Legame d’amore

Ti amo. Lo sai, vero?
Non puoi non saperlo. Lo vedi da come ti appartengo.
Non posso smettere di guardarti pensarti sfiorarti desiderarti sognarti volerti pretenderti.
Non so starti lontano. Mi sei indispensabile. E anch’io lo sono per te.
Non riesci ad allontanarti da me e dai miei desideri, come una vera schiava d’amore. Schiava e Dea del mio desiderio, e artefice del mio amore.
Mi piace tutto di te. Il tuo corpo sa di calore trattenuto e di notti insonni. Vorrei prenderti tra le braccia e mettere la testa sulla tua spalla e stare lì mentre il sole scende dietro le finestre. Poi sarebbe una danza lenta e dolce, passi di avvicinamento e dita allungate, pelle sottile e tesa nel bisogno e nel desiderio, e palmi curvi a cercare l’altro e occhi sempre più scuri e bocche socchiuse e lingue umide.
Oppure no. Sarebbe una presa forte sulle braccia fino a spingerti con furia contro la parete e tenerti mentre ti bacio frugando la tua bocca con ansia e fame troppo vecchia per ricordarne l’inizio, le mani sulla tua schiena a premere le vertebre e scorrerne il profilo: carne su ossa e sangue sotto la pelle.
Dio quanto ti amo!
Il mio cuore era morto ruvido e aspro, e ora è lucido vivo pulsante, levigato dalla tua voce che infrange sillabe e diluisce vocali, nel tumulto del mondo che scorre dentro noi e sotto noi, mentre le tue gambe si intrecciano al mio stomaco e ai reni e tu sei sangue e sudore e vene.
E io so che non posso più stare senza di te. Io non sono nulla senza te e non farò mai a meno di te. Mai!
Stai tranquilla, io non ti lascerò mai sola.
E ora buonanotte tesoro mio. Ti amo tanto. 

L’uomo si chinò a baciare la fronte della ragazza con una tenerezza infinita, poi le accarezzò il viso guardandole gli occhi verdi, l’unica cosa che spuntava dal bavaglio che le impediva di urlare. Infine si rialzò e controllò le catene attorno alle caviglie prima di uscire spegnendo la luce.
Il rumore del lucchetto alla porta fu l’ultima cosa che la ragazza udì.

già pubblicato qui

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4 pensieri su “Legame d’amore

  1. grr…che fastidio! Non so se apprezzare la poesia che precede la chiusa finale, se odiare il finale che spezza l’incantesimo, se amare o rifiutare tutto.
    Ecco, piacevole e fastidioso come il prurito.

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  2. @ pani
    io amo la parte iniziale. La chiusa l’ho scritta per dare una sterzata improvvisa e perché ben si armonizza con il blog di enrico gregori, dove il racconto è stato pubblicato.
    è solo un giocare con le parole e con le situazioni.

    @ DM
    ed è anche vero che certe cose esistono e che potrebbe essere una scena possibile.

    grazie della lettura e dei commenti. io credo che cambiando sito alla pubblicazione di un racconto si colgano sfumature diverse.

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  3. Mi è piaciuto,come tutto ciò che fluisce e sorprende..
    e mentre pensi che sia tutto lì e aspetti lo sfumato splendido lieto fine ..
    arriva la bomba e ricominci a pensare…
    e sotto sotto in cuor tuo quella sorpresa agghiacciante ti “attrae” di più..
    ti piace di più del finale che avevi programmato.
    Un pò come la vita …

    ***ovviamente al di là di quell lucchetto***

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