La mia esperienza da self-publisher

Ci penso da un po’ e qualcuno mi ha pure chiesto se avevo qualcosa da dire, se consiglierei l’esperienza, come mi sono trovata con Narcissus eccetera.
Così mi sono decisa e tenterò di scrivere qualcosa sul self-publishing del dopo.
Del prima scrissi qui. E del romanzo La centesima finestra, che ho [auto]pubblicato ho scritto qui.

Intanto, come sta andando il self-publishing dopo un anno? Ce ne parla Antonio Tombolini in questa intervista su Affari Italiani.

Come sono andate, invece, le cose per me? Continua a leggere

Un altro sassolino nella scarpa

Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.

Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere

Ci siamo quasi. Il mio romanzo è pronto

Il mio romanzone è stato processato ed è finalmente pronto per la pubblicazione.
Ho definito ora le ultime cose. Entro 24 ore sarà in vendita su Ultima Books e poi a seguire su tutte le principali librerie online. Continua a leggere

Sono un[a] self-publisher

Questa frase fra poco sarà inflazionata. Il self-publishing sta aprendo porte che fino a poco fa erano nascoste nella polvere burocratica dell’editoria.
Sarà un male, dicono molti.
È un bene, dicono altri.
Di certo, è qualcosa che non passerà e passa inosservato.
Sarà il fenomeno di questi mesi, se è vero, e lo è, che anche Mondadori sta per lanciare la sua piattaforma.

Cosa deve fare un autore per autopubblicarsi?
Prima di tutto deve sapere che ogni tipo di lavoro, sporco o pulito, toccherà a lui. Continua a leggere

Dare vita al personaggio – Annalisa Malaguti

Due uomini da soli possono fare un romanzo?
Forse sì, ma se affianchiamo loro una donna è probabile che la storia si ingarbugli e acquisti profondità che non avevamo immaginato.
Così è stato anche per Dario e Fabio. Quando hanno conosciuto Annalisa, molti anni fa, hanno trovato un’amica. Ma erano gli anni dell’università. E ora, come sarà Annalisa?

Disegnare una donna è (forse) per me più facile. Ma non è detto.
La scelta del nome: Annalisa è un nome molto lungo rispetto ai miei standard. L’ho scelto per un motivo preciso. Ci ho ragionato su, come per gli altri nomi ma questo ha anche un motivo serio e particolare.
Poteva andarmi bene anche Elisabetta. Avrebbe fatto lo stesso ‘servizio’. Ma Annalisa non è tipo da Elisabetta. Continua a leggere

Pubblicare il proprio libro al tempo degli ebook

Ieri sera c’è stato il primo incontro del corso gratuito online sul self-publishing: docente Mauro Sandrini che ha già pubblicato Elogio degli e-book (qui puoi scaricare gratuitamente l’anteprima).
Il corso è coordinato dagli ideatori del sito Insegnalo.it , ambiente molto curato e ben assistito. La stanza (l’aula virtuale) era frequentata da 67 persone interessate alla scrittura e alla sua divulgazione.
L’esposizione di Sandrini è stata esaustiva e interessante e le domande sono state molte. Continua a leggere

Perché un racconto diventa un romanzo

Quando si scrive una storia (di solito) si intuisce fino dall’inizio se sarà un racconto o un romanzo. Se ne immagina lo sviluppo e la lunghezza, ma sappiamo che non è la lunghezza del testo a farne un romanzo. Allora, cos’è che determina questa differenza?
La storia stessa. Ci sono storie di breve respiro, che hanno bisogno di poca aria per esprimere ciò che sentono. Continua a leggere

Perché [auto]pubblicherò con Narcissus

I motivi sono tanti. Non è una scelta facile, lo si può intuire. Non è una scelta che non ‘costa’.
Ma sta diventando una scelta quasi imposta.
Cos’è successo da quando ho scritto il mio primo romanzo? Romanzo che, preciso, mi è costato tempo, fatica, sudore e sangue.
Più di un anno e mezzo di lavoro denso, di giornate in cui non ho mollato la tastiera, di ore in cui, anche se andavo in giro, avevo sempre il pensiero fisso lì, a quei tre tra Liguria ed Emilia.
Non è successo niente. Da quando ho iniziato a spedire (solo via mail, lo ricordo per chi non ha letto gli altri miei post al riguardo, perché sono contraria all’uso improprio della carta e anche degli euro) agli editori, non è successo proprio nulla. Non posso neanche, come Stephen King, attaccare i rifiuti ricevuti a un chiodo infisso nella parete, perché manco quelli mi hanno mandato gli editori. Continua a leggere