L’attesa (la vita è una ruota che gira)

posta

Sulla giacca dell’uomo davanti a me c’è un capello biondo e lungo. L’uomo è alto e mi toglie la visuale dello sportello. La fila in posta è sempre una gran rottura. M’incanto a guardare il capello biondo. È un bel biondo, la donna avrà la pelle chiara e indosserà abiti dai colori pastello, oppure di calde tonalità ambrate e marroni. Forse porterà anche un filo di perle: le bionde sono così fini.
L’uomo si gira di lato e ne vedo il profilo. È uno che abita nel mio condominio, tale Roberto Vincenzi coniugato Pelloni. Lo so perché Mariarosa Pelloni era alle medie con me e la conosco bene. Una stronzetta con la puzza sotto al naso e maglie di cachemire. Chi si mette maglie di cachemire a tredici anni? Solo la Pelloni perché è figlia del dottore e deve far vedere che loro c’hanno i soldi.
Comunque la Pelloni ora si è maritata con questo Vincenzi che fa l’operaio alla Durgotel, un’azienda di telecomunicazioni o roba simile, comunque uno da milleduecento euro al mese e finito lì, e c’hanno pure due figli da tirare su, e ora la Pelloni i golf di cachemire se li scorda.
Eh, la vita è una ruota che gira, cara mia, diceva sempre mia nonna Adele.
Che dolce, nonna Adele! Mi faceva certi golfini di lana rifatta usando vecchie maglie delle mie sorelle maggiori o di mamma. Nonna era brava ma la lana vecchia è orribile, anche se lavorata bene. Così andavo a scuola con queste orribili cose che puzzavano di miseria e la Pelloni mi si avvicinava con quei golf così morbidi che facevano caldo solo a guardarli e mi si appoggiava in modo che io sentissi sulla mano il tepore di quella lana gonfia e spumosa che valeva tre stipendi di mio padre.
Ho mandato giù dei bei rospi per colpa della Mariarosa e dei soldi di suo padre.
La prima volta che sono entrata in un negozio del centro e ho comprato un cachemire, quello che indosso oggi, color corallo con il collo ad anello, mentre la commessa mi riempiva di complimenti (le sta stupendamente Signora. Capite, Signora, mi diceva la commessa tutta sgambetti e piroette intorno ai novecentoottanta euro che mi appoggiava sulle spalle) mi sono sentita una regina. Beh, mio marito è avvocato e abitiamo in un attico, cinque piani sopra all’appartamento di questo Vincenzi che ora è davanti a me in fila (l’appartamento, molto più piccolo del nostro e meno rifinito comunque, è un regalo del dottore, che Vincenzi mica se lo potrebbe permettere) e i soldi ora non mi mancano.
Così ora il cachemire mi tiene calda, e in queste giornate di nebbia ce n’è anche bisogno. E poi il color corallo, mi sta da dio. L’ha detto la commessa, ma lo so da me. Lo vedo da come mi guardano gli uomini quando passo per la strada.
Quasi quasi mi faccio bionda. Chissà come starei? Forse non starei bene, ho i lineamenti da mora io. Anche la Pelloni se è per questo. Infatti ha i capelli neri neri (ormai saranno tinti che gli anni son passati anche per lei, la figlia del dottore). I capelli neri, certo.
Quindi questo bel capello biondo e lungo, così lucente ed evocatore di colori ambrati e fili di perle, non è della Pelloni. Ecco.
Hai capito il Vincenzi? Bell’uomo comunque. Alto e in forma, senza pancia e con ancora tanti capelli. Una bella testa, e mi sa che è anche simpatico. Come avrà fatto a sposare quella stronza della Pelloni? Con le arie che si dà e poi è anche cornuta.
Ma ci muoviamo o no, con ‘sta fila? Madonna quanto sono lunghi.
Certo, non sta bene che un marito tradisca la moglie. E che lei sia all’oscuro di tutto. L’altro giorno in tv dicevano che una brava amica dovrebbe dire ciò che sa. Forse non è sbagliato. Forse sarebbe bene che qualcuno dicesse alla Pelloni che suo marito la cornifica con una bionda molto bella in abiti eleganti e fili di perle.
Sì, un’amica vera lo dovrebbe fare. Una volta eravamo amiche la Pelloni ed io. Mi pare. Sì, un po’ amiche lo siamo state, dai. Mica era colpa sua se quello stronzo del dottore suo padre guadagnava tanto da comprarle golf di cachemire, povera stella. Lei magari non li voleva. Magari lei voleva vestirsi come me, con quei bei golf fatti a mano dalla nonna, che lei la nonna mi sa che non l’avesse, poverina.
Una vita misera, ‘sta Pelloni. E ora pure il marito che va con un’altra. Le disgrazie non vengono mai sole. Meno male che Mariarosa ha un’amica vera come me che si preoccupa degli altri. Un’amica che ama la verità. È tanto che non parliamo un po’, io e la cara Mariarosa. Quasi quasi quando torno a casa suono da lei e la invito da me per un caffè. Ho proprio voglia di parlare un po’ con lei. Dei vecchi tempi magari. Ma anche dei nuovi.
Su sbrighiamoci con ‘sta fila che devo andare dalla mia amica Mariarosa. Ho tante cose da dirle.

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30 pensieri su “L’attesa (la vita è una ruota che gira)

  1. Perfida che sei! Simpaticamente e così femminilmente perfida…

    Comunque, se è vero che una rondine non fa primavera, è pure vero che un capello lungo e biondo non fa adulterio. Questa storia mi ha fatto ricordare un episodio, accaduto anni or sono, quando portavo il mio solito rossetto rosso scuro e brillante, ma non indelebile come quello che uso adesso.

    Insomma, ero sulla metro, e un tizio davanti a me, di spalle, con una bella camicia bianca, cade all’indietro e la sua spalla mi arriva in pieno viso: quando si rialza, noto sulla sua camicia l’impronta di due belle labbra rosse, per l’esattezza le mie. Innocente io, innocente lui, non ho avuto il coraggio di avvisarlo, e mi sono augurata solo che non fosse sposato.

    Chissà com’è finita…

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  2. non sono perfida. è che stare in fila è così noioso ( e una gran perdita di tempo) e allora c’era quest’uomo davanti a me e aveva un capello lungo sulle spalle della giacca (nero. ma biondo mi è parso meglio: più evocatore) e così ho iniziato a pensare… et voilà 😉

    cotto e magnato. con tutte le cose che dovrei fare… sssttt…

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  3. Comunque, il fatto che la vita è una ruota che gira è proprio vero! Mi dispiace solo che il cambio di tenore in entrambi i casi sia dovuto al matrimonio, e non a meriti o demeriti personali: mi piacciono le rivincite sociali!

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  4. C’era un capello biondo,
    sul tuo colletto tondo,
    mi chiedo e mi rispondo
    se sarai furibondo

    quando verrai a sapere
    che sol per mio piacere
    son corsa a riferire,
    (certo per infierire),

    alla spocchiosa sposa,
    di nome Mariarosa,
    che lei tiene le corna,
    e il censo non ritorna!

    Ah, che soddisfazione
    la vita che è una ruota:
    le ha dato una lezione,
    lei e la sua testa vuota!

    *** Così, tanto perché vi ci ho abituato… ***

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  5. Devo dire che mi diverto, ma il tempo è sempre così poco… che c’è di peggio dell’ispirazione a singhiozzo?

    Pensa che pure i film vedo così: da maggio scorso sono riuscita a vedere 60 minuti di un film che ne dura 90, e a enne rate di pochi minuti ciascuna.

    Qualche volta frego mia figlia vedendomeli nottetempo sul pc, magari con le cuffiette.

    La vita è una lotta…

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  6. Beh, cosa dire, perfida e femminile come dice la signora suddetta o soltanto molto femminile o molto perfida?

    Dalla considerazione finale “cotto e magnato” direi molto la seconda ipotesi, anche se spesso le due cose vanno a braccetto, ma non è forse per questo che noi uomini vi amiamo? 😉

    Evvabè… ‘pranzo!

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  7. @ Suddetta Signora: ridi, ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi!!!

    ps: nei miei precedenti e contorti commenti, mi sono dimenticato di dire che, malgrado “cotto e magnato”, ho letto un bel racconto (sorry!)

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  8. Decisamente bello, ma leggendolo mi è venuto in mente un piccolo particolare: chi è cornuto generalmente non ci tiene a saperlo, e preferisce continuare a fare il pesce in barile.

    Chissà come sarà andata a finire la visita a Mariarosa….

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  9. P(rotagonista): Ciaaaaaaaao Mariarosa, quanto tempo! E’ tanto che ti pensavo! Tesoooooooro!

    M.: Ciao! Qual buon vento?

    P.: Sai, ero uscita per fare shopping, e siccome non mi andava di guidare (sai, la jaguar è così difficile da parcheggiare in centro!) ho preferito prendere un taxi e così al ritorno, non avendo dovuto faticare ad aprire e a chiudere i box (ne abbiamo tre, e non si sa mai qual è quello disponibile!), mi sentivo dell’umore giusto per venire a fare due chiacchiere con la mia caaaaaaaaaara vecchia amica Mariarosa. Come stai? Ma sbaglio o ti vedo un po’ sciupata? Mia cara, scusa se te lo dico, avresti proprio bisogno di una bella settimana in una beautyfarm. Io ci vado tre volte l’anno, è così rilassante! Come? Non puoi lasciare la famiglia? Mah, con credo che a tuo marito mancheresti molto: sai, oggi l’ho incontrato, in fila alla posta….

    — to be continued.

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  10. @Morena: praticamente ho lanciato una sfida, a te o a chiunque voglia raccoglierla.

    By the way, nel commento precedente mi sono dimenticata di dire che la fatica era nello schiacciare il pulsante del telecomando, ma l’ho dato per scontato!

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  11. mi ricorda quella vecchia canzone: “Non è un capello ma un crine di cavallo caduto dal paltot”. Che poi non so nemmeno di chi fosse e se si tratta di una canzone.
    E’ vero che la vita è una ruota che gira, ogni tanto s’inceppa. Se poi ci si mette pure qualche amica, che con la scusa del caffè racconta un sacco di storie…

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  12. E’ una canzone, è una canzone!

    La canta(va) Edoardo Vianello, vi do link a youtube (per motivi rigorosamente orari non ce la faccio a cercare la versione migliore)

    Mi aiutò
    a togliermi la giacca,
    mi scoccò
    un bacio sulla bocca.
    Io la stringevo fremendo
    sul mio cuor
    quando d’un tratto mi disse:
    “traditor!”
    Che finimondo
    per un capello biondo
    che stava sul gilet!
    Sarà volato
    ma come è strano il fato
    proprio su di me
    Le dissi amore
    ti giuro sul mio onore
    non ti saprei tradir
    ma lei rispose
    non credo a queste cose
    perché tu sai mentir.
    Da un chimico
    il capello ha poi portato
    e lui
    dopo averlo analizzato
    ha rilasciato un certificato
    in cui diceva
    dichiaro cosi’
    “Non è un capello
    ma un crine di cavallo
    uscito dal palto’.
    Si può sbagliare
    soltanto avendo in cuore
    la gelosia d’amor.
    Le dissi amore
    ti giuro sul mio onore
    non ti saprei tradir
    ma lei rispose
    non credo a queste cose
    perché tu sai mentir
    Da un chimico
    il capello ha poi portato
    e lui
    dopo averlo analizz.ato
    ha rilasciato un certificato
    in cui diceva
    dichiaro così
    Non è un capello
    ma un crine di cavallo
    uscito dal palto’;
    si puo’ sbagliare
    soltanto avendo in cuore
    la gelosia d’amor
    la gelosia d’amor

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  13. Bellissimo Morena! squisitamente femminile!

    convengo con Diemme che chi è cornuto non ci tiene a saperlo… o meglio… alle volte è molto peggio: lo si sa ma si preferisce fare finta di nulla fintanto che il “maritosullacarta” torna a casa la sera. almeno così non si spezza la routine.
    che amarezza…

    buona giornata a tutti!

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  14. Beh, più che davanti all’ascensore, immagino Morena dentro l’ascensore con tre o quattro persone, o magari una soltanto… sarebbe senz’altro un Best Seller… 😉 (tra scorpionacci ci si intende… )

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  15. Cara Sonia, grazie per il tuo appoggio!

    Volevo dire però che non sempre chi si chiude gli occhi lo fa per una questione di ipocrisia sociale: a volte è per amore, per mancanza di autostima, perché non si vuole perdere il proprio compagno e non si è convinti fino in fondo di meritare rispetto a tutto tondo.

    Poi, c’è pure chi ha a sua volta una certa elasticità….

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  16. la cosa che mi fa più ridere nelle cornificazioni in generale è quando lui o lei vengono colti sul fatto, cioè a letto con un altro/a. E la prima cosa che dicono è:
    “No, aspetta, non è come credi!”
    Nei film è sempre così e quindi mi sono chiesto se è dovuto alla scarsa fantasia degli sceneggiatori o se veramente succede.
    E così, pensandoci, fingendo, mi sono quasi convinto che in una situazione del genere direi la stessa cosa:
    “No, aspetta, non è come credi!”

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  17. Posso confermarti che è vero, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Mi sono chiesta sempre che cosa significasse, e penso che possa voler dire:

    “Non credere che non ti ami, questa è solo un’avventura priva di significato” (generalmente, quando a dire “non è come pensi tu” è l’uomo).

    “Non devi credere che sia una poco di buono che va a destra e a manca, questo è vero amore” (più frequente quando a dire “non è come credi” è una donna).

    Psicologia spicciola delle 5:23….

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  18. ciao morena, che bel racconto! è vero anche il tuo è bello perfido anche se molto più ironico rispetto al mio… dici che è noioso far la fila alle poste ma se poi scrivi queste belle storie di perfida umanità ( un ossimoro?) ti consiglio di fare un giretto all’anagrafe
    ma alle tue poste non prendete il numero, fate ancora la fila? 🙂
    ciao cara
    stefano

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  19. stefano la “perfida umanità” è ossimorosa al punto giusto 😉

    sì, noi facciamo ancora la fila. hanno preparato la macchinetta per il numero ma non la mettono in funzione apposta per farmi pensare ai miei racconti.
    ciao carissimo. anche il tuo racconto non è male

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  20. Ciao Diemme hai perfettamente ragione.
    é vero pure quello che hai scritto tu, forse mi sono espressa male… non intendevo l ipocrisia sociale, intendevo proprio la mancanza di autostima che ti fa dire.. “sì vabbè… forse ma non ho le prove ma finché torna da me allora vuol dire…”
    che si possa stare con qualcuno solo perché “cosa direbbe la gente” non lo trovo amaro… ma inaccettabile…
    piacere di leggerVi.

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  21. Forse non si tratta neanche di mancanza di autostima: forse è un fatto culturale, per cui se non si ha qualcuno accanto ci si sente incomplete, o forse una reale paura della solitudine (e qui sì, scarsa fiducia nelle proprie possibilità di trovare un altro), a volte convenienza (o difficoltà) economica (se lo lascio dove vado? come mi mantengo?).

    Penso che poi sapere che “lui” ha un’altra dia un senso di fallimento, aumento la sensazione di inadeguatezza che spesso le persone hanno: è un po’ come quando si accusa qualche acciacco, e non ci si vanno a fare le analisi perché, fino a che non si sa niente, ci si può raccontare che si sta bene.

    Assolutamente irrazionale, ma così umano…

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  22. perfidaaaaaaa!… mi è piaciuto, perchè sa di vero, di possibile, plausibile.. in coda alle poste, nulla di più consueto che incontri e pensieri di quel genere lì’ 😉
    Un abbraccio grande grande (ma distante che ho l’influ)
    Claudia

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