La doccia

L’acqua era della giusta temperatura, proprio come piaceva a lui.
Max si avvicinò ancora di più al getto della doccia e alzò il viso, lasciando che l’acqua gli scivolasse addosso, accarezzandolo, lavando via la stanchezza e il resto che riempiva il suo cuore. Come gli accadeva sempre più spesso, soprattutto quando era solo, pensò a Simona e a come lei riempisse i suoi pensieri.
Sentiva Barbara muoversi in camera, ma sapeva che lei non lo avrebbe mai raggiunto in bagno: perciò aveva designato questo locale come contenitore dei momenti intimi, i momenti di Simona, come li aveva nominati lui. Simona ora riempiva tutta la sua mente, e a lui sembrava di averla lì, sotto la doccia, insieme a lui. Come sempre, il pensiero di lei, gli procurò una fitta allo stomaco e quella dolce tensione al basso ventre, che ormai lo accompagnava in questi pensieri.
Da quando aveva conosciuto la ragazza, che lavorava al piano di sotto nella stessa azienda, e che aveva visto solo una volta ad una riunione dei vari settori commerciali, aveva sentito una forte attrazione e sapeva che anche per lei era la stessa cosa. Comunicavano attraverso la rete interna all’azienda, scambiandosi e-mail lunghissime e sempre più frequenti. Avevano parlato di tante cose, anche di sesso, e di piacere, e Max sentiva che con lei il piacere sarebbe stato un’esperienza sconvolgente, forse quella che sognava da sempre… una sorta di estasi. Ne avevano anche parlato una volta, e Max aveva sentito che anche Simona desiderava provare un’intimità tanto forte da generare una passione sconvolgente, come quella che spesso lui aveva sognato, quella che portava il piacere ad una soglia quasi dolorosa, e che lui definiva estasi, appunto.
Immaginava spesso di essere insieme a Simona e di fare l’amore con lei e, soprattutto quando era in bagno, indulgeva in questi pensieri. Anche in quel momento, l’immagine e il desiderio di lei erano così forti, che gli sembrò che fosse davvero lì con lui e sentì che la tensione ora era insopportabile. La sua mano la cercò e immaginò tutto… Vide se stesso sfiorarla con carezze leggere, mentre sentiva la sua pelle morbida sotto le dita, e Simona si abbandonava alle sue mani, ricambiando quelle carezze con la naturalezza e la passione di chi non desidera altro. Sentiva le sue labbra farsi ancora più morbide e calde, mentre gli baciavano il collo, come gli aveva scritto tante volte, e poi scendevano sulle spalle e ancora più giù, mentre lei si offriva alle sue mani inarcando la schiena e mostrandogli i capezzoli esigenti. Li sentì duri sotto le sue labbra e sentì che erano quasi al momento in cui non ci si può fermare, il momento del non ritorno… e invece si fermarono, per rallentare… poi ripresero a respirare piano di nuovo, e ricominciarono… così si immaginava l’amore con Simona, un lungo piacere interrotto da un dolce tormento. E così, la sua mano, seguiva i pensieri… La tensione ora era insopportabile, mentre l’acqua scorreva riempiendo l’aria di vapore e surriscaldando un’atmosfera che non ne aveva affatto bisogno.
Max ormai era con Simona e niente poteva distoglierlo da lei, e neanche si accorgeva della sua mano che accarezzava la tensione ormai incontenibile. Un gemito gli uscì dalla gola e la sua mano si mosse più velocemente mentre Simona si chinava su di lui leccandogli il viso e il collo, spingendolo a sedere in terra, con la schiena sulle piastrelle azzurre come il mare, e sedendosi sopra di lui… mentre lui soffocava l’urlo che spingeva per uscire. Pochi istanti, e l’acqua sembrò molto fredda, mentre dalla camera giungeva il richiamo di Barbara, che gli chiedeva di sbrigarsi. Max si rialzò e chiuse il rubinetto.

settembre 2006

* un racconto datato. Il mio primo tentativo di scrittura a lieve tendenza erotica. Ma bisogna pur iniziare, no? Questo fu una sorta di gioco tra me e un amico. Lui diede un input e io scrissi.
A distanza di tempo capisco che questo racconto potrebbe essere scritto meglio ma questo è quello che io scrissi allora. Ogni volta che scriviamo ci modifichiamo e cresciamo (è augurabile), ma questo non vuol dire che il lavoro fatto in precedenza sia da buttare. Io credo che ogni momento abbia la sua scrittura e che ogni testo scritto sia di quel momento e che sia il passaggio necessario per andare avanti e arrivare ai prossimi testi.

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11 pensieri su “La doccia

  1. che brava che sei….. io ho tanto da imparare per quanto riguarda lo scrivere, ma si può dire che abbia letto un po’ di tutto….davvero…
    quindi tieniti cari i complimenti che ti sto facendo, perchè valgono molto 😛

    Continua così,

    Federica

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  2. Scrivere scene erotiche non è mai semplice – assomiglia un po’ al parlare di musica, al raccontare un quadro, al descrivere una cena al ristorante.
    Nel caso specifico, trovo che questo racconto non sia male, ma anche (e questo mi pare importante) che la tua scrittura attuale sia decisamente più sicura, matura e ricca.
    A presto!

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  3. Mi sono detto, ultimamente sto trascurando un po’ la mia scrittrice preferita, ma sai com’è, il tempo che è sempre avaro e poi… vengo a trovarti – ho un po’ di arretrati da leggere – ripasso mentalmente le lezioni passate di “bella scrittura” e poi approdo alla “Doccia”… mannaggia…

    Sei una scrittrice è vero, quindi ti è concesso qualsiasi “licenza poetica”, ma entrare così intimamente nei pensieri di un uomo non credo sia una cosa facile e devo dire che ci sei riuscita in pieno.

    Sarà anche datato questo racconto, ma è ugualmente fresco e… come ha detto Sancla, sembra di sentirla l’acqua su quei corpi ( è concesso immedesimarsi? 😉 )

    Un’altra cosa, è vero, scrivere scene erotiche non è semplice, ma tu riesci a farlo come se fosse una cosa naturale e questa è una gran bella cosa.

    Evvabè, onde evitare che ti monti troppo la testa, vado a leggere il resto e nel frattempo, ti auguro buona serata (come vedi c’ho azzeccato per l’ora… 😆 )

    Ciao, ciao!!!

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