Un terzo – lezione 32 e 33

spiaggia Numana 2770

Ogni tanto devo correre e recuperare le lezioni. Oggi abbiamo la lezione numero trentatre, sul linguaggio e le ripetizioni (uh, siamo ad un terzo. Lo scrivo nel titolo) e poi c’è la lezione di ieri, la numero trentadue che continua il discorso sull’originalità nella nostra scrittura. Sono tutti punti fondamentali, da tenere ben presenti. Credo che ogni tanto dovremmo rileggere ciò che abbiamo scritto e ascoltare come suona. Sempre che da soli si possa fare un lavoro simile. Io mi sono procurata del lettori.
Ho pensato che da soli si corra il rischio di non vedere tutti gli errori e poi avevo bisogno di un confronto immediato.

Ora che ci siamo messi in pari con le lezioni, passiamo alle interviste agli scrittori che seguo sempre con grande interesse:

intervista a Michela Murgia

intervista a Cinzia Pierangelini– questa non l’ho ancora letta ma spero di farlo presto.

E, a proposito di interviste vi segnalo questa a Remo Bassini fatta da Anfiosso. Molto bella.

4 pensieri su “Un terzo – lezione 32 e 33

  1. Penso che tu abbia assolutamente ragione cara Morena.
    Il suono delle nostre parole è diverso se ad ascoltarlo siamo noi piuttosto che gli altri.
    Leggersi e rileggersi è diverso dal farsi leggere e per non correre il rischio di risultare mono-toni, è giusto procurarsi un “gruppo di ascolto” esterno, col quale confrontarsi.
    Non tanto per evidenziare eventuali errori, quanto proprio per il gusto e la necessità di misurarsi anche con un altro orecchio, per modulare meglio la melodia.
    (bella la foto dei sassolini 😉 )

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  2. Più che correre il rischio di non vedere gli errori, si corre il rischio di non sentire più quello che si è letto… evvabè, mi rendo conto di aver detto la stessa cosa di Elle, più o meno (scusa Elle, ti ho un po’ plagiato… )… 😉

    Però lo trovo interessante questa cosa dei lettori e tra l’altro mi viene in mente che faceva così anche mio padre, quando scriveva le poesie, voleva che le ascoltassi e che gli dicessi cosa secondo me non andava bene… una responsabilità enorme, e poi una poesia è ancora di più un fatto personale, io credo, e allora è più difficile dare un giudizio.

    Ps: ho scattato un mese fa una foto di sassolini al mare, identica, o quasi a quella che hai messo tu… (bella la tua foto dei sassolini 😉 )

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