Le storie del Gianni

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“Io, Gianni, ci starei anche tutta la notte ad ascoltare le tue storie”. Il Tony era sempre esagerato nelle sue esternazioni. Da quando, poi, aveva sposato l’Elvira era peggiorato. Prima usciva tutte le sere. D’altronde, che cosa avrebbe fatto in casa da solo? Leggere non leggeva, e la tv faceva schifo, diceva nelle interminabili discussioni che si facevano al bar Stella, quello dove erano anche in quel momento. Comunque, il Tony prima usciva tutte le sere, poi si era sposato con l’Elvira – bella donna l’Elvira, non piĂą giovanissima ma bella: una di quelle donne che profumano di guĂŞpière – e non si vedeva piĂą. Una sera alla settimana era il massimo che lei gli concedeva. Il giovedì di solito, che il giovedì l’Elvira aveva la scala quaranta con le amiche e così gli dava la libera uscita anche a lui. E lui veniva al Bar Stella a trovare i vecchi amici e ad ascoltare le storie di Gianni. Che Gianni era uno che le sapeva raccontare le storie, uno che c’aveva la parola facile. Continua a leggere “Le storie del Gianni” →

La cucina gialla – venti

La cucina gialla
Venti
(prosegue da domenica)

Offeso dalle insinuazioni di Chiara, Pulce saltò dalla tavola e, con un perfetto atterraggio, arrivò vicino ad un biscotto al cioccolato, ormai quasi ammuffito. Lo prese, dopo aver controllato se i due lo guardavano, ma loro erano troppo intenti a guardarsi negli occhi… uffa!! che sdolcinati che sono! sempre a scambiarsi sciocchezze… mi consolerò con questo bel biscotto… ingrassato… vorrei vedere loro… ma si ricrederanno… un giorno capiranno davvero chi sono e la fortuna che hanno avuto ad avermi qui… Finito il biscotto, Pulce si sistemò nella sua cesta e, alle insistenze di Chiara, che voleva fargli assaggiare un pezzo di toast, rispose girandosi sdegnato verso il muro, mostrando così una presunta indifferenza al cibo e la speranza di poter finalmente dormire un po’. Continua a leggere “La cucina gialla – venti” →

Ieri sera – presentazione Orfana di mia figlia

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Adriana Di Salvo e Morena Fanti- Biblioteca Casa Bondi, Castenaso (BO)
[Ringrazio Milvia Comastri per la foto che rispecchia l’atmosfera della serata]

Si è concluso ieri sera il ciclo di tre serate dedicate alla Vita e alle sue storie, alla Biblioteca Casa Bondi di Castenaso (BO).
Ieri sera si presentava il mio libro Orfana di mia figlia, come giĂ  annunciato anche su questo blog. Poteva sembrare strano presentare un libro in cui si parla di morte in un ciclo dedicato alla Vita ma alla fine della serata credo che questa ‘stranezza’ non sia stata tale per nessuno. Continua a leggere “Ieri sera – presentazione Orfana di mia figlia” →

Un argomento difficile

Uno degli argomenti al quale difficilmente riesco a trovare un senso è l’atteggiamento che abbiamo in italia nei confronti degli stranieri in generale e di qualche nazionalitĂ  in particolare tipo albanesi o arabi, io, prima di fare il clown, facevo il cuoco e sono stato a lavorare tre o quattro volte all’estero, in Svizzera tedesca. Lì tra un italiano e un dito in un occhio preferiscono di gran lunga il dito nell’occhio ed ho visitato i quartieri dove abitavano italiani e spagnoli avendo fatto amicizia con uno di loro e mi sono praticamente trovato in una specie di ghetto per italiani dove la vita era davvero complicata, lavoravano come matti e avevano davvero poco (sempre di piĂą però degli stranieri in Italia oggi però). Ho provato sulla mia giovane pelle quella strana sensazione di razzismo strisciante (giovane perchè la prima volta avevo 16 anni ed ero solo soletto all’estero), per la strada la gente ti guardava male ed era difficile anche comprare un giornale o andare dal parrucchiere, io che avevo sempre fatto tutto senza problemi mi sono trovato stranito da queste cose che avevo solo sentito raccontare, persone che mi facevano ogni dispetto possibile solo per farlo e basta, penso di non aver mai letto tanto come in quei tre mesi, telefonavo a casa piangendo e dicendo che volevo venire via e i miei mi dicevano che dovevo responsabilizzarmi e mi hanno lasciato a fare tutto da solo (come deve essere stato duro per loro, solo dopo l’ho capito questo) ma mi ha fatto un gran bene, sono riuscito a starci fino alla fine e a imparare anche un sacco di cose, adesso lavorando in ospedale trovo un sacco di stranieri, molti non vogliono neanche parlare con noi perchè terrorizzati, ci sono madri giovani africane che partoriscono e poi si girano di schiena alla porta e non si rigirano che quando vanno via dall’ospedale per non vedere nessuno. Continua a leggere “Un argomento difficile” →

La cucina gialla – diciannove

La cucina gialla
Diciannove
(prosegue da domenica)

Marco si mosse per abbracciare Chiara, ma lei sfuggì al suo abbraccio e corse via piangendo.
Pulce guardò Marco, con gelidi occhi verdi, stretti come fessure, poi la seguì,fuori dalla cucina.
Marco rimase solo, a fissare i soli delle piastrelle: per la prima volta, da quando abitava lì, non sorridevano.
Da un lato sentiva la responsabilità verso il padre, ancora lontano dalla guarigione, dall’altro il dolore che le proprie parole avevano causato a Chiara.
Aveva sentito il piccolo cuore della ragazza, spezzarsi e ora non era più sicuro d’aver fatto la scelta giusta.
Non voleva far soffrire Chiara, ma i suoi genitori avevano bisogno di aiuto, che figlio sarebbe stato se non glielo avesse dato?
Pensò che, alla fine, in ogni modo, qualcuno che amava avrebbe finito col soffrire, dubitando perfino del suo amore.
La brioche, che aveva preso poco prima, gli cadde di mano, non aveva piĂą fame.
Udì i singhiozzi di Chiara, che nella sua stanza ancora piangeva, nonostante Pulce, che si sentiva miagolare fin da lì, cercasse di distrarla in tutti i modi, con moine e carezze.
Si alzò e sentì il bisogno di andare da lei e chiederle scusa.

In quell’istante, un fragore improvviso e il pavimento che tremava sotto i suoi piedi, lo fecero vacillare. Si riprese subito e fece per correre nella camera di Chiara, ma lei l’aveva preceduto e se la trovò tra le braccia, mentre piangeva così forte, da rendere inutile ogni parola di conforto. Non l’avrebbe sentita comunque. Continua a leggere “La cucina gialla – diciannove” →