Ogni giorno ha il suo tramonto

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Una frase ovvia, sembra alla prima lettura. Ma ovvio non significa banale. Non sempre.
Se ogni giorno ha il suo tramonto, cosa di cui nessuno di noi dubita, quanti tramonti riusciamo a vedere? Quante volte ci fermiamo a guardarne uno? Notiamo ancora quelle sfumature di rosa e di viola che si fondono e scivolano le une nelle altre?
Ma cosa significa davvero la frase?
Quanti significati possiamo leggere in queste parole?
“Ogni giorno ha il suo tramonto” è incoraggiante, si rifà alla famosa frase di Eduardo De Filippo – quando scrivo il suo nome mi toglierei il cappello se ne avessi uno – “Ha da passa’ ‘a nuttata”, e quindi è una frase incoraggiante, positiva: di ogni cosa si vedrà la fine, anche della più brutta e intollerabile.
Ma. “Ogni giorno ha il suo tramonto” significa anche che ogni cosa ha il suo compimento, il suo senso. E anche che nelle cose semplici, tanto usuali e note da diventare ignote, si nasconde il senso della vita, o meglio, per non citare una frase già tanto abusata, il senso di ciò che siamo.
Eppure. Ogni casa ha la sua anima. La sentite l’anima della casa? O non credete che esista davvero?
La vita scorre piatta a volte; ci si alza, ci si prepara, si esce per il lavoro o per le altre incombenze, si rientra, si cena e si va a dormire. E il giorno dopo ancora le stesse cose. Quante volte abbiamo pronunciato la frase “non succede mai nulla”, desiderando forse sprazzi di emozioni e spinte verso l’ignoto?
E se invece, il “non succede mai nulla” fosse rassicurante, se fosse il tramonto al posto giusto e il tempo [il cuore] per riuscire a vederlo?
Se fosse già tutto qui?

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Foto in testa: tramonto del 29 settembre 2009
Foto in coda: alba di oggi, 1 ottobre 2009

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12 pensieri su “Ogni giorno ha il suo tramonto

  1. Tutto dipende dalle nostre sensazioni: un bel tramonto, un’alba spettacolare, una serata stellata, sono magici eventi naturali che cogliamo quando siamo predispoti a coglierli. Il fascino della vita si perpetua ogni giorno, è lì che si concede, ma non sempre lo assaporiamo, felici d’esserci: è la nostra anima che decide se mangiare con delizia o rifiutare quella meraviglia. Il quotidiano nella sua ripetività è già un dono per chi in autonomia sa abbeverarsi alla sua fonte con ringraziamento.
    Bellissima riflessione.
    Con sincera ammirazione.
    Annamaria

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  2. col passare dei tramonti diventa sempre più evidente come la comprensione piena di ogni singolo tramonto, di ogni singola sfumatura di luce, di ogni momento, di ogni istante sia essenziale al nostro benessere. ciao sandro

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  3. eh… per non fare la fine del tacchino di Russell io come Hume dubito! però i tramonti li adoro. nella metropoli milanese c’è poco da vedere. per me son una cosa legata al mare e alle vacanze…

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  4. Credo che il tramonto sia bellissimo ovunque: Al mare, in montagna, in città.
    L’alba è repentina, a volte nemmeno te ne accorgi. E’ fredda e poco colorata e le uniche albe degne di nota le ho vissute in alta montagna. Sì, preferisco un tramonto a dieci albe. Dà più tempo per riflettere.

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  5. Adoro da sempre i tramonti; e quando mio figlio più grande, cinque anni, una sera si è fermato di colpo, mentre giocava, per guardarne uno, mi sono commosso.

    **

    Ogni cosa contiene il proprio inizio e la propria fine. Mia nonna aveva poltrone alle quali non voleva togliere la plastica protettiva. Quando è mancata mia nonna, loro erano ancora perfettte; ma l’unico motivo per il quale quelle poltrone non erano morte, era perché non avevano mai vissuto…

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  6. E già, forse hai ragione, è rassicurante per certi versi che non succeda nulla di nuovo.

    Eppure la nostra vita alle volte è così caotica, piena di impegni, di cose da fare, programmi, obiettivi da raggiungere… sentivo stasera l’intervista ad uno scrittore e alla domanda di cosa preferisse vedere mentre scriveva (un muro bianco, un paesaggio… ), lui ha risposto dicendo che non aveva preferenze in merito, anche perché lui scriveva dove gli capitava, anche al bar o seduto su di una panchina, perché scriveva su di un quadernetto, e magari il suono delle voci delle persone gli faceva compagnia… ecco, leggendoti mi è venuto in mente questa intervista, e forse per lui, ogni giorno ha davvero il suo tramonto… 😉

    Per inciso, adoro i tramonti, ma di più ancora, l’alba… vorrà dire qualcosa? 🙂

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    1. Arthur, ho asoltato anch’io l’intervista a Tabucchi, che non conoscevo (nel senso di mai visto in tv e sentito parlare in un’intervista). Mi è piaciuto. Io davanti ho il muro (la scrivania sta solo messa così. è enorme) ma di fianco ho una finestra aperta sui campi e su un platano enorme. a volte viene una gazza a passeggiare sul balcone.

      i tramonti però sono belli assai, ne convieni?

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  7. Se la frase è banale allora anch’io voglio un po’ di quella banalità, cara Morena.
    E’ che spesso abbiamo occhi solo per vedere e invece servono anche per “sentire”, per non dar per scontato niente, per credere che tutte le cose hanno un’anima.

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