La cucina gialla – diciannove

La cucina gialla
Diciannove
(prosegue da domenica)

Marco si mosse per abbracciare Chiara, ma lei sfuggì al suo abbraccio e corse via piangendo.
Pulce guardò Marco, con gelidi occhi verdi, stretti come fessure, poi la seguì,fuori dalla cucina.
Marco rimase solo, a fissare i soli delle piastrelle: per la prima volta, da quando abitava lì, non sorridevano.
Da un lato sentiva la responsabilità verso il padre, ancora lontano dalla guarigione, dall’altro il dolore che le proprie parole avevano causato a Chiara.
Aveva sentito il piccolo cuore della ragazza, spezzarsi e ora non era più sicuro d’aver fatto la scelta giusta.
Non voleva far soffrire Chiara, ma i suoi genitori avevano bisogno di aiuto, che figlio sarebbe stato se non glielo avesse dato?
Pensò che, alla fine, in ogni modo, qualcuno che amava avrebbe finito col soffrire, dubitando perfino del suo amore.
La brioche, che aveva preso poco prima, gli cadde di mano, non aveva più fame.
Udì i singhiozzi di Chiara, che nella sua stanza ancora piangeva, nonostante Pulce, che si sentiva miagolare fin da lì, cercasse di distrarla in tutti i modi, con moine e carezze.
Si alzò e sentì il bisogno di andare da lei e chiederle scusa.

In quell’istante, un fragore improvviso e il pavimento che tremava sotto i suoi piedi, lo fecero vacillare. Si riprese subito e fece per correre nella camera di Chiara, ma lei l’aveva preceduto e se la trovò tra le braccia, mentre piangeva così forte, da rendere inutile ogni parola di conforto. Non l’avrebbe sentita comunque.
Finalmente Chiara si calmò e i suoi singhiozzi si fecero più leggeri, come il terremoto, che si era allontanato come un temporale estivo. Pulce l’aveva seguita: da solo non voleva stare, lui! Il terremoto lo terrorizzava. Si infilò sotto al mobile, da dove ascoltò le parole con cui Marco cercava di calmare Chiara:
“… tesoro, non piangere, vedrai sistemerò tutto. Per un secondo ho avuto paura di perderti e di non avere più la possibilità di dirti quanto ti amo. Questa scossa di terremoto mi ha fatto ricordare che niente è più importante di te. Credo di aver esagerato, prima: il senso del dovere verso la mia famiglia mi ossessionava. Temevo di non essere un bravo figlio, o fratello, e so che se non facessi quello che gli altri si aspettano da me, non potrei più avere stima di me stesso. Però avevo esagerato: non credo che i miei vogliano veramente che io rinunci alla mia vita. Spiegherò loro che sarà una soluzione momentanea. Starò a casa finche mia sorella non avrà partorito e finché mio padre starà un po’ meglio. Quando saranno tutti più tranquilli, tornerò e finirò i miei studi e faremo tutto quello che avevamo pensato. Non posso stare senza di te, non posso stare senza dirti quanto ti amo. E non lo farò: starò qui e ti amerò.”
Chiara non aveva ancora parlato, ascoltava le parole di Marco con gli enormi occhi neri fissi sul suo viso e si lasciava cullare dal loro suono. Si sfregò gli occhi con la manica della tuta azzurra, tirando su con il naso, e si avvicinò ancora di più stringendolo a sé.
Il silenzio scese finalmente, e Pulce pensò che forse ora poteva uscire da sotto il mobile. Mise fuori la testa e si fermò compiaciuto, guardando Marco e Chiara che si abbracciavano: era merito suo. L’occhiata che aveva riservato a Marco aveva fatto effetto! Ah… se non ci fossi io, ad occuparmi di tutto…
Chiara intanto diceva a Marco: ” … gli altri non si sono accorti di niente. Si vede che dormivano già. Sono molto stanca anch’io, però ora ho un po’ fame, con tutte queste emozioni… ci facciamo un toast?”
Alla parola toast, Pulce si buttò letteralmente in mezzo alla cucina e, con un salto, salì sul tavolo, per farsi vedere:
“Quando si parla di mangiare, tu ci sei sempre, eh?… Marco, non sembra anche a te che Pulce sia ingrassato? Forse gli diamo troppo da mangiare…”
La padella d’acciaio, appesa al muro rifletteva la sua immagine e il gatto si guardò: … ingrassato… ma guardatevi un po’ voi… sto benissimo!
*****
La cucina gialla è una produzione firmata a due colori da Carlo Bramanti e Morena Fanti. La ventesima puntata domenica 29 marzo 2009

6 pensieri su “La cucina gialla – diciannove

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