Raccontino di Natale- di Margueritex

E’ da così tanto tempo che sono sola che, lo giuro, pagherei un uomo perché mi corteggiasse un po’.
Non sto parlando di letto o faccende simili: io parlo proprio di telefonate piene di tenerezza, di appuntamenti nei piccoli Caffè di periferia, di complimenti senza mezze misure e di accorate adulazioni. Sarei disposta a sborsare una grossa cifra perché un uomo si dichiarasse follemente innamorato di me e mi sognasse la notte con tanto di orgasmico risveglio (siamo sinceri, che cosa c’è di più romantico di un sogno erotico di cui si è ignari protagonisti?). Vorrei anche una dichiarazione in piena regola, sotto forma di lettera, vergata su carta d’Amalfi, con una penna stilografica dalla quale sgorgasse un torrente di poesia a me dedicata. E non me ne basterebbe una sola.
In fondo, se è vero che in questo mondo bastardo tutto si può comprare, perché deve essere lecito svenarsi per acquistare un gelido brillante e non invece, un tiepido scaldino per l’anima, fosse pure a tempo determinato?
Sono naturalmente sola anche questo Natale. Il telefono suona poco, la casa è più che mai ostile: credo che provi anche lei l’umiliazione di non vedere nessun altro all’infuori di me e del mio gatto, ormai nevrotizzato dall’eccesso delle mie tenerezze.
24 dicembre: ultimo giorno utile perché qualcuno si ricordi che anche per la sottoscritta, suo malgrado, domani non è una data qualunque. In ogni modo posso già contare al mio attivo: quattro cartoncini natalizi- di cui due inviatimi da un’agenzia di viaggi e da una concessionaria d’auto-, tre telefonate di risposta ai miei auguri lasciati nella segreteria telefonica di altrettanti conoscenti, e un pacchettino di cioccolatini amari (io detesto la cioccolata fondente) gentile omaggio dal lattaio da cui abitualmente faccio la spesa. Ah, dimenticavo, questa mattina ho trovato sul parabrezza della mia auto, un raffinato biglietto da visita in bel cartoncino beige, con la seguente dicitura: ACCOMPAGNATORE PER SIGNORE SOLE- BELLISSIMA PRESENZA- MASSIMA DISCREZIONE- ASSOLUTA DISPONIBILITA (segue numero di cellulare).
Dopo un primo momento di stupore seguito al ritrovamento del bigliettino, il mio pensiero è passato rapidissimamente dall’ilarità, all’incredulità, all’indignazione: chi ha osato supporre…come si è potuto pensare che io… chi si è permesso di farmi uno scherzo simile?
E se non si fosse trattato di uno scherzo, quale “gigolo” poteva essere a conoscenza della mia situazione, nonché del mio indirizzo? Mi sono furtivamente guardata attorno per vedere se anche sulle altre auto parcheggiate occhieggiasse lo stesso volgare biglietto, ma il più fortunato dei loro proprietari avrebbe trovato sotto il tergicristallo, soltanto un amichevole verbale di contravvenzione: null’altro per nessuno.
Per tutto il resto della mattina, mi sono sforzata di smetterla d’indignarmi e dimenticare l’accaduto.
Ma il ventiquattro pomeriggio, vigilia del solito cosiddetto Natale, seduta davanti alla televisione, con il gatto strapazzato amorevolmente sulle ginocchia, mi sono arresa alle ovvie domande che salivano impetuose al mio cuore: che cosa può esserci di peggio di tutto questo? Cosa mai può avere il potere di umiliarmi più di questo “nulla” reiterato e avvilente?
In fondo, non avevo trovato proprio quel che cercavo? Non mi era stata offerta un’occasione per realizzare i miei inconfessabili desideri? Se tutto quello che desideravo era una favola a pagamento, forse adesso avrei potuto realizzarla.
Che male c’è in una telefonata di sondaggio? Nessun rischio e la garanzia del più assoluto anonimato. Magari avrei potuto chiedere se nella “massima disponibilità”, invece della solita “performance”, fosse prevista la variante di una serata di sole coccole, comprensiva di recita natalizia dell’innamorato perso, che si prostra ai miei piedi in atteggiamento da presepe. Per l’onorario, sarei stata disposta anche a trattare: in fondo avrei ben potuto rinunciare a qualche acquisto nelle liquidazioni di fine anno. Si comprano tante cose inutili solo perché c’è scritto sopra IN SALDO: inutili soprattutto se non sai quando e con chi indossarle.
Ho deciso: telefono. Pronto?
(che voce fascinosa…) Ho letto il suo biglietto….vorrei qualche chiarimento: vede, io non sono interessata a quella cosa specifica…mi sono spiegata no?….io desidererei semplicemente che questa sera lei potesse………….Ah! Per questa sera non si può fare……certo che capisco! Ma è logico: è la vigilia di Natale e anche lei la passerà in famiglia, come tutti…….grazie lo stesso….ovvio che sarà per un’altra volta…. Buon Natale anche a lei.
Che stupida sono stata. Penso troppo alle cose e poi faccio sempre quella sbagliata: anche “quegli uomini” devono pur avere un albero da accendere la vigilia di Natale!
In fondo per quello che cercavo bastava che mi rivolgessi ad un’Agenzia teatrale.
Chissà poi se anche i giovani attori disoccupati questa sera preferiscono starsene in casa?

Margueritex

*****
Il regalo è dell’autrice, che ringrazio

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8 pensieri su “Raccontino di Natale- di Margueritex

  1. Margaret dimmi la verità. Anche tu hai visto il servizio l’altro giorno ( non mi ricordo dove) sui gigolò. Ah sì era da Vespa mi pare, dove un sociologo spiegava che le donne in realtà pretendono una “formazione” molto più complessa rispetto agli uomini che chiedono prestazioni sessuali espresso.
    Se ne comincia a parlare diffusamente di questo fenomeno ormai sviluppato anche in Italia, quando in Giamaica è pratica diffusa da molti anni. Arrivano aerei pieni di donne come hai ben descritto, nemmeno tanto facoltose perchè ai caraibi si sa, si accontentano. E come scendono dall’aereo sono tutte belle, per chiunque.
    Mi è piaciuto molto il tuo racconto è un bell’argomento sul quale si potrebbe scrivere parecchio. La solitudine che contraddistingue la nostra epoca e il bisogno di comunicare che muove ogni nostro gesto, per quanto siano sotto lo sguardo attento di antropologi e studiosi del comportamento di massa, pare che non trovino soluzione in questa nostra società ipertecnologica. Io oggi rimarrò in casa tutto il giorno, però “parlerò” con decine di persone attraverso questo mezzo. Sempre più le persone s’incontrano qui sopra, si innamorano, si sposano, si creano amicizie importanti, si fanno progetti. E’ tutto molto bello, importante, determinante, ma prima o poi di questo qualcuno si dovrà pur sentir l’odore no? Se le hot line furoreggiano, i pc diventano incandescenti con filmati, riprese a sesso continuo, prima o poi questo sesso lo si dovrà anche fare per davvero. Altrimenti l’idea che la carne/pelle vengano progressivamente sostituiti con l’immaginazione mi spaventa assai di più, della mia solitudine perchè vorrà dire che non sapremo più stare insieme.
    Guarda, ci ho riflettuto anch’io un po’ su, dopo aver visto quel pezzo in tv. E sono arrivata alla conclusione, che non mi manca di per sè l’uomo, sì certo, ovviamente il calore di un abbraccio vale più di ogni altra cosa, ma la cosa che condizionerebbe di più il mio stato d’animo, (nel mio caso è un po’ più complicato) sarebbe non essere innamorata. Ecco questo mi getterebbe in un mare grigio. Mi è successo nella vita stare un lungo periodo non innamorata e lo ricordo come uno dei più brutti della mia vita.
    Bello, mi è piaciuto:)

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  2. Scritto con piglio deciso e garbato insieme, letto d’un fiato. Irresistibile il gatto nevrotizzato, mi piacerebbe dargli un nome, ma temo di restringerne le potenzialità evocative in un quadro così efficace e mai sopra le righe della solitudine: Ercole? Troppo macho. Pancrazio? Troppo demodé. Nuvola? Troppo soffice.
    Grazie per il racconto!

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  3. Bellissimo racconto! Così coinvolgente forse perchè forse anche troppo vero, ahimè!
    Certo che ridursi al 24 sera a telefonare…coraggio nella realtà siamo solo al 20…c’è ancora tempo…on si sa mai che BABBONATALE questo anno non riesca ad accontentarci tutte un po’.
    Grazie! e auguri!

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  4. Annamaria: sai che la ricerca di un nome per il gatto è proprio una bella idea???
    Indico una gara!!
    Grazie a te e a Solindue, e naturalmente a Morena e a tutti quelli che leggeranno il racconto.
    Sul mio blog c’è un altro regalo per voi!!
    Buon Natale, di cuore

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  5. carissima Silvia, grazie per il commento interessante e pieno di spunti.
    Però devo dirti la verità…il racconto l’ho scritto molti anni fa.
    Non vedo mai Vespa, solo perchè in generale vedo poca tv.
    iE’ vero, la solitudine è soprattutto quella che ben descrivi tu: la solitudine di non amare, e non sentirsi amati.
    E tutto questo universo virtuale su cui ci aggiriamo, spesso l’accresce.
    E comunque è vero ciò che pensa la mia protagonista: noi donne, se dovessimo proprio pagare qualcuno, lo faremmo soprattutto per sconfiggere la solitudine
    Gli uomini invece pagano le donne come pagano l’ora di palestra….
    e con l’aggiunta di una buona dose di disprezzo
    un abbraccio a tutte

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  6. nome del gatto provvisorio: Perdindirindina.
    In realtà mi venivano in mente altre parolacce, perchè oggi il tempo ha davvero esagerato, e mi viene voglia di….lasciamo perdere chè sono una signora.
    Qualcuno mi spieghi l’effetto serra per favore!!!!

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