La cucina gialla – dodici

La cucina gialla
Dodici

(prosegue da domenica)

Pulce, scosso dal grido di Annalisa, s’alzò un metro da terra, come se sotto gli avessero messo un candelotto di dinamite.
Restò scioccato per qualche minuto, col pelo drizzato fin nella punta della coda, poi il pelo si abbassò e il cuore tornò a battere regolarmente.
Quando comprese cos’era successo si diresse, rabbioso, verso l’odiato Luciano: afferrò con la bocca i lacci delle sue scarpe cucite a mano, con l’intenzione di legarli insieme per farlo cadere, ma non ci riuscì; provò a mollargli anche un morso nella scarpa ma era tremendamente dura e si fece male a un dente. Decise così che la cosa più giusta fosse una temporanea ritirata strategica e si sedette davanti ad Annalisa, che era pallida in viso e agitatissima. L’avrebbe protetta lui da quell’energumeno, a costo anche di rimetterci una delle sue sette vite.
Annalisa tremava e urlava contro Luciano che provava a discolparsi, con un fiume di parole senza senso.
“Sei un bastardo ” gli diceva, gli occhi in lacrime e i pugni chiusi.
Chiara si era messa in un angolo della cucina, non fiatava, sarebbe voluta fuggire da quella situazione ma si sentiva come paralizzata, non riusciva a muoversi d’un solo millimetro.
La confusione divenne totale quando entrarono Marco e Roberta, che avevano salito di corsa le scale, sentendo quelle urla che sembravano di dolore. Appena arrivati compresero che era molto peggio di quello che avevano pensato. Roberta fulminò con lo sguardo Luciano e abbracciò Annalisa, mentre Marco si precipitò da Chiara che scoppiò in singhiozzi. Il caos era indescrivibile. Pulce, vedendo che Annalisa non era più sola, decise di filarsela e si rifugiò in camera di Chiara, la sua preferita per via del profumo di pesce fritto. Detestava il rumore, lui! Possibile che in quella sua cucina non si potesse stare tranquilli neanche un attimo?? Se non fossi così affezionato alle ragazze, potrei perfino andarmene… aspetterò qui che torni la tranquillità…
Cercò di sdraiarsi su un accappatoio giallo che era sulla vecchia poltrona a fiori, ma era agitato. Non riusciva a stare fermo. I baffi vibrarono, fra le urla di Annalisa e di Marco, e la poltrona tremò sotto la coda di Pulce…

Finalmente la casa cessò di tremare e Alessandro, arrivato dopo aver portato a casa Max, trovò tutti i suoi amici sconvolti e impauriti, nella cucina che ora non sembrava più gialla. Le ragazze erano in lacrime e tutti parlavano contemporaneamente. Solo la presenza di Luciano gli sembrò strana in quell’atmosfera. Alessandro notò a malapena che nessuno lo salutò. Vide che in mezzo alle lacrime c’era qualcos’altro. Sentì uno strano freddo, passare sotto il suo maglione azzurro e cancellare il magico pomeriggio appena trascorso.

“Dio mio, che paura! Avete sentito? Ha tremato tutto. ”
Max aveva telefonato subito ad Alessandro che, in cuciva, stava cercando ancora di capire cosa fosse successo ad Annalisa. Luciano aveva approfittato del caos susseguente alla scossa per sgattaiolare fuori e togliersi così dall’imbarazzante situazione.
Pulce era ancora supino sulla vecchia poltrona a fiori, con le zampe sopra la testa, per la paura.
Non era stata una scossa forte, ma per i ragazzi della cucina gialla e per Pulce era stata anche la prima della loro vita. E, forse, non sarebbe stata l’ultima.
Nella vita ad un tratto tutto trema e se non hai un po’ di fortuna e non stai attento puoi anche rimanere schiacciato dalle tue stesse mura… Come neve al sole, anche le certezze e gli affetti si sciolgono…
Quando Ale capì che le lacrime di Annalisa erano state causate dal comportamente di Luciano, si mosse per andare fuori, con l’intenzione di trovare e menare Luciano, ma Roberta corse a fermarlo.
“Così non risolvi nulla Ale, stai calmo. Niente botte…per ora. Penseremo poi, a sistemare Luciano.”, e baciò in fronte Annalisa, che ancora piangeva.
Pulce sentì che ancora tanto doveva accadere e si acciambellò nella cesta, sognando una cucina gialla finalmente tranquilla.

***************

La cucina gialla è una produzione firmata a due colori da Carlo Bramanti e Morena Fanti.  La tredicesima puntata domenica 8 febbraio 2009

14 pensieri su “La cucina gialla – dodici

  1. E che vuol dire “La tredicesima puntata domenica 8 febbraio 2009”? Vogliamo l’ora esatta!!!
    Ormai la guerra tra me ed Arthur per la lettura delle tue puntate è all’ultimo sangue, senza esclusione di colpi, e io non posso svegliarmi ogni domenica alle cinque e iniziare a fare F5, F5, F5… a volte non mi sembro normale… ma solo a volte, è un dubbio che allontano subito… 😆

    Torniamo a bomba: Luciano è il classico uomo che rovina la piazza a tutti gli altri. Io capisco che quando orde di donne dal cuore infranto si scatenano dicendo “gli uomini” hanno in mente i vari Luciano: anch’io ho avuto il mio

    Insomma, proprio sotto gli occhi gliela vai a fare? E perché Alessandro è stato femato? Con le botte non si risolve niente? Ma vuoi mettere la soddisfazione!!!

    Secondo me gliele dovevano dare tutti (ve la ricordate la famosa barzelletta? “Tre contro cento, tre contro cento!”. “E come è andata a finire?” “Li abbiamo massacrati tutti e tre!”).

    Chiara, Annalisa, Marco, Alessandro, Pulce… tutti addosso al vigliaccone! (che si è defilato…. che voltastomaco! Comunque questi “latin lovers” sono fatti con lo stampino)

    Bene, io per entrare in sintonia con la cucina gialla, mi sto sorseggiando la mia tazza di caffé poggiata su un vassoietto (la tazza, non io… ) sul mio lenzuolo giallo (giuro che è vero), essendo l’unica superficie sgombra in tutta casa.

    Ci riaggiorniamo a domenica prossima: io vado nella cucina del Taaf, che non è gialla, in compenso vi incontrerò un bel fusto che mi sbaciucchierà alla grande, mentre dal retro uscirà Arthur che, venendo per una volta meno alla sua algida allure, con in mano un matterello urlerà come impazzito correndo per tutto il locale tentando di raggiungermi…

    Dramma della gelosia?

    No, è solo per non essere arrivato prima stamattina nella cucina gialla! 😆

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  2. Presi da quell’altro di terremoto, chi poteva accorgersi di scosse sismiche di ben minore entità!

    E poi, perché non hanno beccato Luciano, altrimenti… pure le scosse dell’ottavo grado sarebbero passate inosservate (oops inascoltate… inavvertite… )

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  3. Eddai, cosa ha poi fatto di male il Lucian… ino, ino, ino…

    Mi sa che devo arrivare io a calmare gli animi dei lettori accaniti e un po’ di parte (vedi e leggi May Lady… ).

    Inszomma… in fondo Luciano ha dato un bacio a Chiara che, tranne prove contrarie, prima ci sta e poi si mette a piangere… Mannagg… è stato soltanto una svista, considerato il fatto che Chiara è amica di Annalisa, per la proprietà transitoria (nel senso che transita… ), Luciano si è confuso e così è successo il patatrac…

    E poi, (mannagg… agli autori… ), ma proprio in quel momento doveva entrare Annalisa?

    Quando si dice la sfiga!

    Guardi… e poi quell’Ale che subito vuole menare le mani… Brava Roberta, anche se ho l’impressione che la ragazza in questione ha in mente qualcos’altro…

    Evvabè, buona domenica!

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  4. E chi non pista Luciano peste lo colga!

    E siccome siete ormai abituati alle rime…

    e il labbro infame per sempre gli dolga!

    Se illude ancora una donna innocente,
    gli vengan le carie a due a due per dente.

    E Chiara (che amica!) che invece ci sta
    insieme a Luciano l’annamo a pista’!

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  5. maddaiiii sei proprio tu?
    non sai quante volte ti ho nominato negli ultimi giorni. sto preparando un lavoro sul rapporto tra i ragazzi e il web e ti ho citato molte volte. e ora tu compari qui 🙂
    bellissimo. vengo a vedere il nuovo blog.
    msn? è un secolo che non lo apro. e poi tu non c’eri mai.
    magari oggi lo spolvero eh? 😉 kiss

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  6. Io, se sono “colta di sorpresa” da uno che non mi piace, faccio in tempo a riempirgli il muso di sganassoni prima che ancora realizzi da dove gli arrivano; se invece mi piace… potrei essere colta da uno stupore che rallenta i tempi di reazione…

    Come si suol dire “Signore, se lui non fa per me, fa in modo che io me ne accorga DOPO!”

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