Cosa fare in caso di terremoto

Mentre l’Emilia Romagna continua a scuotersi e i campanili crollano, ho trovato un utile opuscolo della Protezione Civile con notizie e linee guida in caso di terremoto.
Forse era da leggere prima, ma l’ho visto solo ora.

(a me la sedia sembra tremare anche ora. e non capisco se sono suggestioni o verità). Continua a leggere

News tra scosse e libri

Non sono di ottimo umore: anche stanotte il mondo si è mosso (nella fattispecie la mia regione e anche il mio letto.
L’Emilia Romagna, una delle regioni più produttive e dense di attività, sta pensando di chiudere aziende e trasferire lavorazioni, gli operai muoiono sotto i capannoni e lottano per difendere il loro posto di lavoro che sta fuggendo.

La situazione è ancora peggio di come noi possiamo immaginare. Oltre ai morti, ai feriti – anche nella psiche che mica è cosa da poco -, ai paesi distrutti, alla gente senza casa, alle aziende che non possono lavorare e perderanno le commesse, agli artigiani che hanno perso tutto e non possono continuare a lavorare, ci sono da considerare i tempi di recupero che in certi casi saranno disastrosi. Se è vero che l’Emilia Romagna da sola rappresenta il 20% della produttività della Nazione, si intuisce che il danno sarà in parte, speriamo non tutto, irrecuperabile. Continua a leggere

Del terremoto

Anche stanotte il letto ha tremato.
Una scossa media (paragonata a quella di magnitudo 6 di domenica scorsa) ma che si è sentita bene, nel buio di una camera in cui avevo appena spento la luce dopo avere letto alcune pagine virtuali di Belli e dannati.
Una settimana di scosse. Il primo pensiero va alle persone che sono fuori casa, a chi la casa l’ha persa e a chi ha perso il lavoro di una vita, a chi non ha più lavoro da dare ai collaboratori.

In giro, ad esempio su facebook, leggo tanti post o status (di persone che non abitano nei luoghi dove c’è l’epicentro ma in zone limitrofe alla mia, quindi a 50 km) in cui si dice di kit di sopravvivenza pronti di fianco alla porta, di nottate passate sul divano accanto alla porta d’uscita e non in camera da letto, pronti a fuggire se dovesse arrivare una scossa potente come quella dell’altra domenica. Si narra di ore passate con le orecchie puntate agli scricchiolii degli armadi e occhi fissi sui lampadari.
Io ho sentito le scosse, ho pensato agli emiliani (anche se non sono nati qui ma abitano nelle zone colpite dal sisma), ma non ho avuto paura.
Mi sono chiesta da cosa dipenda, se io sono diversa dagli altri (che lo sia è indubbio: ogni essere umano è un capolavoro a sé), se non ho perso l’uso della ragione e sono troppo avventata. Continua a leggere

Verità abruzzesi- da Nuvola

Ricevo e vi giro, così come sono, le notizie dal mio amico dottor Nuvola che conoscete già.
Ha fatto un’altra missione in Abruzzo ed è appena tornato.
Credo che ciò che ha trovato là gli abbia mostrato una realtà diversa da quella che vediamo in tv. Questo lo ha spinto a raccontare cose che dopo la missione precedente non aveva scritto.
Leggiamo i due post: Continua a leggere