9 pensieri su “Presentazione Orfana di mia figlia

  1. Intanto ti ringrazio.

    E poi hai un bel viso che dice molto, e un bello sguardo diretto, che dice di più. E poi per quel che ho letto, ne sai scrivere molto bene, sia del tuo viso che del tuo sguardo, e di molto, molto altro ancora.
    In una sorta di esorcismo che aiuta tutti a pensarci sù.
    Ti dirò il resto Morena, quando lo avrò letto tutto, con calma, che per certe cose, si sa, si va come in apnea e ci vogliono polmoni capaci.
    Un abbraccio.
    Silvia

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  2. Anch’io ringrazio te, cara Silvia.
    Mi ha fatto molto piacere averti lì.
    E ci siamo scambiate delle cose mentre parlavo. Io lo so e anche tu.

    Certo, non c’è fretta. Prenditi il tempo che ci vorrà. Che non sia un libro facile ne sono (ahimè) consapevole.

    un abbraccio a te. m.

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  3. Carissima Morena,
    in quel libro che è parte della tua vita, ci parla del tuo sentire che hai innalzato magistralmente dal cuore con tanto sentimento per manifestarlo fuori con tristi evocativi fatidici eventi , ma con giusti sublimi estasianti ricercate parole che come saette arrivano a penetrare il cuore di tanti genitori che come il nostro sa cosa voglia dire varcare quell’impensabile sentiero del grande inaccettabile inesprimibile intollerabile indefinibile incancellabile grande dolore.

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  4. Pensavo di metterci del tempo tra ieri e oggi. Invece una strana inquietudine mi ha preso nel corso della mattinata. Fino ad avere un’urgenza di come quando scappa la pipì, che non si pensa ad altro che a farla, e subito.

    Ti abbraccerei in silenzio perchè il silenzio può contenere tutte le parole di una vita, ma poichè sei lontana, userò le parole, come potrò, per dirti quanto e perchè mi è piaciuto.

    PERCHE’? PERCHE’?

    Già.
    Perchè?
    Anche io ero felice, come non mi capitava da tempo. E non mi è stato portato via il mio eterno, solo il mio presente, che comunque, ora, devo ricostruire. Ho la forza, lo sento. ma non è più come prima. Nulla sarà più come prima. Io lo so.

    Chissà PERCHE’ il dolore ti assale così prepotente ogni volta che si guida. E’ strana questa cosa, me lo chiedo ogni volta. E mi chiedo se e quando finirà questa cosa. Intanto da alcuni mesi porto con me la trousse del trucco perchè non voglio essere in disordine. Lui mi voleva bella. E francamente non m’importa più nè se, nè quando finirà questa cosa. S’impara a pensarsi diversi col tempo, si è diversi, forse migliori.

    Ci siamo scambiate delle cose, è vero. Per quanto riguarda me, una cosa importante la sai già.
    Ora ne conosco tante di te e tutte molto importanti.

    Mi è piaciuto tantissimo lo scandire a clessidra della descrizione dei tuoi sentimenti. “Ogni giorno” scende la sabbia ma fa un mucchietto diverso, più grande, più comprensivo di ogni cosa. E’ lo scandire di una tua nuova vita, di cui non conosci nulla, tranne che porta già tanto insopportabile dolore, senza scadenza.
    Ci si chiede ad ogni granello che cade, se si sarà in grado di sopportarne il peso. Tu lo hai descritto in modo perfetto.

    Mi è piaciuto tantissimo il coraggio e l’amore per la verità e il rispetto verso te stessa: non hai nascosto nulla, nessun indefinito contorno, nessuna ripetuta domanda alla quale inevitabilmente non puoi dare una risposta ma diventa necessario per vivere almeno il provarci. PERCHE’? PERCHE’? Anche di notte, quando manca il respiro, la domanda è imperiosa quanto la rabbia.

    Mi è piaciuto tantissimo riconoscere lo sguardo che ho visto ieri, posato su ogni cosa e su ogni goccia di sangue, che nella sua ammissione di fragilità non si è mai abbassato alla sconfitta e alla perdita. Anche se piangerà fino alla fine dei suoi giorni.

    Mi è piaciuto tantissimo il coraggio dimostrato nel raccontare l’amore immenso che regnava e che regna nella vostra famiglia e di quanto fosse uno scambio arricchente e insostutuibile. Soprattutto questo spiega quanto possa essere difficile sopravvivere senza, mutandolo e reiventandolo in una vita altrettanto preziosa.

    Mi è piaciuto tantissimo che tu abbia parlato dell’AGEOP che ritengo sia un’associazione importante. Mi ha fatto venire voglia di saperne di più e ti ringrazio molto per questo.

    Mi è piaciuto tantissimo il coraggio che hai dimostrato e la capacità di vincere sui conflitti interiori e il senso di pudore e ritrosia che accompagna un’operazione come la tua: raccontare del dolore senza filtri. Non lo fa nessuno e non l’ha fatto nessuno, così. Perchè non hai cercato pietà mai. Nessuna parola del tuo scritto cerca pietà, vuole solo capire se potrà capire, o semplicemente accettare un giorno, senza morirne.

    Mi è piaciuta tantissima questa:

    Per te

    Per quanto splendenti
    possano
    le stelle
    tu più di esse splendi;
    per quanto alte
    possano le montagne
    tu oltre esse t’innalzi;
    per quanto limpida
    possa
    l’acqua
    tu ancor più lo sei;
    per quanto radioso
    possa
    il sole
    tu più di lui sorgi:
    per me.

    Roberto Barabato

    Mi è piaciuto tantissimo l’amore per gli altri e l’amore degli altri, che in modo corale e discreto contornano le tue pagine e tu con loro, ai quali permetti di condividere questa tua nuova vita.

    Alla domanda: “Mamma sono ancora la luce dei tui occhi?” però ho pianto un quarto d’ora, ma questo mi è parso assolutamente inevitabile. Ed è giusto così.
    Forse l’urgenza di leggere questo libro era data anche da questo, piangere insieme, per una cosa che ci porteremo dentro per il resto della nostra vita.
    Questo non significa che non si può più amare altro.

    Solo sulla riflessione del “non mi cercheresti se non mi avessi già trovato”, non sono d’accordo. Ma questa è un’altra storia, di una vita che non è nemmeno cominciata, ma pesa, forse, più che se ci fosse stata.

    Una piccola noticina: sono nata il 5 novembre:)

    Con immenso piacere e con grande stima.
    Sono contenta di averti conosciuta.
    Consiglierò questo libro.
    Un abbraccio
    Silvia

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