La cucina gialla – quattordici

La cucina gialla
Quattordici
(prosegue da domenica)

Anche quel giorno terminò e nella notte, di nuovo il cielo si scatenò sul mondo, urlando tutto la sua rabbia, verso gli esseri umani, che a volte non capivano la vita. Tuoni e fulmini, fino ad arrivare a un’alba livida e silenziosa, in cui si alzò un vento caldo e umido.
Roberta entrò ciabattando e finalmente decisa a mettere fine a quella specie di terremoto che aveva sconvolto la cucina gialla e i suoi abitanti. Si avvicinò al frigo e, con grande decisione e mano ben salda, appiccicò sulla porta del medesimo, quello che a Pulce sembrò una sottiletta di buon formaggio fuso. Il gatto guardò con i verdi occhi brillanti i movimenti di Roberta e non nascose la sua delusione quando lei uscì, silenziosa come era entrata.
Il silenzio era totale e il sole dormiva ancora. Una luce quasi violacea faceva sperare in una giornata migliore. Pulce si alzò e, con un salto agile, salì sul mobile a fianco del frigo. Si allungò fino a portare il suo naso nelle vicinanze di quella che credeva una sottiletta: infatti era quadrata e di colore giallo chiaro, come il formaggio…. ma non odorava!
Pulce annusò ancora e capì che non era quello che pensava. Guardò meglio, allungando il collo, fino a mettere a fuoco l’oggetto del desiderio. Fu molto deluso, quando capì che non era mangereccio. Lo fissò, cercando di interpretare i segni che vedeva: 

 bigliettofrigo

Con un salto, Pulce scese dal mobile e ritornò nella cesta, arrotolandosi in quello che sembrava un vecchio maglione, un tempo azzurro, ora grigiastro come il cielo. Era molto annoiato, e anche affamato, e sperava ardentemente che si alzasse presto qualcuno e gli facesse fare colazione.
Infatti, pochi minuti dopo, sentì il passo leggero di Annalisa e lei entrò in cucina, dirigendosi subito al frigo. Si fermò e staccò il post-it giallo scritto da Roberta e lo guardò come se potesse parlare. Poi lo riattaccò allo sportello del frigo e prese il latte per fare colazione. Riempì la sua tazza, si chinò a riempire la ciotola di Pulce e lui la guardò con affetto.
Uno alla volta, entrarono tutti in cucina e ognuno di loro, lesse il post-it giallo, in silenzio. Nessuno fiatava nella cucina gialla e l’atmosfera era tesa.
Finalmente uscirono tutti e Pulce si sistemò per dormire. Aveva la sensazione di dover approfittare della temporanea solitudine che gli avevano regalato. Sentiva che la serata sarebbe stata burrascosa e che non l’avrebbero lasciato dormire, mentre lui aveva tanto bisogno di riposo.

I primi ad arrivare furono Marco e Alessandro e si sedettero al tavolo in silenzio, in attesa degli avvenimenti. Poi, non avendo effettivamente nulla l’uno contro l’altro, decisero di fare una tregua momentanea e si misero a giocare a battaglia navale.
Erano nel mezzo di una partita molto combattuta, quando sentirono un passo deciso e un fischiettare sommesso che saliva le scale. Si fermarono, guardando verso la porta e così li trovò il sorriso deciso di Max, che portava un sacchetto del droghiere.
“Salve, ragazzi! Come va? Cosa c’è da bere?”
Alessandro era rimasto a bocca aperta e lo fissava. Jeans puliti e una maglietta rossa che sembrava nuova, il viso rasato e l’aria di essere appena uscito dalla doccia, rendevano Max molto somigliante all’amico che credeva di aver perduto. Il sorriso era quello di una volta e gli occhi avevano ritrovato il loro colore: quel misto di verde e azzurro che hanno i sogni più arditi.
“Niente da bere, eh? Neanche una birra? Coca? Aranciata? … insomma che hai da fissarmi così? Se non avete niente da bere, ditelo!”
“Che ti è successo? Da bere c’è. Il frigo è pieno… serviti. Che hai fatto?… ti hanno pubblicato il libro?… insomma! Parla, no!!”
“… che vuoi sapere?… no, niente libro… ah! la birra che preferisco! Che fate? Battaglia navale, eh? I panini li ha ordinati Roberta, dal droghiere qui sotto. Mi ha detto di andarli a prendere, mentre venivo su. Ha detto che stasera non ci sarà tempo di cucinare. E’ decisa a risolvere la situazione una volta per tutte. E lo sapete, che significato ha per lei la parola decisa. Presumo che nessuno si alzerà da questo tavolo, finché non si sarà chiarito tutto e finché non sarete di nuovo tutti amici come prima. Mi sembra una saggia decisione, no?”
Intanto, Max aveva servito una birra anche agli altri, che lo avevano ascoltato in silenzio, troppo sbigottiti per fiatare.
Alessandro bevve un sorso. Era ghiacciata e gli rese l’uso della parola:
“… e… da quando, sei così intimo con Roberta?”

*****
La cucina gialla è una produzione firmata a due colori (per questa puntata ad un solo colore) da Carlo Bramanti e Morena Fanti.  La quindicesima puntata domenica 22 febbraio 2009

13 pensieri su “La cucina gialla – quattordici

  1. ma da quando max è così intimo con roberta ??? ah mi sa che è già stata posta la questione :O) !!! Oh non mi ricordo più niente sulla cucina gialla :O), attendo anch’io questo chiarimento a me medesimo. buona domenica mattina ;o), un abbraccio. carlo

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  2. Eh, ma insomma, che c’è di male ad essere intimi con Roberta?

    Comunque, arrivo qua, penso di trovare chissà cosa e invece rimango ancora di più (dippiù dippiù, direbbe l’Arthur… ), con il fiato sospeso… vuoi mettere che Morena e Carlo si stanno prendendo gioco di noi?

    Siete un po’ sadici, ma confido, confido e nell’attesa, dopo aver rosicchiato tutte le unghia della mano destra, aspetto domenica prossima…

    *** Inszomma, inszomma!!! ***

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  3. Dunque:

    1) I ragazzi delle amiche non si baciano.

    2) Le amiche della propria ragazza non si baciano

    3) Le altre nemmeno

    4) Le amiche non devono né baciare né farsi baciare dal ragazzo della propria amica.

    Si potrebbe aggiungere, anche se qui (ancora) non c’entra niente, ma hai visto mai gli sviluppi:

    5) Non si scodinzola davanti al ragazzo (uomo, compagno) della propria amica.

    6) Non si scodinzola davanti al ragazzo (uomo, compagno) che piace alla nostra amica

    7) In caso contrario non bisogna stupirsi se l’amica non ci ama più come una volta.

    8 ) Non si scodinzola davanti all’amica della nostra ragazza.

    9) Non si scodinzola davanti all’amica della ragazza cui facciamo il filo.

    10) In caso di eccessivo scodinzolamento, da una parte e dall’altra, è lecito il taglio della coda incriminata (da una parte sola).

    *** tremendecalogo in vendita nei migliori negozi ***

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  4. Dunque, alla stessa stregua, si può anche dire,. Mia cara Ragazzuola in codesta maniera:
    1) Le ragazze degli amici si baciano. 🙂
    2) Le amiche della propria ragazza si baciano :))
    3) Le altre tutte. :)))
    4) Le amiche devono baciare e farsi baciare dal ragazzo della propria amica.
    Si potrebbe aggiungere, anche se qui (ancora) non c’entra niente, ma hai visto mai gli sviluppi:
    5) Si scodinzola davanti alla ragazza (donna, compagna) del proprio amico.
    6) Si scodinzola davanti alla ragazza (donna, compagna) che piace del proprio amico.
    7) In questo caso, l’amico ci amerà dippiù.
    8 ) Si deve scodinzolare davanti all’amica della nostra ragazza.
    9) Si deve scodinzolare davanti all’amica della ragazza cui facciamo il filo.
    10) In caso di eccessivo scodinzolamento, da una parte e dall’altra, è lecito continuare a scodinzolare.
    *** Aperdecalogo in vendita nei migliori negozi ***
    Ps: Morena credo sia assente… :)))))))))

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  5. Carissima Lady Ginevra,
    c’è tanta verità anche in questa tua seppur giusta dubbiosa e espressione, perché se ipotizziamo che quell’enorme universo che chiamiamo Dio non poteva essere contenuto, ma frammentato in tanti , come un mare in tante piccole bottiglie allora ogni bottiglia per quando diversificata è la stessa grande acqua. Quindi che sia tutta, una parte o una sola persona di questa umanità è la stessa cosa da un punto di vista dell’insiemistica.

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  6. Ci sono voluti 2000 anni di storia per arrivare solo a parlare di questa fantastica verità per qualcuno, ipotesi o assurdità per altri. Prova solo ad immaginare se ci fosse un po’ di fondamento in questa affermazione.
    *** provaci non è poi così impossibile ***
    *** Ciao Carissima Lady Ginevra ***

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