Senza fiato

A volte le parole contenute in un libro non sono tutto ciò che il libro rappresenta, e a volte un libro ha in sé molte altre cose da regalare a chi lo legge.
Questo accade quando dietro ad un volume c’è un progetto e un mondo sconosciuto da esplorare e conoscere; in questo caso il libro diventa qualcosa di ancora più prezioso del solito.
Senza fiato (Fara editore, 2008), il libro che Guido ha ideato, voluto e curato, è tutto questo. Leggendolo si scoprono tante cose: prima di tutto cos’è la fibrosi cistica, questa bestia immonda che alberga dentro tanti corpi (in Italia si manifesta in un caso ogni 2700 nati vivi), e poi si scopre come davanti ad una malattia così invalidante si possa reagire in modi diversi.
Questo libro non è quindi, solo una raccolta di testi poetici e di prose “a tema”. Questo volume è “un atto d’amore verso me stesso, verso tutte quelle persone che sono affette come me dalla fibrosi cistica, una malattia purtroppo ancora poco conosciuta perché possa essere combattuta e vinta”, spiega Guido Passini nella sua introduzione.
E poi: “È con la conoscenza che ognuno di noi può sperare di vincere qualsiasi cosa debba affrontare” [e questa frase assomiglia tanto a ciò che io affermo spesso], scrive ancora Guido. L’informazione su questa malattia dal nome subdolo che la fa sembrare meno aggressiva di ciò che è, questa malattia da molti ignorata, è carente. Ne sappiamo poco, ignoriamo gli effetti devastanti che ha sul corpo dove abita.
Il dolore ha tanti abiti. Il dolore si indossa in tanti modi.
Guido Passini ha deciso di indossarlo nel modo più bello possibile, colorandolo di azzurro e di giallo, i colori che meglio si abbinano alle sue ali e alla sua anima.
Dopo la fase delle domande, dei perché urlati nel respiro strozzato e nella tosse che squassa il corpo, Guido si pone degli obiettivi, lavora per questo suo progetto che sente tanto importante.
Perché Guido è un poeta, uno che sa guardare in fondo alla sua anima e sa trarne parole tanto forti e pure nella loro intima verità. Una verità che urla, anche se ha il fiato corto, mozzato da quella mano che stringe i polmoni e li spreme fino a lasciarli esangui.

Guido ha paura
del buio.

Guido ha paura
un giorno
di svegliarsi
con gli occhi chiusi
e il respiro assente.

Molti artisti, poeti, pittori e scrittori, si sono avvicinati a lui e hanno deciso di condividere questo bellissimo e importante progetto: con Senza fiato e le presentazioni che Guido Passini sta facendo in tutta Italia, si raccolgono fondi (soldi veri!) da destinare alla ricerca. Nel libro troviamo tanti testi pieni di vera poesia, quella che fluisce dal cuore e dalle emozioni vere.
Ne scelgo una a simbolo di tutte:

Ogni respiro
di Daniela Giorgini

La tosse scandisce
il ritmo della mia vita.
Ogni respiro
sembra un dono,
anche quando è solo
un rantolo.
Rumorosa compagna
delle ventiquattr’ore,
mai stanca, mai riposa.
Sempre in lotta, io e lei,
in un combattimento
senza fine.
Ma finché vive lei,
anch’io vivo.

Se è vero che ogni persona che conosciamo (ap)porta qualcosa alla nostra vita, se è vero che ogni conoscenza ci cambia, conoscere guido Passini è una crescita morale e umana che ci accompagnerà in ogni nostro gesto e in ogni momento.
Grazie Guido.

A Guido

Mi specchio nelle tue parole,
grande anima azzurra
con le mani colorate di giallo.

Raccolgo i tuoi perché
e li infilo nella collana
delle mie risposte mai avute.

Prendo il tuo dolore
e ne faccio palline
da scagliare nel cielo.

Prendiamoci per mano,
spolveriamo le ali
e guardiamo lontano.

Per noi le stelle brillano ancora.

Morena Fanti (22 novembre 2009)

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6 pensieri su “Senza fiato

  1. “…conoscere guido Passini è una crescita morale e umana che ci accompagnerà in ogni nostro gesto e in ogni momento.”
    Faccio mie le tue parole Morena, perchè conoscere Guido, mi ha cambiato la vita!

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  2. Graze Morena per questa tu pagina. Non ho bisogno di dire o scrivere tante cose su questa pagina. Tu già sai cosa penso, e il valore che abbia per me in questo momento. E’ un cammino, è un viaggio duro, a volte luminoso, a volte buio. Tortuoso, proprio come la vita di tutti, ci si inciampa, ci si rialza, ci si sbatte il muso più e più volte. Ma c’è sempre quel bagliore in un angolo, quella voglia di gridare, di darsi un pugno sul petto e dire: Vieni avanti, ti aspetto.
    Cosi è questa lotta. Lei agisce con prepotenza inaspettata, io lavoro ai fianchi con le mie parole, con i miei scritti. Lei colpisce e io reagisco. Questo posso fare. Al momento nn posso sconfiggerla, ma posso fare capire agli altri quanto è importante poterlo fare, e chissà che un giorno qualcuno non trovi una soluzione. Nel frattempo….io….speriamo che me la cavo 🙂

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