Il tempo di una ‘bionda’

“Gli uomini vogliono sempre baciarmi.” disse Margie accendendo la prima Camel della giornata e guardando Vera con occhi attenti, in attesa della sua risposta.
“Che c’è di strano? Gli uomini sono fatti così.”
“Che c’è di strano? Io lo trovo molto irritante. Non mi piace che mi si voglia baciare senza conoscermi.” disse Margie mentre respirava a fondo il sapore di tabacco che le pizzicava la lingua.
“Cosa intendi per conoscerti? Se sono insieme a te, ti conoscono, no?” rispose Vera, guardandosi le unghie, laccate con uno smalto rosso, ormai in condizioni disperate. “Dovrei farmi le mani, vero, Margie? … notte di fuoco si chiama questo smalto. L’ho comprato alla drogheria all’angolo… ma di fuoco ormai non c’è più niente qui, neanche il mio Andy…” e Vera rise, sistemando il grosso sedere sul tavolino dove tenevano le scorte dei detersivi.
Era l’ora di pausa e loro venivano sempre nel ripostiglio a fumare e spettegolare un po’. Certi giorni era l’unico momento bello della giornata.
“Non capisci, Vera. Come possono conoscermi se mi hanno appena offerto da bere nel bar di Frank? Il fatto di spendere due dollari per farmi bere, gli dà forse le chiavi della mia anima? Mi conoscono perché dividiamo un bicchiere di whisky scadente?”
“Forse loro pensano di sì, Margie. Forse loro vedono in te una bella donna e tanto gli basta.” Vera si passò le mani sui capelli di un assurdo color rosso, così sbiadito da meritarsi il nome di color topo di fogna, come diceva Andy quando non era del tutto ubriaco, pochissime volte in verità, e tentò una sistemata alle punte, secche e dure.
“Ecco, non dovrebbe bastargli, allora. Non deve bastare un bicchiere di whisky per desiderare di baciare una donna. Non deve bastare per desiderare di baciare me!” Margie aspirò di nuovo il fumo, e si chinò a guardarsi nel vetro rotto dell’armadietto: i capelli neri avevano bisogno della tintura e il rossetto era sbavato.
“Hai ragione, Margie. Tu sei davvero una bella donna, non dovresti baciare tutti gli uomini. Dovresti trovarti un uomo serio e stare in casa alla sera. I bar sono pieni di gente strana…”
“Non sono i bar, Vera. E’ che gli uomini sono tutti strani.” Margie si chinò a passare il dito su una smagliatura delle calze di nylon. Aspirò di nuovo il fumo e lo soffiò fuori con forza. Detestava avere le calze rotte. “Tu mi baceresti? Baceresti una con una smagliatura sulle calze?”
“Sì. Tu sei una bella donna, Margie. Sei dolce e buona. Certo che ti bacerei.”
“Lo vedi? Mi baceresti perché mi conosci, perché sai chi sono.”
Una porta sbatté nel corridoio e Vera saltò dal tavolo con un’agilità sorprendente per il suo culone.
“Il capo. Andiamo. E spegni bene la sigaretta! Ieri per poco incendiavi il cestino.”
Margie spense la sigaretta con il piede e, con un ultimo sguardo alle calze rotte, si avviò verso la porta e gli uffici da pulire.
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