Metodologia per la scrittura di un romanzo – secondo

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Continuo (qui il primo post sull’argomento) con queste mie riflessioni sulla scrittura di un romanzo. Abbiamo esaminato i comportamenti dei personaggi di fronte a certi accadimenti che abbiamo in mente per la nostra storia. Ancora non stiamo scrivendo, se non appunti e abbozzi di scene. La stesura vera deve ancora partire.
Abbiamo i personaggi (su quelli stiamo ancora lavorando) e la storia a grandi linee, non quella decisa e perfetta che avremo dopo.
Un aspetto molto importante è sapere dove ambienteremo la storia e quando. Continua a leggere

Metodologia per la scrittura di un romanzo – primo

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Non si inizia a scrivere un romanzo senza avere pensato a chi sono i personaggi, a cosa fanno, a come reagiranno agli eventi che abbiamo in mente. Se tutto inizia da una scena particolare, dobbiamo avere chiaro cosa potrebbe accadere in quell’occasione.
Questo concetto è ciò che ho già scritto nel post precedente, anche se con parole diverse.
Infatti sto ancora pensando ai miei personaggi. E più ci penso, più mi appaiono chiari, e complessi. Questo è un buon segno: significa che ci sono, che esistono.
Quindi, la prima attività da svolgere per scrivere un romanzo, è un’attività di tutto riposo? Già vi vedo che vi fregate le mani. Finalmente un’ottima scusa per stare seduti a fissare la parete, o la finestra di conradiana memoria. Non è così semplice, però, ve lo devo dire.
Osserviamo l’immagine qui sopra che, anche se formulata per esperimenti scientifici, ben si adatta al nostro progetto di scrittura.  Continua a leggere

Prima di scrivere, pensa

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Da qualche giorno ho ripreso una mia vecchia storia, la prima che iniziai con l’idea che fosse un romanzo, e ho riletto i vari appunti, digitali e cartacei.
Non ho ancora scritto nulla di nuovo, ma ho corretto ogni parte come se fosse una stesura definitiva e ho pensato. Quanto ho pensato. Continua a leggere

Il motore di ricerca è la risposta alla pigrizia

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Se non guardate le statistiche del blog (parlo di wordpress, degli altri non so), fatelo subito. È una sana abitudine quotidiana che può suggerirvi nuovi argomenti per i vostri post e discussioni, e che può perfino rallegrarvi la giornata. Le frasi digitate su google o altri motori di ricerca sono decisamente bizzarre: a volte mi fanno ridere e altre mi angosciano perfino.
Ma, per la maggior parte, mi paiono ‘curiose’ e mi soffermo a ragionare; mi chiedo come sia possibile affidare al motore di ricerca simili questioni. Una delle più presenti nel mio blog, oltre alle domande sulla scrittura, è:

  • Un ragazzo quando chiama una ragazza tesoro cosa significa?* (a parte che io scriverei “Cosa significa quando un ragazzo chiama tesoro una ragazza?) Continua a leggere

Uscire dall’autobiografia

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“Un giovane alle prime armi non sospetta nemmeno di dover ingaggiare una lotta “contro” la propria scrittura. Egli non possiede ancora una sufficiente coscienza linguistica; non ha ancora familiarizzato con le convenzioni del linguaggio e resta vittima della scrittura, la quale gli chiede soluzioni narrative e stilistiche che non sa immediatamente trovare. E quando sente di “andare in barca”, l’istinto lo porta a regredire nelle proprie esperienze personali, perché crede di “restituirle” bene, perché sono ricche di sentimenti autenticamente vissuti, perché popolate di luoghi e personaggi sperimentati e cristallini, apparentemente facili da descrivere. In una parola egli, non sapendo trarre dal linguaggio le idee, non sapendo suonare lo strumento della scrittura, trova sicurezza nell’autobiografia. Continua a leggere

Siamo i garanti di noi stessi

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Devo dire che sono sempre stata parca di informazioni seminate sui social: non metto mai quelle cose tipo: “sto partendo per 15 giorni di mare”, “il prossimo fine settimana sarò in montagna”, “tra due giorni partenza! e poi ci risentiamo a fine mese”. Non metto nomi di vie, luoghi, indirizzi, numeri di telefono.
Ma sono cosciente che qualsiasi cosa scriviamo, le immagini che mettiamo, i link che rilanciamo, non fanno altro che schedarci, catalogarci, definirci sempre meglio. A cosa serve questa enorme raccolta di informazioni secondo voi? Continua a leggere

Come indicare il silenzio nei dialoghi

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Someone To Watch Over Me – Jack Vettriano

Ecco: questa pare una bella domanda*: Come si scrive il silenzio? E siccome un racconto scritto, è erede delle storie narrate a voce che si portavano in giro nel medioevo, “come si scrive il silenzio” è un ossimoro potente.
Tra l’altro il silenzio è componente fondamentale del lavoro di chi scrive – non a caso lo trovate nel titolo di questo blog – ed è a noi (a me di certo) molto caro. Continua a leggere

Quanto ci costa essere social? E di cookie policy

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Alla vigilia dell’entrata in vigore della “legge sui cookie (qui un articolo)” che ha obbligato noi poveri del web – coloro che scrivono a gratis solo per passione e che non ricavano niente dal loro lavoro ma hanno invece tutti gli oneri possibili e sempre improvvisi e con minaccia di gravi sanzioni – a studiare come fare, a progettare pagine nuove con le informative (qui la mia), link astrusi, widget nella colonna di destra e in quella di sinistra, ma pure nel footer (che sarà una parolaccia perché il mio correttore mi vuole modificare la parola in fortore che manco so cosa sia) e c’è chi l’ha messo anche superiore con quelle diciture che se non acconsenti devi cliccare esci che sa tanto di memoria dantesca, mi domando (beh da qualche parte dovevo andare a parare no?).

Mi domando: Continua a leggere

The Voice 2015 – una finalissima

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Quest’anno non ne avevo ancora scritto e quindi ora vi beccate il post #TVOI.
Ieri sera abbiamo assistito a una serata di buona musica e io mi sono divertita molto. Non avevo un preferito vero, ma avevo pronosticato la vittoria di Fabio Curto, grande voce e grande temperamento, e quindi mi dichiaro soddisfatta.
La voce comunque l’avevano tutti e infatti Carola Campagna ha già il suo inedito sotto contratto per un film e Roberta Carrese sono certa avrà del lavoro da svolgere.
Una parola in più la voglio spendere per Thomas Cheval, per cui ho tifato da subito e che ho gradito sia arrivato in finale: Thomas ha, diciassettenne timido, una classe innata e un modus di presentarsi che non può lasciare indifferenti. Quindi, era presto per una sua vittoria ma è ‘giusto’ che sia arrivato fino in fondo. Spero riesca a proseguire come merita. Continua a leggere

La mostra di Escher a Bologna

Escher

Qualche settimana fa vi ho raccomandato questa mostra a Vicenza:
Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento.
Oggi, invece, sono qui a raccomandarvi, se siete in zona, di visitare questa meravigliosa mostra di Maurits Cornelius Escher. Se non siete in zona, potete cercare Escher su google e ammirare opere che tutti conosciamo ma che non abbiamo mai apprezzato in pieno come meritano (parlo per me). Continua a leggere

Il calendario editoriale (sarebbe) è molto utile

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Sapete già come la penso: il calendario editoriale non fa per me.
Eppure, gente molto più avanti di me nella cura del brand mi dice che il calendario serve, è utile e favorisce la buona tenuta del blog.
E io lo so che è vero: intanto in questi giorni, in cui non sono stata benissimo e non sono riuscita a scrivere, avrei avuto una riserva in cui pescare e avrei pubblicato almeno un post. Meglio due, perché non è che appena ti senti meglio puoi già essere sveglia di mente da scrivere qualcosa di interessante.
Ci sono altri motivi per cui il calendario editoriale serve, e sono: Continua a leggere

Revival – di Stephen King

Revival

Ho anticipato qualche giorno fa che stavo leggendo l’ultimo romanzo di KingRevival, edito da Sperling e Kupfer e tradotto da Giovanni Arduino.
L’ho terminato ieri sera e devo dire che un po’ mi ha tradita sul finale. Appena appena però, che lui è sempre Stephen King.
Intanto, vedo che in mezzo alle pagine ci sono due segnalibri rimediati (quando sono a letto e devo ricordarmi qualcosa, strappo un pezzetto di carta, un lacerto irregolare e meno invasivo di una sottolineatura e matita e lo posiziono tra le pagine, sperando, a lettura terminata, di ricordarmi cosa mi aveva colpita in quelle due pagine) e vado a vedere cosa mi richiamano alla mente. Uno (pag 104/105) lo so bene cos’è: durante la lettura ho avuto la tentazione di editare una frase di Stephen (lo so, sono malata ;)) e ho messo il segnalino. Continua a leggere

Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento

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A Vicenza, fino al 2 giugno, c’è questa mostra meravigliosa, curata da Marco Goldin, che vi consiglio di vedere (a questo link potrete fare un tour virtuale della mostra).
A parte Caravaggio e Van Gogh, che tutti conosciamo e che certamente meritano sempre di essere visti, ho scoperto alcune opere preziose e pittori che non conoscevo. Continua a leggere

Il blog impedisce la scrittura?

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Un paradosso, no?
Se scrivo articoli, brevi post, mini racconti, sto comunque scrivendo, vero? Quindi sto allenando la mia scrittura. Perché, allora, si dice che [man]tenere un blog non favorisca l’attività di chi vuole scrivere seriamente, in modo continuativo e produttivo?
Parlo da blogger di vecchia data – il 3 giugno festeggerò, e lo farò davvero, dodici anni di blog, e alcuni di questi anni valgono almeno il doppio -, e che ha fatto esperienze diverse: dal 2003 a oggi la mia attività di blogger si è modificata parecchie volte e la mia scrittura ancora di più. Ma, è migliorata? questa è l’unica domanda che vi preme davvero. Continua a leggere

Sto leggendo Revival

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E me lo sto proprio godendo. Naturalmente Stephen King sa sempre quello che fa e in questo romanzo, narrato in prima persona, con un’infanzia in cui accadono cose, si incontra un reverendo che sarà una figura importante, una giovinezza in cui si pratica le droghe e la musica, prima l’una e poi le altre, fino a che l’iniezione diventa più importante dell’accordo in Mi e si perde l’ingaggio, si ritrova il reverendo ma in tutt’altra veste… ecco: la voce narrante sembra proprio la sua, intendo non la sua dello scrittore King, la sua di Stevie.
E ora che vi ho anticipato troppe cose (su facebook direbbero “spoilerato”, ma io queste schifezze proprio non le dico) ritorno alla mia lettura.
Volevo solo dirvelo ;) Continua a leggere