È davvero così importante la lettera di presentazione?

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Leggo da questa intervista di Giovanni Turi ad Angelo Biasella, editor e direttore editoriale di Neo. edizioni, che:

 la mia attenzione deve essere catalizzata già dalla mail di presentazione. Il contenuto deve essere “esatto”: deve essere esaustivo ma non prolisso, deve spiegare ma non svelare, deve contenere i prodromi dello stile dell’autore e deve recare in sé una promessa di paradiso.

Ora ho capito che io sarò sempre fuori dal giro: non sono capace di scrivere questa maledetta lettera. Continua a leggere

Non serve inventare: la realtà supera ogni scrittore

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Da dove arrivano le storie? Quando guardiamo fuori dalla finestra e almanacchiamo su un tizio che entra in un luogo – potremmo mettere addirittura che entra in un tribunale con un tesserino falso per aggirare i metal detector! che fantasia! ma il lettore ci crederà? – e inizia a sparare, ci crediamo tanto ganzi. Oppure potremmo imbastire una storia su un pilota di aereo che pensa di schiantarsi contro la montagna portando con sé centocinquanta persone. Che inventiva eh? ci diciamo sorridendo come il gatto di Alice. Che fantasia sopraffina ho! gongoliamo leggendo le nostre misere frasette piene di pathos, così crediamo.

La cronaca ci insegna che non serve inventare, basta osservare. Continua a leggere

È il template che fa il blogger, o viceversa?

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Ritorno sul discorso ‘blog’ perché, come sapete, è un argomento che mi ha sempre affascinata. Il mio “gioco dei blog“, al quale purtroppo non avete partecipato, ci avrebbe rivelato qualcosa di interessante.
Spero sempre che qualcuno voglia cimentarsi e perciò non rivelo ancora nulla. Questo è il link da seguire per chi volesse leggere i post del gioco. Continua a leggere

Il cerchio – la mia lettura

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Il cerchio
Traduzione di Vincenzo Mantovani
Mondadori Editore

Pagine 391, euro 20,00

 

 

In questo romanzo, tradotto da Vincenzo Mantovani, Dave Eggers racconta una sua visione di un futuro prossimo che in parte è già con noi.
Ci domandiamo mai cosa stiamo facendo quando comunichiamo, condividiamo, raccontiamo aspetti di un nostro privato che una volta non avremmo mai pensato possibile condividere con altri?
Cosa succederebbe se google, facebook, twitter, instagram, linkedin, pinterest, tumblr (e tutti gli altri social che vi vengono in mente) li poteste raggiungere all’istante con un solo login, un unico username, una sola password, e se con lo stesso login poteste raggiungere ogni altra piattaforma di servizi, comprare e pagare qualsiasi cosa, inviare messaggi a tutto il mondo in ogni istante, il tutto gratuitamente riunito in un unico servizio? Continua a leggere

XXI secolo, di Paolo Zardi – la mia lettura

XXI secolo Paolo Zardi

Anche se non ancora a metà, il ventunesimo era già candidato a diventare il secolo più merdoso della storia.

La visione di un mondo distopico, in cui la deriva è l’unica cosa certa, si mescola con la confusione interna che il protagonista sta vivendo: una situazione di grande incertezza e tensione, un evento che scardina l’esistenza familiare e personale, come ci pone di fronte ai grandi misteri della vita?
Anche in questo nuovo romanzo di Paolo Zardi (NEO. edizioni, 2015, 160 pp, 13 euro), troviamo un tema forte: la morte – il coma in cui cade Eleonore, la moglie del protagonista, è una ‘morte apparente’ e della morte ha la faccia senza averne la conseguenza ‘buona’ e cioè l’assenza del corpo – e il suo spingere eventi di cui non sapevamo nulla a uscire allo scoperto.
Che cosa faceva la moglie mentre Lui non era con Lei? Continua a leggere

Cuba, la Isla Grande

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Ci sono luoghi che ci attirano più di altri, che ci chiamano. Ognuno ha i suoi. E c’è chi non si sente attratto da nessun luogo. Per tanti anni anch’io sono stata così: a parte due o tre paesi che mi interessavano – il Messico ad esempio mi ha sempre attratta -, non ho mai pensato ai viaggi come un’occasione di arricchimento. Oppure, lo intuivo ma non ne sentivo il bisogno. Anche ora, se non si può andare non mi deprimo di certo. Ma, ogni tanto, sarebbe bello potersi dedicare alla scoperta di nuove culture. Perché di questo si tratta: il viaggio è conoscenza.

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