In divenire – due

rossetto rosso

Guardami, tesoro. Sono qui solo per te. Mi sono profumata, truccata e vestita per te, l’uomo che amo.
Ho messo il rossetto rosso, Rouge Extreme 35, quello che ti piacque tanto la prima sera che ci vedemmo. Mette in evidenza le labbra, così lucido, denso e coprente. Ho messo anche il profumo, quello di allora, intenso e sensuale come la donna che sono.
Indossare queste cose, stasera, è stato come rientrare in un abito da troppo tempo dimenticato nell’armadio. All’inizio non mi riconoscevo nella donna che vedevo allo specchio: le labbra rosse non sembravano più mie, le sentivo estranee. Sensazione che è aumentata quando ho indossato questo abito, lo stesso che ti fece voltare per cercarmi con lo sguardo, mentre camminavo nella sala affollata dell’albergo dove ci siamo visti la prima volta.
Da allora non l’ho più indossato. E’ stupido dirlo, ma con il passare dei mesi e il nostro legarci sempre di più, abbiamo smesso di uscire. Non ci sono state, quindi, occasioni di indossare begli abiti e poi, quelle rare volte in cui mi portavi fuori, non hai più voluto che io mettessi abiti ‘visibili’… proprio così hai detto una sera: tu sei troppo visibile… e così indossavo abiti più tranquilli, anonimi, in modo che nessuno ci notasse. Man mano ho perso l’abitudine di vestirmi e di vedermi in un certo modo e ho sempre più acquisito questa nuova sostanza di me: tranquilla, mansueta, non interessante per gli altri uomini e per chi cercasse notizie da riportare a tua moglie.
Guardami, non sono bella? La pelle scoperta ha un altro colore nel nero dell’abito scollato, un colore caldo e insolito. Ho perso l’abitudine a queste cose.
Ultimamente non mi dicevi più che ero bella, anzi certe sere hai anche criticato il mio aspetto.
… come sei dimessa… mi hai detto una sera, e io mi sono quasi vergognata. Abiti eleganti non ne indossavo più. E neanche rossetto e profumo: quelli restavano addosso, dicevi, e tua moglie si sarebbe insospettita. Così me li hai proibiti e io sono diventata esattamente come tua moglie: incolore, insapore e inodore, finché tu ti sei stancato e una sera a quella festa dell’azienda hai conosciuto la segretaria del vice direttore del vice presidente o roba simile, e da quel giorno mi hai cercata sempre più di rado, e sempre per pochi minuti, come fossi di passaggio prima di recarti in un altro luogo e forse lo eri davvero, di passaggio.
E io sempre qui ad aspettarti. Io sempre più indefinita e informe.
E tu sempre più critico con me: non sei più la donna che ho conosciuto… non so più chi sei… forse abbiamo bisogno di una pausa… Finché te la sei presa, quella pausa, e ora non ci vedremo per un po’, così hai detto ieri sera al telefono.
Al telefono! Me l’hai detto al telefono. Mi sono sentita una squallida donnetta borghese, insignificante e senza categoria: indefinita e indefinibile.
Ma ora non ti aspetterò più. Ora mi sono vestita, profumata, truccata e ora uscirò.
La pausa vera me la prenderò io. Da te, da quell’uomo che è stato attratto da quella me che ero prima, quella donna che poi ha voluto trasformare perché era troppo visibile, troppo evidente, troppo me.
Ora esco e chiudo la porta su te e su quella donna che sono stata fino a ieri sera e cercherò quella donna che ero, quella che ti ha fatto girare la prima volta.
Addio.

Monica chiuse la registrazione video, allegò il file al messaggio di posta e cliccò su ‘invio’, poi spense la luce e uscì.

*****
In divenire (due) fa parte di una raccolta inedita di mini racconti, quasi frammenti di vita, colti nel momento in cui c’è quel respiro diverso, quel sapere che… , capire che.
Ma anche ‘in divenire’ ad indicare frammenti di racconto che potrebbero subire trasformazioni e diventare altro, un racconto di più ampio respiro ad esempio. Come fossero incipit di qualcosa che ancora non ho scoperto.
In divenire – uno lo puoi leggere qui.

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13 pensieri su “In divenire – due

  1. insomma…avrai parecchi salami da appendere in cantina.
    Originale l’idea di spedire una mail con il messaggio video (forse però ancora improponibile vista la pesantezza del file) e chissà se in quel video c’è una voglia di colpire oppure il desiderio nascosto di riacchiappare l’amante perduto.

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  2. @ sancla: grazie. ma non è tanto doloroso no? lei capisce e va avanti

    @ cassandra: condivido la tua idea. quando si apre gli occhi è già un momento di rinascita.

    @ pani: tu sei troppo tecnico. e poi lei aveva zippato e compresso il file e aveva una super connessione (non come la mia, che io una cosa così non la potrei fare, anche perché non ho un amante), e poi quando s’inventa bisogna farlo alla grande no? 😉

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  3. Ormai sono “quasi” abituato a leggere d’un fiato i tuoi racconti, ma quello che mi è piaciuto di questo è che in poche righe sei riuscita a condensare tutta una vita, di un passato che prende lo spunto per diventare nuovamente presente, e di un presente che si riconosce in un passato.

    Evvabè, ci sarà un motivo perchè tu sei la mia… no, non te lo dico… hihihihiiiiiii…. 😆

    Bello comunque, anche se è riduttivo dirlo.

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