Siamo tutti panettoni

Aveva ragione la mamma. Lei lo diceva sempre: “Non c’è nulla di più effimero del cibo. Si lavora tanto per prepararlo e in due minuti, zac!, sparisce tutto”.
Alfredo rifletteva su quanto ogni cosa sia temporanea e come tutto vada a cadere nel vuoto che ci circonda.
Era filosofico Alfredo mentre posava le mandorle sul panettone; prima un circolo vicino alla sommità del dolce e poi le altre tutte sparse a raggiera. Quindici in tutto, erano le mandorle che andavano su un panettone. Alfredo era coscienzioso e le aveva già divise in mucchietti ordinati sul tavolo.
Il panettone era davanti a lui, lo decorava posando le mandorle con ordine e poi lo guardava annuendo soddisfatto. Un lavoro perfettamente eseguito. D’altronde, Alfredo era laureato in ingegneria elettronica ed era molto scrupoloso e pignolo. Finito di decorare il panettone, via, lo spediva sui rulli fino al forno. Poi avanti con un altro panettone e così fino a sera.
Tutto finisce: finiranno i panettoni e finiranno le consegne. Anch’io sono un prodotto che sta per arrivare alla fine del suo ciclo; anche su di me c’è la data di scadenza, pensò Alfredo guardando il calendario. Era il 22 dicembre e fra tre giorni il suo contratto a termine scadeva: decoratore di panettoni da ottobre al 25 dicembre. Neanche tre mesi!
Ha ragione la mamma. Il cibo è effimero: perciò il lavoro è precario.
Gliel’aveva detto anche la sera prima, seduti al tavolo con di fronte l’ennesima zuppa di verdure: “Con tanti lavori che potevi fare, sei finito proprio in quello più temporaneo di tutti: decorare panettoni natalizi. Un contratto a tempo, e per giunta ridotto. La precarietà della fragilità: il massimo!”
Alfredo l’aveva guardata in silenzio senza osare ribattere – d’altra parte, cosa avrebbe potuto dire?-, poi aveva chinato il capo e aveva iniziato a mangiare.

*****
Questo racconto nasce dopo avere letto l’idea di Zop, di cui al post precedente

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8 pensieri su “Siamo tutti panettoni

  1. amaramente divertente….ottimo Morena!
    Oggi è comunque un giorno altrettanto felice per i lavoratori precari: lo “spalatore di neve”, che al pari dello spazzacamino, pareva essere diventato un lavoro in via di estinzione.
    Oggi ragazzi c’è da lavorare! e a giudicare dalle previsioni, si può pensare di lavorare anche per l’intera stagione.
    Io, del tutto gratuitamente, ho spalato 40 minuti alla ricerca della mia auto perduta. Se qualcuno ha bisogno, mi offro per pochissimo, tanto devo dimagrire….
    baci
    maggie

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  2. Mi piace la costruzione del personaggio: la laurea in ingegneria e la predisposizione al metodo. Ottimo lo spunto del panettone, dolce col contratto a tempo pure lui. Con o senza le mandorle. Quasi sempre amare.
    In bocca al lupo per il concorso.
    Quasi quasi m’e’ venuta voglia di partecipare.

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  3. Pingback: 1 « ioguido

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