ecco, questa enorme tristezza l’ho respirata quest’anno e nel farlo, la sensazione di sentirmi impotente.

    Quest’anno nuovo, non chiedo molto per me, se non le solite cose bisbigliate, magari per paura che non si avverino, ma per loro vorrei che trovassero un sereno approccio con la vita che, ahimè, nessuno ha mai detto che fosse facile da vivere.

    Buon anno cara Morena, a te e a tutta la tua famiglia.

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