Favola moderna – Il sorriso

Il sorriso
Racconto in lettere

 

—– Original Message —–
From: meg21
Sent: Tuesday, March 02, 2004 8:37 AM
Subject: ricordi

è quasi un mese che ci scriviamo e non so niente di te. d’altronde neanche tu, sai niente di me.
ieri ho ritrovato un vecchio quaderno, che non vedevo da anni, da molti anni, e te ne riporterò un frammento. chissà se può farti capire qualcosa di me?

“… La marmellata è rosso vivo, quasi trasparente, poi più scura, dove grossi pezzi di ciliegia la rendono più dolce. Ne abbiamo enormi barattoli di metallo e, con un coltello, la peschiamo e la spalmiamo su decine di fette di pane con la crosta scura e una bella mollica bianca e morbida, quasi spugnosa.
Il pomeriggio inizia in quei minuti lenti, che si srotolano nell’ombra della cucina, mentre fuori il sole scalda le lucertole. Facciamo in fretta perché, appena terminato, inizia la pausa: le due ore che dividono il lavoro della mattina, da quello pomeridiano e dobbiamo sfruttarle al meglio.
Spesso, per non sprecare tempo ad andare in spiaggia, ci mettiamo a prendere il sole sul tetto e poi, regolarmente ci addormentiamo, così al risveglio il pizzo delle mutandine è diventato come un tatuaggio sulle natiche bianche.
A Giovanna succede spesso, così ha tutto il sedere decorato come una grata: sembra quella che impedisce la vista delle monache nel convento di clausura. Giovanna ha qualche anno più di noi e ha un comportamento molto disinibito. Ha anche due gran tette, Giovanna, e le mostra con allegra sfrontatezza.
Come è generosa a mostrarsi, lo è anche con gli abiti; così alla sera, è diventato un rito, passare dalla sua camera e scegliere il vestito da indossare. Vestiti che, a turno, indossiamo tutte. I più richiesti sono una gonna marrone, che abbiamo accorciato in un modo molto semplice, piegandola esattamente a metà, e un’altra, lunga fino ai piedi, con un’allacciatura di bottoni bianchi, che noi regolarmente teniamo slacciati…”

non so perché ti faccio leggere queste parole, ma sai che io agisco spesso d’impulso

un bacio
spero di sentirti presto
meg

 

—– Original Message —–
From: paolozan
To: meg21
Sent: Tuesday, March 02, 2004 10:29 AM
Subject: Re: ricordi

 

 

è stupendo, meg, le tue parole hanno risvegliato in me dei ricordi che non credevo neanche di avere
io non ho mai scritto niente in vita mia, così adesso li ripesco dalla mia memoria, come facevi tu con la marmellata…

l’estate era sempre speciale per noi. divertimento assicurato e ragazze a profusione. alla sera andavamo sempre nel viale delle residenze estive, all’ora in cui uscivano le ragazze e cercavamo quelle che… non le più belle, e no, non le più vistose, ma forse quelle che sembravano più allegre.
non mi fraintendere: era proprio l’allegria quella che mi attirava di più. Quel modo di ridere vero, sincero, cristallino… e lo trovai. Quell’estate di tanti anni fa, lo trovai. E’ vero: all’inizio si guardava l’aspetto fisico: le gambe soprattutto. Erano anni in cui imperava la minigonna, oppure, all’eccesso opposto, certe gonne lunghissime, con spacchi e aperture, indossate con camicette strettissime, i cui bottoni sembrava dovessero scoppiare da un momento all’altro.
tutte le sere si cercava di avvicinare le ragazze più carine, oppure quelle che sembravano più simpatiche. quella sera Mario vide una ragazza che conosceva e la chiamò: sembrava molto simpatica ed era in compagnia di un’altra ragazza, più timida e silenziosa, abbastanza carina…
così Mario ed io chiedemmo a lei a alla sua amica, se volevano un passaggio e… sì, grazie… dissero salendo in un guizzo di lunghe gambe abbronzate. lo dissero ridendo, ed io guardai la mia sconosciuta compagna mentre sorrideva: aveva un sorriso così trasparente che avrei voluto berlo.
Infatti, più tardi, sulla spiaggia, mentre ballavamo una canzone morbida come le sue braccia, bevvi quel sorriso e lo sorbii fino all’ultima goccia, fino a quando, con la mano, le toccai le gambe, e lei mi fermò, dolce ma decisa.
… non avevo più pensato a quel sorriso. tu me l’hai fatto ricordare…

grazie, meg
un bacio
a presto
paolo

 

—– Original Message —–
From: meg21
Sent: Wednesday, March 03, 2004 5:50 PM
Subject: sere

 

paolo, è stupefacente come pescare nel barattolo dei ricordi, possa aprire altri barattoli dimenticati in dispensa…
non ricordavo il rito dell’uscita serale, ma è vero. in una cittadina di mare, la sera ci si ritrovava per ballare, ridere e conoscere ragazzi
certo, i ragazzi erano l’argomento principale delle nostre conversazioni
ho trovato qualche appunto anche su questo…

“Alla sera, quando usciamo tutte insieme, nel viale c’è una fila interminabile di macchine, guidate da ragazzi con qualche, o tanti, anni più di noi. Ragazzi che, probabilmente, passano tutte le estati in questo modo: ogni sera cercando di intuire a quale ragazza sia meglio offrire un passaggio.
All’inizio avevo un po’ di timore ad accettare questi passaggi, ma non andiamo mai sole. Poi le altre mi hanno convinta, Giovanna in particolar modo. Lei non deve mai andare a piedi. Alla fine, nessuna di noi lo fa mai. Tutte le sere possiamo scegliere su quale macchina salire e la compagnia dei ragazzi che sono più simpatici…”

avevo cancellato questi episodi dalla mia memoria. non capisco perché. forse perché non ho mai più fatto niente del genere, dopo.
eppure ho conosciuto, quell’estate, un ragazzo che mi aveva colpito particolarmente. una sera sono andata in macchina con lui e un altro… eravamo in quattro, ma non ricordo chi era la mia amica… comunque siamo andati in un bar sulla spiaggia e abbiamo ballato, poi ci siamo seduti su uno sdraio, molto umido e lui mi ha baciato e… poi non l’ho più rivisto
peccato, era molto carino…

siamo in vena di ricordi, in questi giorni… strano, vero? sarà la luna?
buona serata
meg

—– Original Message —–
From: paolozan
To: meg21
Sent: Wednesday, March 03, 2004 23:38 PM
Subject: Re:sere
 

la cercai ancora, tutte le sere. cercai quel sorriso, su quel viale, nel volto di quelle ragazze, che sembravano simili, ma non lo erano. Cercai ancora quella lunga gonna bianca a disegni rossi… erano disegni geometrici, tipo triangoli o altro… Una volta, mi parve di vederla e la rincorsi… ma non era lei. Non fu più lei.
E quel sorriso non l’ho più visto. l’ho cercato ovunque, in ogni luogo in cui sono stato. sono passati tanti anni, ma sono sicuro che lo riconoscerei tra mille, se lo vedessi.
se lo vedessi…

meg, mi hai riportato a quell’episodio e adesso non riesco a togliermelo dalla mente. non penso ad altro. quella ragazza e il suo sorriso…
non credo che riuscirò a dormire, stanotte, ma ora ci proverò, sono troppo stanco, per continuare a fissare questo schermo…

buonanotte
paolo

 

—– Original Message —–
From: meg21
Sent: Thursday, March 04, 2004 1:53 AM
Subject: disegni

 

 stilizzati, non geometrici… Enrico… dico bene? 

quando vuoi
non so se il mio sorriso è ancora come lo ricordi
lo scopriremo insieme

monica

***
Il racconto è del 11 marzo 2004. L’ho ritrovato ieri e lo copio così come è stato scritto allora. E’ una favola moderna in quanto usa il mezzo web. Ha anche una sorta di lieto fine per quanto non fosse questa la cosa che m’interessava mostrare. E’ stato un divertimento ricreare le mail e raccontare in questo modo. Divertimento mio.
Ieri mi sono anche resa conto di quanti racconti o post io abbia scritto sull’argomento internet (blog, mail, pc, web, chat), a dimostrazione di quanto l’argomento mi affascini (cosa di cui non ho mai fatto mistero. Avevo pure iniziato a scriverci un libro su questo. Ma mica ho buttato nulla. I maialini vanno coltivati, cioè nutriti)

Annunci

12 pensieri su “Favola moderna – Il sorriso

  1. Molto bello questo racconto che hai proposto (ri)costruendolo e vestendolo con questo abito insolito, certamente moderno che è appunto lo scambio di mail.
    Mi ricorda un libro che ho letto tempo fa “Scrivimi ancora” di Cecelia Ahern, un libro scritto interamente sotto forma di mail tra Rosie e Alex, i due protagonisti, cui si affiancano poi altre figure, ma il tutto sempre in forma epistolare.

    Ed è certamente una “favola (?) moderna” perchè moderno è il mezzo usato, la rete, che accorcia (ma forse non annulla) le distanze e ci fa sentire così vicini, così “conosciuti” seppur di fatto “sconosciuti”, quando di vicino non c’è proprio niente, se non il pensiero.
    Poi, proprio come nel “gioco dei barattoli” richiamato nel racconto, subentrano e si accavallano ricordi misti a sensazioni nuove, intervallate da déjà-vu ed emozioni che corrono sul filo dei bit e sembrano bucare lo schermo…

    Entrare da lettori in questa corrispondenza privata, è un modo ancor più efficace di rendere avvincente e reale il racconto, perchè credo che tutti, chi più chi meno, possano riconoscersi ed identificarsi in meg21 e paolozan ed in quel loro sorriso.

    Mi piace

  2. Veramente un bel racconto, proposto in una forma singolare e accattivante.
    Il suo lato forte è che stimola il ricordo che ognuno di noi può avere di un certo periodo della sua vita.
    Anche se di moderno c’è solo il mezzo non la sostanza

    So long
    Andrea

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...