Era una magnifica giornata poi si rovinò

Ieri, nel blog di Remo Bassini, ho trovato il link di un’iniziativa e sono andata a curiosare (beh quando si parla di incipit e giochi sono sempre curiosa). Il post dell’iniziativa è questo e il blogger che la promuove è Writer. Leggetelo e seguite il gioco, scrivete, pensate, giocate.
Ho scritto che non posso partecipare perché gli ultimi giorni non sarò qui al pc e quindi non potrei seguire il gioco fino alla fine.
Però appena letto l’incipit mi è venuta un’idea e io mica le butto le idee, anche se a volte si rivelano pessime. Così ho scritto lo stesso anche se non posso partecipare. Il racconto è uscito da solo in pochi minuti ed è un po’ strano. L’unico che l’ha letto in anteprima ha commentato: “ma tu ora scrivi così?”
 “no. non sempre comunque. questo è uscito così”

E così lo pubblico.
[L’elenco di tutti i racconti è qui]

 

“Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima…”
eppure l’aveva fatto. Ma d’altronde, non era stata una sorpresa. Da quando Monia aveva telefonato lui sapeva che sarebbe finita così. Sapeva che avrebbero scopato. E questo avrebbe rovinato per sempre il loro rapporto e avrebbe rovinato pure quello con sua moglie, ovvio, ma questo non sembrava importante quando c’era Monia nelle vicinanze. Nulla di strano, l’attrazione era sempre stata fulminante tra loro. Ogni tanto provavano a stare lontani, chissà perché poi, ma appena si risentivano anche per telefono, facevano scintille. E’ che lei glielo faceva diventare duro anche solo parlando.
Era sempre stato così fin dall’inizio, da quando chattavano. Stava scrivendo e all’improvviso gli diventava duro come il marmo. Una sorpresa per lui, visto che erano settimane che non pensava al sesso.
Diavolo d’una donna, che cazzo gli faceva?
Anche la sera prima, lei si era presentata con un abito tutto perbene, al ginocchio, molto bon ton, e lui aveva respirato di sollievo: una serata tranquilla per rivivere i bei tempi.
Ma mentre erano al tavolo e parlavano del vino da scegliere lei si era avvicinata al suo orecchio e aveva sussurrato: “Non ho le mutande” e lui non aveva più capito la differenza tra Refosco dal Peduncolo Rosso e Barolo.
Così aveva ordinato ambedue: due bottiglie tra le più costose del ristorante e, quando aveva pagato il conto, aveva scoperto che il tetto della carta di credito si era sfondato, ma nel frattempo si era bevuto quasi tutto il vino e non capiva cosa diceva il cameriere. In qualche modo, tra tutti e due, avevano trovato i soldi per pagare il conto ed erano usciti, ma lui ormai era troppo brillo per apprezzare la mancanza di biancheria di lei.
La serata si era rovinata, lui si era rovinato lo stomaco e il portafoglio, e l’aveva riportata a casa, o almeno lo credeva, visto che ora aveva aperto gli occhi su quello scenario magnifico di vette innevate ed era in auto, da solo.
In quel momento arrivò un gemito dal sedile posteriore. Si girò di scatto: Monia era sdraiata sul sedile, vestita o così pareva, e semiaddormentata a giudicare dai movimenti che iniziava a fare proprio in quel momento.
Che è successo? Proprio non ricordava nulla. Guardò le montagne. La neve rendeva tutto più bianco e più pulito. Allora perché non si sentiva bene? Lo stomaco si rivoltava e mandava gemiti più forti di quelli della donna.
Si allungò per sentire come stava. La sfiorò e le spostò i capelli che sembravano umidi e che le coprivano il volto. Il suo urlo rimbombò nell’abitacolo dell’auto e le cime innevate ne furono sconvolte.
Il volto di Monia era una maschera di sangue e lei respirava appena.
Come era arrivato lì? Non ricordava nulla ma una cosa la sapeva: la sera prima si era rovinato del tutto.

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65 pensieri su “Era una magnifica giornata poi si rovinò

  1. E rileggendolo con il senno del giorno dopo, ho capito cosa mi ha influenzato nella scrittura. Non nello stile e nel linguaggio, che mi sembrano da investigatore americano anni ’50, ma nella storia.
    Bene, ho detto che ho capito, mica che ve l’avrei detto 😉

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  2. Oltre a chi guida dovrebbero proibire di bere anche a chi vuol fare sesso. Non trovo congruenza tra il grande desiderio di sesso e l’opzione per il vino. Sborgnarsi così con due sole bottiglie, significa che non hai mai fatto l’alpino. Non ho capito se la scopata c’è poi stata, comunque assolverei il sesso come rovinatore di rapporti.

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  3. Morena, il tuo contributo è interessante. Innanzi tutto, parti dall’incipit (e non è così scontato, visto che altri l’hanno bellamente ignorato). Strizzi l’occhio alla narrativa noir alla Chandler e lasci il finale sospeso. La storia è godibile. Un solo appunto: avresti forse dovuto fornire qualche altro dettaglio, elaborare un po’ più la trama. Lasci il lettore sul più bello e ci si chiede “e allora? Cosa è successo a Monia? E lui che ha fatto?” Mi piacciono i finali aperti, ma questo pare un po’ anticipato rispetto allo svolgimento della vicenda. ciao. W.

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  4. @ Writer
    grazie di aver inserito il mio racconto nell’iniziativa.
    poi passerò a leggere tutti finché posso.

    ecco, la storia: sembra tirata via ma è così come è nata. non ho elaborato nulla. avrei dovuto forse. non so. al momento mi è sembrata l’unica cosa possibile, come se si fosse scritta da sola.
    Monia comunque morirà. è in fin di vita quando lui la sente.
    e lui chiamerà l’ambulanza e poi la polizia. è rovinato. come abbiamo detto all’inizio.
    se si fosse limitato al sesso si sarebbe rovinato ‘solo’ il matrimonio, ma probabilmente qualcosa gli è sfuggito e si è fatto prendere la mano dagli eventi.

    beh, ho scritto un commento più lungo del racconto.

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  5. Complimenti. Mi è piaciuto. Mi ha presa! scorrevole, e ti fa venire la voglia di sapere cosa succederà.
    I miei complimenti sono sinceri; il mio rapporto con la lettura è pessimo… mi mangio le lettere… quando leggo.
    Brava.
    Ciao
    Roberta_dgl8

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  6. complimenti…piacevole lettura. Finale da elaborare secondo le esigenze personali. Lei morirà, ma lui che cosa le ha fatto? e perchè poi? ubriaco? no…non credo…attendo altra storia. Grazie

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  7. ma ora tu scrivi così? 😛
    eheh te l’ho già detto secondo me ci sta parecchio! 🙂
    ah ho una proposta da farti quando ci vediamo online…
    per anticipazioni puoi guardare sul mio blog! Ti adoro!

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  8. Ho letto la storia e ho letto i commenti e mi chiedevo come mai ti chiedessero se adesso scrivevi così…

    Forse ha ragione in qualche modo Writer, ma non voglio dare un giudizio, perché mi sembrerebbe di sciupare la spontaneità di questo tuo racconto che, per tua ammissione si è quasi scritto da solo e… beh, a me è piaciuto, forse perché ci ho visto anche questa spontaneità e la storia comunque si legge tutta d’un fiato e poi, con questo noir in sottofondo, hai stimolato una mia vecchia passione per quelli che generalmente vengono considerati di seconda categoria (dai profani… ), i romanzi gialli.

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  9. Eh già, chissà perchè di fronte ad un linguaggio e ad argomenti dipinti a tinte appena più forti, ci si stupisce.
    Se poi quegli argomenti riguardano sessualità, sensualità, passioni, istinti, allora lo stupore è ancor più evidente e sembra quasi di vederle indietreggiare le persone.
    Sarà forse perchè ognuno leggendo abitualmente una persona si fa un’idea dentro di sè, un’immagine in base ai toni ed allo stile che normalmente viene usato e che contraddistingue (nella nostra testa) quella persona.
    Che poi magari è tutt’altro e non corrisponde al nostro “ideale” e meno male! le persone non si finisce mai di conoscerle, figuriamoci se basta leggerle più o meno dentro o fuori le righe, dalle pagine di un qualsiasi blog.

    Comunque, al di là di questo discorso, a me è piaciuto ciò che hai scritto, non mi sono sentita “turbata” nè dai toni “noir” del pezzo, nè dal linguaggio, anche perchè lo trovo assolutamente funzionale al tipo di racconto.
    Sul finale “aperto” posso solo dire che risponde ai miei gusti personali, non mi piace spiegare troppo, preferisco che ognuno ci veda ciò che vuole e magari prosegua a modo suo.

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  10. @ onice, roberta, daniela

    grazie. i complimenti sono sempre graditi. mi spingono a scrivere ancora. speriamo sia un bene 🙂
    per un’altra storia vedremo. aspetto incipit invoglianti come questo.

    @ gavry
    😉 grazie.
    in quanto al resto parliamone. con calma però

    @ arthur
    concordo con te sui romanzi ‘gialli’ che non trovo affatto siano un ‘genere’ minore. anzi. prima o poi ne scriverò uno anch’io (forse)
    sulla spontaneità sono d’accordo. il racconto è uscito così. capisco anch’io che potrebbe essere meglio, e che potrebbe avere altri sbocchi, ma mi piace così. è lui. potrebbe essere di dieci pagine ma sarebbe un altro racconto.
    in fin dei conti, credo che lo stesso discorso valga per gli uomini, no? potrebbe essere più gentile e premuroso. certo, ma non sarebbe lui, no? 🙂

    @ elle
    ottime osservazioni cara. tu non sai quanto mi stuzzichi questo discorso. non ti rispondo in dettaglio perché spero di trovare il tempo di scriverci un post su questo argomento. grazie

    @ relear
    grazie anche a te dell’attenta lettura. sentire che il mio racconto viene definito noir mi piace un sacco

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  11. Si legge d’un fiato (stavo per scrivere “si beve…”) e il finale aperto mi piace! Già l’incipit era stabilito. Un punto di partenza, un riferimento come una “regola del gioco” ci vuole, se, come mi sembra, non c’è tanta fiducia nelle proprie corde narrative…. ma direi che sarebbe un peccato non continuare a scrivere così 🙂
    BRAVA!!!

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  12. Come dice elle, a volte di una persona ci si fa un’idea e si rimane disorientati quando si scopre che questa usa altri registri. E’ un po’ come andare a sentire Cristina D’Avena per poi trovarla che impegna le corde vocali in improvvisazioni jazz. Oppure il contrario, scoprire che anche Placido domingo canta le ninna nanne.
    Ma a me piacciono queste uscite dagli schemi: qualsiasi artista, scrittore, musicista non può mai essere sempre uguale, altrimenti diventa puro lavoro e non ricerca.
    E poi si ha l’assurda convinzione che quanto è scritto siano i veri pensieri dell’autore, come se non esistesse la finzione, la pura creazione.
    A parte questo, trovo il racconto avvincente, interessante, e non mi soffermerei tanto sul finale: chiuso o aperto la sostanza non cambia. Secondo me potevi anche tirarlo di più, andare avanti per due o tre pagine e non ci avresti annoiato.
    Quello che mi ha colpito è un altro particolare.
    “E’ che lei glielo faceva diventare duro anche solo parlando.”
    Ho riscontrato anche in altre scritture femminili quest’idea che l’uomo possa avere erezioni impensabili, improvvise ma penso che si tratti di un’errata convinzione. Insomma, non credo che la voce abbia questo potere. Altrimenti potremo brevettare la voce di Monia, e sai che successo!

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  13. @Pan: mi hai fatto ridere come un matto, soprattutto per questa tua difesa dell’onore maschile… 🙂

    E comunque, credo che se Morena ha usato questa espressione, si sarà pure documentata, o no? :))))))))))))

    *** Mannagg… l’ho detto! ***

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  14. Arthur, non voglio difendere nessuno. Magari è proprio così, come dice Morena. Però io ho avuto questa impressione leggendo varie autrici, cioè vengono attribuiti all’uomo dei pensieri o emozioni che di solito io non ho mai provato.

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  15. @ pani
    avrei una bellissima battuta per risponderti ma sarebbe, appunto, una battuta, quindi non la dirò.

    ” E’ che lei glielo faceva diventare duro anche solo parlando”.
    Significa non per il tono di voce. non solo, comunque.
    Così è più plausibile?

    Sul resto concordo in toto su quanto affermi, parlando di scrittura e dei vari registri possibili. A me piace sperimentare. Comunque questo racconto si è scritto da solo. Non mi sono detta ‘uso questo stile’ o scrivo queste parole. così è uscito.

    e, tanto per dire, su vdbd alla data di ieri è uscito il mio “il pizzo non paga”, molto diverso da questo racconto. Se volete approfittare

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  16. è iniziata una nuova giornata, “lui” sa che qualcosa è cambiato irrimediabilmente nella sua vita, non ha capito nulla degli avvenimenti del giorno prima, ma non ne è pentito…è frastornato, cerca di raccapezzarsi per darsi una spiegazione…l’atto di sfiorarla è delicato, ma non dimostra di essere preoccupato per lei…chissà…

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  17. Sì, ma questo è scemo. Monia si presenta a lui, gli dice che praticamente…. ci siamo capiti, che non aspetta altro, e lui che fa? Si scola due bottiglie di vino. E poi non sa che ha fatto, se l’ha ammazzata o no. Ma ‘sto tale, al mattino, che mangia, pane & volpe?? Comunque, complimenti per il raccontino. E lui, lo schiaffano in gattabuia oppure lo prendono in giro a vita per non aver fatto…. ci siamo capiti che cosa?

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  18. Le cose non sono mai come appaiono. Un incontro galante che sfuma e si perde nella nebulosità del ricordo di lui, pronto al “carpe diem” anche se solo virtualmente. Una lei trasgressiva e intrigante che da cacciatrice diventa preda. Una quotidianità estremamente presente nei particolari, oggetti e sensazioni citati, dalla carta di credito oramai svuotata alla sensazione, forte, di malessere e sofferenza fisica di entrambi.
    Che ne diresti di proporci un epilogo?
    Buona serata.

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  19. Imprudente la Monia a girar senza mutande…il freddo è micidiale sulle vette innevate… peggio per lei, d’altra parte uno che non capisce la differenza tra il Refosco dal Peduncolo rosso e il Barolo meglio lasciarlo perdere! 🙂 piacevolmente scorrevole. Eva

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  20. Grazie a tutti per i bellissimi commenti. Sono contenta che il racconto abbia suscitato tante idee e pensieri. Non è escluso che possa esserci un seguito, oppure un racconto più corposo che mostri altri aspetti della vicenda. Ora non riesco ma più avanti chissà.
    Grazie della lettura e a Writer grazie della bella idea e del divertimento.

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  21. hhhaaa finalmente qualcuna che parla di sesso!!!!! Sembra di essere in un collegio di suore in questa community : o totalmente maiali o totalmente santi!!!! Una sana via di mezzo ci sarebbe?????Vorrei commentare ciò che hanno detto pani e Artur…guardate che non siamo noi donne ad immaginare certe cose…..siete voi uomini che le sparate grosse!!!!premetto che non frequento nè maniaci nè scaricatori di porto, ma gente educata e rispettosa, nè leggo o guardo roba porno eppure quella frase me l’hanno detta più di qualche volta……quindi datevi una regolata voi maschietti!!!!!!!

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  22. mah…io non credo nelle distinzioni nette e quindi mi trovo molto lontano dagli stereotipi che propone Rinnegata. NOn credo nell’uomo “Porco” e neppure nella donna “santarellina”. Sai cosa c’è…forse l’uomo ha paura a vantarsi delle offerte scandalose ricevute da una donna, paura di sentirsi preda e non cacciatore, paura di perdere questa prerogativa.
    In definitiva, uomo e donna, per me porci e santi lo sono in egual maniera.

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  23. Non so come scrivi di solito e come sei, ma questo racconto è simpatico. Anche l’idea è bella, un pò noir. Comunque con un finale meno drammatico a me capitò una volta di dover riaccompagnare a casa (sbronzo) un cascamorto che era convinto che da ubriaca non avrei opposto resistenza… ahahahaaaa…che storia…

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  24. Fantastico! Non solo potrei leggere una versione più lunga, ma, visto lo stile, anche un libro intero! Mi piace comuque l’idea del finale aperto! Hai talmente reso interessanti i personaggi che è facile immedesimarsi e pensare ad un finale!

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  25. Caro Pan,
    avendo tanti amici uomini che mi hanno fatto l’onore di confidarsi, devo dire che la realtà supera la fantasia.

    E’ impensabile quello che rende i pantaloni di un uomo immediatamente troppo stretti! Ogni tanto, a saperlo, mi viene da ridere, altre volte mi sento a disagio (a me hanno detto che è eccitante persino il modo in cui mi tolgo il cappotto, e ho detto tutto… ), e comunque continuo a stupirmi per quello che provoca in certi uomini, in certi momenti, repentine erezioni.

    Tante volte ho pensato che mi piacerebbe essere un uomo per una settimana (non di più per carità!) per capire cosa si prova ad esserlo, e come ci si sente con una bella erezione, che si presenta all’improvviso magari in momenti poco consoni 😆

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  26. uh! La realtà supera sempre la fantasia, prima o poi. Io sono testardo e resto della mia equilibrata opinione, suffragata anche da mia moglie che una sera mi ha detto:
    “La nostra vicina ha invitato a cena le sue colleghe d’ufficio…sono sul terrazzo che cenano. Be’…non avrei mai pensato che le donne potessero parlare così”.
    Donne normali, donne qualunque…insomma, io ho ricevuto più offerte scandalose di quante ne abbia fatte. Boh…forse non faccio statistica.

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  27. alla fine, io credo che il discorso si colleghi benissimo anche alle mie “etichette”. le persone non sono bottiglie che contengono alimenti, cibi o altro ben classificabile. In ognuno di noi ci sono tante componenti e possiamo essere diversi se ci rapportiamo con persone diverse.

    ma… questo era comunque solo un racconto.
    e
    un racconto è un racconto è un racconto è un racconto…

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  28. Mi hai preceduto… pure la moglie di Pan è una donna, eppure “non avrebbe mai pensato che”.

    Non è che il Padreterno abbia due stampi, uno per gli uomini e uno per le donne, per cui gli uomini così e le donne colà…

    *** E poi, il post delle etichette è l’altro… ***

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  29. oh, finalmente! E’ proprio così, non è che ci siano due stampi e basta, così come non esiste solo il bianco e il nero, si e no, vero e falso, spic e span…
    Però nei racconti si può fare quello che si vuole. E’ questo il bello!

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  30. Carissima Lady Ginevra,
    tutte le risposte sono già dentro il tuo forte cuore che contiene il tuo ribelle/amorevole spirito immortale.
    Un piccolo già provato suggerimento:
    Fermatevi, fermatevi per un istante, in un posto tranquillo, chiudete gli occhi, frenate il respiro, respirate piano, piano, mantenete questa consapevolezza mentre respiri, frena la mente, non pensare a niente, fissate qualcosa senza badarci come nel vuoto, lasciati trasportare dalle sensazioni che partono dal tuo cuore, cercale, cercale, trovale e poi seguile a ritroso fino alla fonte, là dove nascono per propagarsi, là c’è la tua anima che può connettersi con tutto il manifesto e l’immanifesto universo.
    Affettuosamente
    Raffaele

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  31. Oops… Rinnegata, mi sfugge una cosetta, cosa avrei detto di cosi tanto criticabile, da meritarmi una simile strigliata?

    Vieni a leggere questo mio post e così capirai cosa penso io della sensualità… (http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/01/29/un-soffio/ ) (scusa Morena, mi faccio un po’ di pubblicità… )

    Comunque, lungi dall’essere questa una comunità di bacchettoni; vogliamo parlare di sesso? Ebbene, sia, e mi sa che presto questa comunità si sveglierà da questo torpore e… mannaggia, saranno fuochi d’artificio!!! :)))))))))))))))

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  32. Perchè giocare con tante belle virtuali parole quando invece la relatà si mostra nei suoi naturali aspetti fondamentali, l’eterno maschile e l’eterno femminile.

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  33. Bello il racconto… dal linguaggio forte che ti tiene incollato al monitor… certo che lui con una tipa a quanto pare molto disponibile va pure ad ubriacarsi… e poi l’unica cosa certa è che l’ha ammazzata… sesso estremo??? Buona serata

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  34. A me il tuo testo è piaciuto molto, forse perchè amo il genere noir a cui l’ho subito avvicinato. Non concordo questa volta con Writer, non serve sapere che sia successo davvero a Monia, anzi, il finle non finale lascia spazio alla fantasia di chi legge. Sesso assolto, sempre, vino buono, ma poco, sempre, giusto per non cobinare guai…Un sorriso

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  35. La storia ha uno sviluppo inaspettato e piacevole almeno per il lettore. Lo stile che in un primo momento sembrava semplice, semplicistico adagio adagio nella lettura si scopre non solo adatto, ma quasi necessario. Il difetto forse è che tutto avviene cosi velocemente senza quasi esserci una vera storia da narrarre. Sì è vero che il protagonista è ampiamente in uno stato confusionale, ma questo forse avrebbe dovuto portare ad emergere qualche particolare in più che avrebbero dato maggior spessore alal trama. Saluti

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