Ciao Splendida Donna,
come stai? Immagino ti stia godendo il sole di questa vacanza tanto attesa. Mi fai una notevole dose d’invidia sai?
Stamattina la mia Smart aveva il musino ricoperto di ghiaccio e il freddo era di quelli che ti passano sotto i vestiti e ti fanno tremare di santa ragione, ma finalmente è tornato un po’ di sole. Di pioggia ne è caduta così tanta che pensavo mi sarei risvegliata sotto forma di lichene d’Islanda. Continua a leggere
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Versatile è meglio
Ricevere premi, anche se virtuali, fa piacere.
Questo, del blogger versatile, non è male, perché ‘versatile’ è una bella parola, con un significato importante. Non rilancerò il gioco ma, siccome è la seconda volta che vengo nominata in questo premio (la prima a nominarmi è stata Sonia e il secondo Paolo), ho deciso che scriverò le cinque cose di me che nessuno sa, ma anche se le sa è lo stesso. Così, tanto per ridere. Paolo ha detto che io ho uno stile ‘garbatamente ironico’ e quindi tento di usarlo per dire queste cose di me. Continua a leggere
Natale 2011 – Scriveregiocando
L’immagine che apre il post è quella del logo creato da Arthur per la pagina natalizia 2011 di Scriveregiocando.
Come sapete, ma se non lo sapete ve lo dico, ho avuto un periodo molto travagliato, tra cambio d’abitazione, visita dei ladri (cheliposs…) e intervento chirurgico (ieri) ma, avendo io un’ottima fibra e una determinazione indiscussa, sono riuscita a completare la pagina nei tempi previsti. Spero che il lavoro vi piaccia e che troviate il tutto divertente e gradevole.
Ringrazio di nuovo tutti gli amici affezionati che hanno contribuito alla realizzazione.
Ecco i link dei testi presenti: Continua a leggere
A quattro mani è meglio ma con cautela
Oggi, domani e domenica si votano i racconti a quattro mani sul blog di Remo Bassini. Questo è il quarto anno (che costanza) che partecipo a questa singolar tenzone e ho sempre avuto dei soci di scrittura con cui mi sono divertita a creare storie: Stefano Mina, Paolo Zardi, Sonia Sacrato.
Anche quest’anno, con Marco Freccero, è andata molto bene, e lo dico prima delle votazioni perché non è questo che importa. Continua a leggere
Asfalto e anguria – terzo frammento
“Oggi ha chiamato lei”, mi risponde di rimando.
I suoi occhi si aggrappano ai miei in un lamento silenzioso. Sembrano chiedermi semplicemente “perché?”. E nello stesso istante, mentre tornano a guardare oltre le tende socchiuse della finestra, riempirsi di risposte sulla causa di quell’abbandono.
“E… e cosa ti ha detto?” domanda cretina, mi dico. Ma sento di dover spezzare il silenzio.
Scuote appena la testa accennando un no. Alza le spalle e ritorna a guardarmi. “Che ha chiesto alla sua amica, quella di Modena hai presente?, di occuparsi delle carte. Che vuole chiuderla qui. Senza drammi, senza litanie. Vuole semplicemente chiuderla qui. Nessun rancore ha detto. Continua a leggere
Più incipit per tutti – Elenco autori
Flavia Altomonte
“La mia vita è piena di passione, la prima è per il Teatro, la seconda per la Scrittura e la terza per la vita. Mi diletto a inserire chicchi di caffè alla mia Valigia. I chicchi di caffè non occupano molto spazio, e quando sento che la valigia non chiude li macino. L’aroma resiste, come le nostre esperienze che col tempo ci abituiamo a conservare nella nostra vita, a confezionare e custodire.”
Cristina Bove http://cristinabove.splinder.com è nata a Napoli il 16 settembre 1942, vive a Roma dal ’63. Ha cominciato da piccolissima a disegnare, a nutrire la passione per la lettura. In seguito si è dedicata alla scultura e alla scrittura, soprattutto poesia.
Crede nella libertà e nella giustizia, pensa che il rispetto della diversità sia un valore fondante tra gli esseri umani e ne sia inestimabile ricchezza.
Considera la poesia un linguaggio universale, l’esperanto dell’anima.
Ha pubblicato tre sillogi per la casa editrice Il Foglio Letterario: Fiori e fulmini (2007), Il respiro della luna (2008). Attraversamenti verticali (2009).
È presente in molti siti web e nelle antologie:
Auroralia (a cura di Gaja Cenciarelli)
Antologia di Poetarum Silva (a cura di Enzo Campi)
La ricognizione del dolore (a cura di Pietro Pancamo)
Antologia del Giardino dei poeti (a cura di Cristina Bove e di altri poeti)
Carlo Bramanti è nato ad Augusta il 9/3/1974. Ha un diploma di perito elettrotecnico nel cassetto e una grande passione per la letteratura orientale. Il suo blog: http://haiku.splinder.com
La sua email: carlobramanti@tin.it Continua a leggere
Strategie di mercato – racconto a quattro mani
di Sonia Sacrato e Morena Fanti
Speriamo almeno mi capiti la dottoressa, che tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su, che ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante. Che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, è naturale che io possa… ma chiedere un test di gravidanza significa ammettere di avere un dubbio.
Ma che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura, sono stata attenta, non devo preoccuparmi.
Adesso respiro e mi calmo.
Invece no! Non mi calmo per nulla! Io non dovrei essere qui. Io dovrei essere in ufficio, a preparare il breafing per la discussione delle nuove strategie di marketing.
Ho gli ultimi dati da verificare e la presentazione da sistemare; il Consiglio di Amministrazione si aspetta di avere dati certi, ordinati e precisi.
Ordine e metodo. Non sarei arrivata a questo livello alla mia età se non avessi pianificato ogni singolo passo della mia carriera, della mia vita.
Così funziona: niente distrazioni, niente tempo perso in chiacchiere inutili e in sogni a occhi aperti. La vita va vissuta con idee concrete, occhi fissi sugli obiettivi e testa bassa.
Io alle prese con pannolini e biberon? Continua a leggere
Come nasce un racconto (7)
Ripartiamo da qui. Con il titolo Strategie di mercato, Sonia mi ha suscitato l’immagine di questa donna, Simona, molto dedita al suo lavoro. Una donna molto pianificata, studiata, strutturata. Una donna che fa marketing e studia grafici e mercati. Da qui a definirla ancora di più dedita alle strategie, fino a studiarne una per accalappiare un nuovo fidanzato (e non me ne vogliano né le donne ben inquadrate professionalmente né i fidanzati) il passo è stato brevissimo. Ho già detto che quando Sonia ha ricevuto il mio file è rimasta perplessa sul finale della storia.
Abbiamo almanaccato ancora un po’ (4 o 5 mail) e infine lei ha elaborato un nuovo file. Siamo ormai alla fine e la prossima volta pubblicherò il racconto nella sua stesura finale senza ulteriori commenti (cosa sono quegli occhi rivolti al cielo?)…
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Strategie di mercato
Speriamo almeno mi capiti la dottoressa, che tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, è del tutto normale che io possa… ma chiedere un test di gravidanza significa, per me, ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura, siamo stati attenti, non devo preoccuparmi.
Adesso respiro e mi calmo. Continua a leggere
Come nasce un racconto (6)
Nella quinta puntata abbiamo scoperto il titolo del nostro racconto.
Il titolo ha molta importanza, può condizionare la storia, le scelte linguistiche e perfino lo stile. Noi eravamo già verso la fine e quindi avevamo già fatto le nostre scelte. Il titolo è arrivato quando stavamo per approdare al prodotto finito. Ma.
Ma naturalmente, quel titolo, con quel personaggio, ha stimolato la mia fantasia e mi ha fatto cambiare qualche frase, soprattutto la frase finale che tanto non è piaciuta.
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Strategie di mercato
Speriamo almeno mi capiti la dottoressa, che tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, è del tutto normale che io possa… ma chiedere un test di gravidanza significa, per me, ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura, siamo stati attenti, non devo preoccuparmi.
Adesso respiro e mi calmo. Continua a leggere
Come nasce un racconto (5)
Nella quarta puntata mi domandavo che titolo dovessimo dare alla nostra creatura e ho scritto qualche idea a Sonia.
Nei giorni seguenti mi stavo affezionando al titolo Fuori tempo. Mi sembrava indicasse il senso del racconto: quando Simona inizia ad accarezzare l’idea di famiglia, scopre che lui è già andato oltre.
Ma Sonia ha fatto un’altra proposta ed è quella che leggete sotto.
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Strategie di mercato
Speriamo almeno mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, è del tutto normale che io possa… ma chiedere un test di gravidanza significa, per me, ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura, siamo stati attenti, non devo preoccuparmi. Continua a leggere
Come nasce un racconto (4)
Dal file precedente ho eliminato alcune parti, rifinito i dialoghi e i personaggi. A questo punto, per sapere dove andare, ho desiderato un titiolo: il titolo aiuta molto, certe volte ti mostra la direzione verso cui andare.
Queste sono le mie prime idee:
Fuori tempo
Fuori fase
Sconosciuti
Organizzazione
Gestire la gestazione (questo è uno scherzo. un bisticcio di parole)
Ho mandato tutto a Sonia e le ho scritto di dirmi la sua idea.
Intanto leggiamo il nuovo file:
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Oddio, speriamo mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, sono maggiorenne ed è del tutto normale che io possa… però chiedere un test di gravidanza significa ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura che siamo stati attenti, che non devo preoccuparmi. Continua a leggere
Come nasce un racconto (3)
Dopo le mie modifiche (leggere qui), ho spedito il file a Sonia. Naturalmente è toccato a lei essere spiazzata dal taglio diverso che io avevo dato alla storia (in questo tipo di scrittura, senza piano e idee concordate, ci si stupisce reciprocamente ad ogni scambio di file). Sonia ha lavorato sulla percezione dei personaggi e sulle loro idee dell’essere ‘genitori’.
Ed ecco il file di ritorno con le sue modifiche, alcune aggiunte e tagli.
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Oddio, speriamo mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
La signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Dai, su che io ho fretta.
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, è una cosa normale, no? Io sono una donna, sono maggiorenne ed è del tutto normale che io possa… E poi, in questo caso non è imbarazzante come chiedere una pomata per le emorroidi. Chiedere un test di gravidanza significa ammettere di avere un dubbio.
Ma no, che vado a pensare, sono solo apprensiva e metto i miei ormoni sottosopra: per questo ho un ritardo. Abbiamo preso precauzioni no? Sono sicura che siamo stati attenti, che non devo preoccuparmi di nulla. Continua a leggere
Come nasce un racconto (2)
Ripartiamo da qui, con il primo file scritto da Sonia. Quando l’ho letto ho pensato che la donna del racconto, con i suoi timori di diventare madre, non aveva capito nulla del suo compagno. Ho immaginato che lui, invece, avesse il desiderio opposto e non vedesse l’ora di essere padre. Inoltre ho immaginato che…
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Oddio, speriamo mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
Anche se la signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile. Ma per chiedere un aspirina deve proprio raccontarle la storia della sua vita? Dai, su che ho fretta…
E poi il dottore è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce, e a quel punto tutti si girerebbero a guardarmi.
E’ già abbastanza imbarazzante… che poi, dovrei vederla come una cosa normale, no? Io sono una donna, sono maggiorenne ed è del tutto normale che io possa… E poi, in questo caso non è solo imbarazzante, non è come chiedere una pomata per le emorroidi, che se non ricordi il nome della marca e devi specificare il concetto la voce ti si strozza in gola e diventi paonazza… Chiedere un test di gravidanza, dirlo per la prima volta a voce alta significa ammettere di avere un dubbio. Chiamare la cosa con il proprio nome. Continua a leggere
Come nasce un racconto (1)
All’inizio c’è l’idea, un’immagine che ci colpisce e inizia a lavorare dentro di noi. Forse una frase sentita in autobus, un discorso carpito al bar, una notizia letta sul giornale. Tutto può essere spunto per un racconto.
In questo caso, nel caso di questo racconto a quattro mani, l’idea è nata dalla fervida mente di Sonia. Ci siamo dette: scriviamo di ciò che ci viene in mente. Io ho lasciato la palla a lei e questo è il primo file che lei mi ha mandato.
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Oddio, speriamo mi capiti la dottoressa, che almeno tra donne ci si capisce.
Anche se la signora lì ci sta mettendo un tempo memorabile.
Ma per chiedere un aspirina deve proprio raccontarle la storia della sua vita? Dai, su che ho fretta…
E poi il dottore lo conosco, c ho già parlato, è mezzo sordo, mi toccherebbe ripetere più volte, alzando sempre di più la voce e a quel punto si girerebbero tutti i presenti in farmacia a guardarmi. Continua a leggere
A quattro mani
Siamo già arrivati alla terza edizione dei racconti a quattro mani [non credessero Camilleri e Lucarelli con il loro Acqua in bocca di avere inventato chissàcosa]. L’idea è come sempre di Remo Bassini. In questo post tutte le informazioni.
Partecipate numerosi che ci divertiremo. L’anno scorso ci fu un bel tourbillon di commenti con contorno di tuoni, filmini e saette.
Io partecipo in coppia con Sonia. Se a lei andrà bene, quando sarà tutto finito pubblicherò sul blog le varie fasi del racconto come feci lo scorso anno. Continua a leggere


