Analessi e prolessi al vapore – lezione 36

temporale

Parliamoci chiaro: sarebbero migliori fritti, i prolessi e gli analessi. Con una bella tempura, acqua frizzante e ciotola esterna con ghiaccio, per una bella crosta croccante e interno morbido – salare dopo cottura ovvio -, da servire in una cena estiva sul terrazzo. Però fa troppo caldo ed è meglio optare per una cottura leggera, a vapore va benissimo e un giro d’olio extravergine a condire.
Già gli analessi e i prolessi richiedono una lunga digestione, se li andiamo anche a friggere siamo rovinati.

Vabbè, ho scherzato. Sappiamo tutti cosa sono no? E se non lo sappiamo, ci rinfresca (che bella parola!) la memoria Radames con la sua trentaseiesima lezione.

E poi c’è una bella intervista a Giancarlo Liviano D’Arcangelo, che scopro essere nato nella mia stessa città e che non conoscevo. Ho già dato un’occhiata al suo sito e dopo ci torno (vorrei una giornata di 48 ore. Chi me la procura?).

La foto d’apertura è di Cristina Bove che ringrazio.

 

18 pensieri su “Analessi e prolessi al vapore – lezione 36

  1. io adoro i coccolessi.
    ma questa è un altra storia.

    ciao carissima compagna di banco. non è che mi sono ritirata eh… è che l explorer dell ufficio entra in conflitto con il “blog del prof” più di prima, dopo l aggiornamento, e riesco a leggere a seconda della fase lunare del momento…
    in qualche modo però cerco di non mollare, ecco… vengo da te e “spio” i tuoi appunti! 😉

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    1. Ero convinto che “coccolessi” fosse un termine solo Veneto – bello scoprire come la dolcezza non conosce frontiere linguistiche! 😉

      ps Sonia, ho provato a commentare il tuo blog, per rispondere al commento su Malcolm X (che mi pareva molto interessante): si apre la finestrella, scrivo, metto il codice, mi dice che è stato pubblicato, ma la preview del commento è vuota, e il numero di commenti complessivi non aumenta… sai come posso fare? Ho avuto anch’io un blog su splinder, e devo dire che non mi sono mai trovato particolarmente bene – wordpress, che conosco da poco, è davvero molto, molto superiore!

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    2. Riprendo qui, perché wordpress non consente più di tre livelli di profondità dei commenti.
      Se io apro il “blog del professore” con Internet Explorer, non ho nessun problema: non credo quindi che dipenda dal browser in sé, ma da qualcos’altro. Firewall aziendale? Possibile?

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  2. Mi piace usare sia gli analessi sia i prolessi, anche se non sapevo si chiamassero così!

    In “Lolita”, nella prima pagina del libro si dice che l’autore sta scontando una condanna per omicidio. Si scoprirà chi è la vittima nelle ultime venti pagine: questo è un bell’esempio di prolessi.

    In “L’insostenibile leggerezza dell’essere” i piani temporali si sovrappongono più volte. Si viene a sapere della morte dei protagonisti poco dopo la metà del libro; la parte restante, dunque, si svolge “prima” del finale. Questo getta una luce molto malinconica su tutto quello che verrà raccontato dopo.

    E poi c’è il bellissimo film di Brian De Palma, che è Carlito’s way, che inizia dal finale – lui è stato ferito a morte, ma non si sa da chi. Tutto il resto del film è un imbuto che porta verso quel punto.

    Le analessi e le prolessi sono strumenti potentissimi!

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    1. ecco. io uso gli strumenti e non mi accorgo di farlo. nel ‘romanzo’ che ho iniziato con le lezioni (quindi il mio ‘terzo’ ) sono partita dalla fine e sto andando a ritroso con la storia e nel frattempo ho i protagonisti nel tempo reale.
      uhmmmm….

      però, una bella giornata di 48 ore… chissà quanti danni potrei combinare 😉

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    2. Paolo, inizio dalla fine: quando entro nel blog del Professore il più delle volte mi viene fuori quella brutta finestra con su scritto “impossibile aprire questo sito. il sistema verà chiuso” o giù di lì con una x rossa. e poi si chiude. quando riesco ad aprirlo e leggere non mi lascia aprire i commenti insomma… sto fuori della porta con il bidello. dovrei installare firefox ma come dice giustamente Morena, se lo faccio in ufficio poi mi scotennano.
      Splinder: splinder ha ragioni che la ragione non comprende. mi spiace che ti abbia creato ste rogne, va a seconda dell’oroscopo pure lui. non so che dirti… 😦

      (scusa Morena per lo spazio eh…)

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  3. avevo letto da qualche parte che le galline allevate in batteria hanno le giornate divise in quattro. In pratica vedono l’alba quattro volte in un giorno e quindi producono più uova.
    Siccome noi umani non riusciamo ancora a trovare un meccanismo che fermi il tempo o rallenti le lancette, possiamo crearci un mondo artificiale e dividere la giornata in due. E quindi due albe, due colazioni, due sessioni di lavoro, due cene, due dormite…
    Si rischia di ingrassare?

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    1. pani, ma le 48 ore dovevano servire per fare cose piacevoli… è vero che mangiare è una delle cose piacevoli della vita, quindi con la giornata più lunga finiremmo solo per ingrassare di più?
      allora mi sa che mi tengo queste giornate da 24 ore. e poi un po’ di riposo ci vuole no?

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  4. @ paolo:
    ma quante ne sai? 😉

    confermo comunque. anch’io usavo IE e il blog del prof si apriva. il problema sorgeva solo quando dovevo commentare. quindi, mi sento di avvalorare la tesi di Paolo e propendere per un firewall aziendale.

    comunque, Sonia, stai tranquilla. Ti passo io gli appunti. tu porta la merenda 😉

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  5. Quando ero piu’ giovane mi lamentavo sempre che il tempo non era sufficiente e la giornata dovrebbe essere di 48 ore per avere 10 ore per lavorare 8 per dormire ed il resto per gli amici la famiglia sport etc.

    Adesso mi rendo conto che alla fine le riempiremmo o ce le riempirebbero di lavoro e torneremo da capo a dodici.

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