La cerimonia dell’albero – di Folletta

Quando ero piccola la mia mamma l’8 di dicembre tassativamente faceva l’albero di natale. Il giorno dell’Immacolata era una grande festa, si usciva la mattina per andare a Piazza di Spagna a vedere i pompieri salire la lunga scala, attaccata alla colonnina della Madonnina, per ornarla con una ghirlanda di fiori. Poi a pranzo in un piccolo ristorante al Pantheon, noi due sole sole imbacuccate negli sciarponi e le mani gelate nei guanti, era freddo a Roma e la tramontana si insinuava nei vicoli e sotto i cappotti, i nasi rossi e gli occhi lucidi. Pomeriggio a Piazza Navona per l’acquisto di qualche nuovo addobbo per l’albero. Si rientrava che ormai era già notte, almeno per me che ero piccola sembrava tardissimo, la mamma tirava fuori dalle scatole le luci colorate che avrebbero illuminato l’albero di plastica che faceva bella mostra nel vaso di terracotta ricoperto di lucida carta rossa. Io nel mio piccolo l’aiutavo felice. L’angelo dalle ali blu lo metti tu, la stella in cima la metto io sei ancora troppo piccola. Quante decorazioni si sono rotte tra le nostre mani, si perché quando io ero piccola gli addobbi erano di vetro, fragili come la mia mamma. Mi ricordo ancora l’ultimo albero di natale che abbiamo fatto insieme, tu eri triste ma io non capivo, avevo solo otto anni e pensavo fossi arrabbiata con me, eppure ero stata buona quel giorno, avevo persino mangiato tutta la verdura per farti contenta, ma tu eri triste. Il mio era un Babbo Natale strano, non portava i regali il giorno della vigilia, ma ogni giorno, a partire dalla data della fatidica cerimonia, sotto l’albero appariva un piccolo pacchetto. Io guardavo incuriosita i fiocchi e le carte luccicanti, con il dito accarezzavo i pacchettini, facevo finta di aggiustare una decorazione mentre la mia mamma guardava nascosta da dietro lo stipite della porta, la curiosità infantile cresceva ogni giorno, ma sapevo che non potevo scartare nemmeno uno di quei doni, Babbo Natale se ne sarebbe accorto e li avrebbe portati via tutti lasciandomi solo carbone. E l’attesa ogni giorno più frenetica fino alla fatidica sera del 24, tassativamente a mezzanotte, le mani sudate dall’emozione e finalmente la gioia di aprire ogni piccola scatola. Mamma ti confido un segreto, io l’albero di natale non lo faccio più da tanti anni ormai.

*****
Il regalo è di Folletta, che ringrazio

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2 pensieri su “La cerimonia dell’albero – di Folletta

  1. E’ vero, Folletta, come dice Morena, i motivi per farlo possono essere tanti, però solo per il fatto che tu ci abbia scritto qualcosa, mi fa pensare che oltre al rimpianto c’è la voglia di esorcizzare il ricordo e chissà che prima o poi deciderai di rifarlo.

    Ti abbraccio!

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