Bolle di… Natale

“Il vetro è un liquido super-raffreddato. Un fluido molto viscoso che tende a sciogliersi a temperatura ambiente anche se molto lentamente… “.
Immaginavo di camminare nel Sahara, arrancando fra le dune di quell’impalpabile sabbia color ocra, e lentamente sentire qualcosa colarmi sulla guancia.
Una lacrima? Impossibile, il caldo rovente aveva asciugato completamente i miei occhi.
Una perla di sudore. Sulla guancia?…ma no! Il sudore percorreva la mia schiena lungo piccoli impercettibili rivoli che variavano di direzione ad ogni movimento delle mie scapole.
Continuavo a riflettere, fino a che la vista non si faceva sempre più offuscata, nebbiosa ed allora comprendevo.
Era la lente di vetro dell’occhiale, quella di destra, la più fine, che sciogliendosi gocciolava sulla mia guancia.
Normalmente era l’insegnante di fisica del liceo che mi riportava alla realtà, con la sua voce singolarmente acuta e penetrante.
“Domani compito in classe!”. Ed io, con il dito indice controllavo i miei occhiali, che fossero ancora lì sul naso, dove li avevo appoggiati la mattina.
Con il motorino poi rientravo a casa e correvo subito incontro al mio albero di Natale. Non si poteva mai sapere.
Ma lui stava lì tranquillo, legato a quel mobile antico, nella sua bolla di vetro. Le candele erano sempre accese ed io fin da piccola sapevo che non avevo niente di cui preoccuparmi. Anche nelle più fredde e ventose giornate di Gennaio, quelle lucine preziose sarebbero rimaste lì, incredibilmente inerti, ma sempre pronte ad illuminare con la loro vivacità le mie serate, sapientemente protette dalla bolla di vetro. Quante sciocchezze ci insegnano a scuola!
E allora mi adagiavo sul cuscino, vicino al mobile e osservavo luccicare il mio albero.
Il riflesso di una candela spesso lo illuminava parzialmente.
Diossido di silicio e sabbia.
Meditavo: non serve nient’altro. Suvvia, magari un abile maestro vetraio veneziano.
Così, rannicchiata sul cuscino, fantasticavo di poter restare lì, indolente e svogliata, racchiusa in quella magica bolla di Natale che mi avrebbe riparato, senza fatica, dagli insidiosi venti di burrasca a cui spesso la vita insisteva nel volermi esporre.

Solindue

*****

Racconto e foto sono dell’autrice che ringrazio

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7 pensieri su “Bolle di… Natale

  1. Bello questo rincorrere i sogni di Solindue. Bolle di Natale che ognuno di noi dovrebbe accuratamente conservare per poterci, come la protagonista, ogni tanto fantasticare.

    Grazie Solindue di questo tenero racconto.

    Mi piace

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