La cucina gialla – venti

La cucina gialla
Venti
(prosegue da domenica)

Offeso dalle insinuazioni di Chiara, Pulce saltò dalla tavola e, con un perfetto atterraggio, arrivò vicino ad un biscotto al cioccolato, ormai quasi ammuffito. Lo prese, dopo aver controllato se i due lo guardavano, ma loro erano troppo intenti a guardarsi negli occhi… uffa!! che sdolcinati che sono! sempre a scambiarsi sciocchezze… mi consolerò con questo bel biscotto… ingrassato… vorrei vedere loro… ma si ricrederanno… un giorno capiranno davvero chi sono e la fortuna che hanno avuto ad avermi qui… Finito il biscotto, Pulce si sistemò nella sua cesta e, alle insistenze di Chiara, che voleva fargli assaggiare un pezzo di toast, rispose girandosi sdegnato verso il muro, mostrando così una presunta indifferenza al cibo e la speranza di poter finalmente dormire un po’.
Dopo aver mangiato il toast, Chiara e Marco, andarono finalmente a letto e lui rimase solo, mentre il sole saliva nel cielo. Sbadigliò e si arrotolò nel vecchio cachemire di Luciano. E sognò: un sogno breve, ma non meno intenso e vero.
Sognò una luna immensa, di zucchero filato, e sotto delle stelle tutte in fila.
La prima stella era grande e procedeva sicura nel cielo, le altre erano piccole e sbandavano di sovente.
Un lago circondato da alti girasoli, sotto le stelle, si riempiva delle loro traiettorie luminose e rifletteva una fetta di cielo blu cobalto. L’enorme luna a un tratto tremò, sembrava stesse per cadere e sciogliersi nel lago… ma riuscì ad aggrapparsi all’unico gancio presente in cielo.
A pochi passi dal lago un Luciano nudo e infreddolito correva verso casa.
Pulce si svegliò con un sorriso e l’intima soddisfazione che le persone raccolgono sempre ciò che seminano.
Sentiva la pioggia battere forte sui vetri e ormai era completamente sveglio. Uscì dalla cesta e, con un balzo, saltò sul mobile davanti alla finestra. La pioggia aveva oscurato il cielo, anche se il giorno stava nascendo. Una gazza passeggiava sotto l’acqua e Pulce sentì l’impulso di uscire dalla finestra per unirsi a lei. In quel momento Annalisa, con il vecchio e infeltrito pigiama rosso, entrò in cucina e accese la luce.
“Anche tu non riesci a dormire, eh? Troppe emozioni… e poi, ora, questa pioggia e la giornata che sta per iniziare e il temporale, con i tuoni… hai avuto paura, eh? Vieni qui, ti do un po’ di latte e ne bevo un bicchiere anch’io.”
La tazza di Charlie Brown era sul lavello e Annalisa la riempì, dopo aver scaldato il latte per sé. Pulce lo preferiva freddo e l’aveva già bevuto. Ora la guardava speranzoso: infatti, appena Annalisa si sedette, le saltò in braccio per farsi coccolare.
E lei, dopo aver vuotato la tazza, lo accarezzò, mentre gli parlava di Ale e di quanto era bello e di… in un attimo si ritrovarono addormentati tutti e due. Annalisa, con Pulce sopra le ginocchia, si sentiva rilassata e serena come non le accadeva da tempo.
Fuori aveva smesso di piovere.
Sognò un treno lucente che partiva, nel bel mezzo di una prateria, sotto fiocchi di neve rosa.
Il suo viso da bambina spalmato sul finestrino, che salutava Pulce.
Ale era accanto al micio, e piangeva.
Nei suoi occhi grandi di uomo innamorato, Annalisa bimba scorse i soli ridenti che tanto amava, l’intensa luce rosea della cucina.
Il treno lucente di colpò si fermò.
Annalisa scese nella prateria, e nel finestrino di un auto ferma con Pulce al volante, vide di riflesso la propria immagine.
Non era più bambina.
E nemmeno insicura.
Corse tra le braccia di Ale, che la avvolse, mentre il sole al crepuscolo dorava l’erba.

*****
La cucina gialla è una produzione firmata a due colori da Carlo Bramanti e Morena Fanti. La ventunesima puntata domenica 5 aprile 2009

 

 

4 pensieri su “La cucina gialla – venti

  1. leggendo le ultime notizie sui maltrattamenti inflitti agli animali vien subito da pensare che è così che dovrebbero essere trattati
    come noi anche loro sognano una vita serena, sognano l’amore ed una casa calda
    è così che deve essere

    "Mi piace"

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