Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto

Tourbillons – grand vase – Lalique

Oggi, guardando le statistiche del blog e i post più cercati, mi sono imbattuta in un mio post datato (sembra ieri ma non lo è) 2015.
La metodologia per la scrittura di un romanzo: be’ mica stavo qui a lucidare i baffi del gatto del vicino.
Qui il primo post, poi il secondo e qui il terzo. Li ho riletti tutti e mi sono detta “perché mai non avrò continuato questi [in]utilissimi post?”
Ed eccomi qui.

Stavamo parlando di documentazione: Continua a leggere “Metodologia per la scrittura di un romanzo – quarto” →

La velocità della cronaca

Tre settimane fa si parlava solo di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, due settimane fa si parlava solo di Villa Inferno e dei festini della Bologna bene (!), questa settimana si parla solo di Willy e della feroce aggressione che l’ha portato alla morte.
La cronaca mangia se stessa: Continua a leggere “La velocità della cronaca” →

Settembre 2020: mai così strano

Oggi inizia uno dei mesi, per me, più belli.
Per molti, settembre rappresenta un inizio, un nuovo svolgimento dell’anno, come fosse un capodanno di quasi autunno.
Spesso, gli altri anni, facevo una scaletta di progetti – non di ‘propositi’ che quelli, si sa, nessuno li porta a compimento – e avevo idee di scrittura (di brevi post, che avete capito).
Questo 2020 ha un po’ tarpato le ali a tutti i progetti, incluso i miei.
A volte mi perdo a ragionare sugli effetti di questa pandemia, di cosa ha provocato nella società: effetti evidenti ne abbiamo sotto gli occhi ma sono i ‘meno evidenti’ quelli che mi spingono alla riflessione. Continua a leggere “Settembre 2020: mai così strano” →

Un agosto pieno di libri

D’estate si legge di più e io quest’anno – ma parlo solo di agosto – credo di avere battuto il mio record.
Non li ho contati, li conto ora insieme a voi:

Il gioco del mai di Jeffery Deaver
Il coltello di Jo Nesbø
L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
Polizia di Jo Nesbø
Il cacciatore silenzioso (ancora da finire ma confido che entro lunedì lo sarà) di Lars Kepler Continua a leggere “Un agosto pieno di libri” →

Quattro personaggi cercano una storia

Quesito molto interessante:
bastano quattro personaggi per formare una storia?

Non crediate che una simile domanda sia balenata nella mia testa da sola. No, la questione nasce dopo la lettura di un post su facebook e specificatamente nel solito gruppo degli ‘scrittori e scrittrici emergenti’. Ecco il post:

Supponiamo che io abbia solo personaggi in testa, ma nessuna storia.
Ho un’ostetrica, una cameriera, un ragazzino, un neonato. Come li metto insieme?

A me ha fatto ridere. Sarebbe molto bello che la visione di quattro personaggi ‘scompagnati’ potesse generare un romanzo.
Non credo sia così che si procede. Oltre al fatto che non devono essere gli altri a suggerirti le storie che scriverai. Se non hai storie, non scrivere. Continua a leggere “Quattro personaggi cercano una storia” →

“Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”

Queste sono le parole pronunciate dal parroco di Terni ai funerali di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, due adolescenti, anche se nella foto dell’articolo io vedo due bambini.
Quindici e sedici anni, grandi amici, sempre insieme. Ma, sempre insieme dove andavano? Cosa facevano?
Le altre sere non so, ma quell’ultima sera pare abbiano comprato una sostanza che credevano codeina e invece era metadone.
Perché l’avranno comprata? Due adolescenti con facce da bambini e con un portafoglio, a detta del fratello di Flavio, sgonfio di soldi.
Il metadone pare sia costato 15 euro e la cifra non è alta, ma Flavio spesso non aveva neppure i 5 euro necessari per comprarsi un panino. Continua a leggere ““Non abbiamo fatto abbastanza, abbandoniamo l’ipocrisia”” →

La sana invidia del blogger

Mi fanno un po’ rabbia ma provo anche una sana invidia verso quei blogger che programmano i loro post da qui all’eternità.
Sono passati anni da quando scrivevo tutti i giorni e avevo sempre qualcosa da dire. Forse “qualcosa da dire” lo avrei ancora: è che non provo l’impulso di raccontarlo.
Ogni volta che mi accorgo di non pubblicare da tanto tempo, mi dico che ricomincerò, poi disattendo le mie stesse promesse.
È strano questo fatto.
E in questi giorni penso spesso alla storia che avevo iniziato a raccontare: l’incipit in questo post e in questo la seconda parte.

Perché, a mio parere, questa storia sarebbe interessante? Continua a leggere “La sana invidia del blogger” →

I racconti del condominio – il pdf

In questi giorni circola la voce (fasulla) che i Maya hanno indicato il 21 giugno 2020 come la vera fine del mondo. Allora ho pensato di finire tutti i progetti iniziati e non lasciare nulla di monco in questo mondo crudele – è vero che se moriamo tutti… -, quindi mi sono sbrigata a terminare la raccolta dei nostri racconti del condominio.
E oggi posso dire che anche il gioco letterario “I racconti del condominio” ha il suo pdf.

Chi non ha seguito tutti i racconti – anche se potevate farlo visto che non avevate niente da fare – può trovare tutto a questo tag.
Questo è l’elenco autori: Continua a leggere “I racconti del condominio – il pdf” →

I racconti del condominio – dodicesimo racconto

 

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Riunione di condominio

Mi affaccio al balcone per guardare il panorama. Sotto di me le aiuole dei giardini sono ben curate, e grandi alberi di magnolie, cedri e pini marittimi formano ombrose macchie di un verde intenso, in lontananza il mare del golfo che da questa distanza sembra anche azzurro.
Sono soddisfatta del mio acquisto, trovare questo appartamento in città, ma così vicino al mare è stato un vero colpo di fortuna.
La casa era stata messa in vendita dalla signora Alma Parodi, ultima erede di una famiglia di costruttori, ma di fatto l’appartamento apparteneva alla cognata, buonanima, la signorina Maria, e poi era andato in eredità al fratello gemello, pace all’anima sua, di cui lei era la vedova. Ora le restava solo Marco, l’unico figlio, “tanto bravo, eh” sottratto al suo affetto da una cubana, neanche bella, con la quale veleggiava in acque lontane e spesso agitate, e un nutrito numero di immobili di cui cercava di disfarsi per mettere il patrimonio al sicuro dalla “cubana”, pare che l’appartenenza geografica l’esentasse dall’avere un nome.
Al momento dell’acquisto, Alma mi aveva pregato di evitarle la fatica di uno sgombero e la nostalgia suscitata da tanti ricordi di famiglia, quindi mi avrebbe lasciato ogni cosa, ma dovevo pensarci io. Continua a leggere “I racconti del condominio – dodicesimo racconto” →

I racconti del condominio – La follia

… segue da qui

È stata una follia. La nostra scusante è che non ne potevamo più. Dell’isolamento, dell’alienazione, della mancanza di rapporti – sociali e non – di non poterci confrontare con altri esseri umani.
I componenti della famiglia Zaho, per dire, non si rendono conto ma di certo soffrono meno: sono in sei in un appartamento con due camere e zona giorno e non si annoiano. Per loro l’isolamento fa rima con divertimento.
Ma noi, noi come potevamo continuare così?
È successo dopo uno degli ultimi Dpcm, dopo uno di quei discorsi interminabili, e anche incomprensibili, di Conte. Continua a leggere “I racconti del condominio – La follia” →

I racconti del condominio – undicesimo racconto

La siepe

Personaggi:

Aldo
Genny

Cicale rauche, sole a picco. Aldo terge la fronte e si trascina nell’androne con la spesa: tè, legumi in scatola, sei mele e un pacco di fusilli. Ansima, riprende fiato e chiama l’ascensore. Oltre l’angolo, un ratto morde l’intonaco mentre dall’androne giunge lo sbattimento ritmico di sandali etnici. Genny supera i gradini del piano rialzato con un balzo e il ratto dal terrore si ribalta prillando sul dorso.
«Breakdance da sballo, ma non ho spicci» ghigna e plaude al topo epilettico. «Oh… machecaz… ».
Intenta a fissare con un occhio il ratto e con l’altro l’iPhone, Genny si scontra con Aldo. Sono gli unici inquilini superstiti nel condominio di otto piani: la probabilità di un impatto è circa una su ventitré milioni, eppure accade lo stesso. L’anziano arriccia il naso, piega il labbro e imbocca sdegnato l’ascensore. Genny decide che il moto di disgusto del vecchio grida vendetta e invece di avviarsi per le scale guizza nel loculo. Sferragliante quanto il carro d’un ferrivecchi, l’ascensore s’incunea negli intestini del palazzo con la lentezza d’un fecaloma di Aldo.
«Giornata del cazzo, eh, nonno?» ringhia biascicando la gomma.
«Moderi il linguaggio, signorina» glissa il vecchio dandole le spalle. Continua a leggere “I racconti del condominio – undicesimo racconto” →

I racconti del condominio – decimo racconto

Adesso sì che possiamo avere paura

Personaggi:
la signora Bastiani
Amira
due ragazzi cinesi della famiglia Zhao
il Colonnello
Clara e Steve Brown
l’Ispettore e Zambelli
Giorgio Provetti, giornalista

La signora Bastiani camminava nervosa sul pianerottolo. Pensionata ancora in gamba, si occupava in modo maniacale della pulizia del suo appartamento e, quando poteva, anche di quello del Colonnello, che abitava proprio sopra di lei. Si erano accordati il giorno prima e ora, dopo aver bussato e suonato il campanello più volte, non sapeva cosa fare. Non lo aveva sentito uscire e comunque, nonostante l’età avanzata, l’ex militare aveva ancora un’ottima memoria, quindi non poteva aver dimenticato l’appuntamento.
La signora rigirava tra le mani un mazzo di chiavi – che non aveva mai usato – che le aveva dato tempo addietro, nel caso fosse dovuta entrare quando lui non era in casa. Si sentiva una ladra a usarle senza permesso, ma se il Colonnello stava male e non poteva venire ad aprire? Prima di decidersi, provò ancora una volta a bussare e suonare. Continua a leggere “I racconti del condominio – decimo racconto” →

I racconti del condominio – quinto intermezzo

 

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Niente come un rito comune riesce a rasserenare gli animi. Se non fosse stato per la presenza di quel Salvini – come sarà finito qui? Ah, certo è stato Paolo, anche se alla fine lui non è venuto per la presenza della famiglia Zaho. Che superficiale, cosa crede? che siano loro a portare il virus? – e dei suoi collegamenti con quella intrattenitrice televisiva.
Greta è stata forte, con quel discorso: sta a vedere che il virus migliorerà il mondo e le persone. Certo, sarebbe bello. Ma forse è un’utopia. Continua a leggere “I racconti del condominio – quinto intermezzo” →

I racconti del condominio – nono racconto

Invito spirituale

Personaggi:
Signora Bastiani
Marcelito
Famiglia Zaho
Diletta Leotta
Colonnello Vaquer, figlia e genero
Junior Cally
completano l’allegra ciurma Matteo Salvini e Barbara D’Urso

La sala comune del Casermone era illuminata da una fila di candele “sequestrate” per la nobile causa dalla signora Bastiani. Ne aveva fatto incetta il giorno precedente, chiedendole a tutti i condomini, al fine di dare una veste sacrale all’aula, utilizzata normalmente per le riunioni mensili. Ne aveva recuperate una dozzina, non tutte classiche, per la verità, ma funzionali allo scopo e aveva collocato il candelabro in ottone cinque fiamme, schiodato dal cantarano di casa sua, al centro, fra quelle già allineate sul tavolo. Quando ebbe finito, diede un ultimo sguardo d’insieme e pensò che, forse, la tovaglia di carta gialla sopra l’altare domestico non fosse proprio un paramento liturgico, ma era stata messa a disposizione dalla giovane Greta e questo le era parso un gesto carino da parte della ragazza, alla quale era stato dato, peraltro, il privilegio di introdurre la preghiera collettiva con un brevissimo discorso. Continua a leggere “I racconti del condominio – nono racconto” →