La cucina gialla – quattro

La cucina gialla
Quattro

(prosegue da domenica)

Quando Marco udì lo sbadiglio e i passi di Chiara, si precipitò verso il rubinetto e l’aprì.
L’acqua calda tardò ad uscire, preceduta da un flusso di luce rosata, che il ragazzo, senza vedere, raccolse e portò al viso. Con l’acqua venata di luce e raccolta nel cavo delle mani, provò a lavare le tracce del pianto, senza riuscirvi.
“Saresti un pessimo ladro, Marco, fai troppo rumore. Visto che mi hai svegliata ho pensato di fare uno spuntino”, Chiara sorrise, dentro il suo pigiama troppo largo a fiori gialli e blu, e accese la luce.
Comprese subito che qualcosa non andava, lo lesse nei suoi occhi, che quella notte erano un libro, involontariamente aperto sulla pagina stropicciata del dolore.
Non sarebbe stato facile farlo parlare, pensò; era un testone, uno di quei ragazzi che si ostinava a tenere le proprie emozioni e il proprio dolore per sè, Chiara questo lo sapeva bene. Decise tuttavia di provare, pronta a scardinare ogni sua difesa. Continua a leggere “La cucina gialla – quattro” →