Solo io e il silenzio

appunti disordinati di Morena Fanti


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Quanto si guadagna autopubblicandosi

A seguito di questo post dove ho detto di Narcissus e del suo funzionamento, molto migliorato da quando ho pubblicato l’ebook del mio romanzone, ho ricevuto qualche mail con domande su come funziona l’autopubblicazione.
Quanto si vende? Si riesce a guadagnare qualcosa? sono le più frequenti.
Ho pensato, quindi, di scrivere questo post.


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Parliamo di Narcissus e di come funziona

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È di qualche giorno fa il post in cui Antonio Tombolini, CEO (chief executive officer, tipo il nostro amministratore delegato, ma volte mettere quanto fa fico usare questa sigla?) di Simplicissimus book farm, ha comunicato la sua intenzione (ma quando si comunica così, non è più un’intenzione, è già un fatto certo) di diventare editore con il marchio Antonio Tombolini Editore. Il progetto di Tombolini parte con le prime due collane: Vaporteppa, collana steampunk affidata a Marco Carrara aka il Duca, e Penale.it, collana di studi di diritto penale affidata all’avvocato Daniele Minotti. [suggerimento per chi volesse inviare del materiale all’editore, leggete con attenzione il punto 3 ]. E leggete anche che non dovete osare chiedere anticipi (Tombolini, ma quando mai? noi lavoriamo gratis, lo sa), però la Tombolini Editore vi riconoscerà il 50% di royalties (qui qualcuno è cascato dalla sedia lo so).
Che dire? Il momento è brutto e io non avrei voglia di iniziare un’attività (ma con l’età sono diventata pigra; in passato ho già fatto la mia parte), ma chi ne ha voglia fa bene. Di certo a Tombolini non mancano le idee e il coraggio. In bocca al lupo per la nuova impresa!


Simplicissimus comprende anche Narcissus, come già sapete dai miei post [quelli in cui ho parlato della mia esperienza da self-publisher, e cioè questo e questo] e, siccome da qualche settimana avevo in mente di scrivere qualcosa ancora sulla mia esperienza e sul funzionamento di Narcissus, colgo l’occasione di comunicarvi questa novità e procedo. Continua a leggere


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Con che criterio scelgono?

Scelta

Questa è una domanda che volteggia spesso nella nostra testa.
Spediamo un testo agli editori, lo buttiamo nel vuoto perché di lui non si saprà più niente (a me è successo così con l’unico testo che ho spedito: mai saputo nulla da nessuno) e restiamo qui come degli stoccaf(e)issi ad aspettare il Grande Rifiuto.
A volte qualcuno riceve un rifiuto scritto – King ad esempio – e scopre cose sulla sua scrittura che lo spingono a migliorarsi. Continua a leggere


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La mia esperienza da self-publisher

Ci penso da un po’ e qualcuno mi ha pure chiesto se avevo qualcosa da dire, se consiglierei l’esperienza, come mi sono trovata con Narcissus eccetera.
Così mi sono decisa e tenterò di scrivere qualcosa sul self-publishing del dopo.
Del prima scrissi qui. E del romanzo La centesima finestra, che ho [auto]pubblicato ho scritto qui.

Intanto, come sta andando il self-publishing dopo un anno? Ce ne parla Antonio Tombolini in questa intervista su Affari Italiani.

Come sono andate, invece, le cose per me? Continua a leggere


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Un altro sassolino nella scarpa

Ogni tanto bisogna fermarsi, togliersi la scarpa e vuotarla dai sassolini.
Io sono molto (abbastanza, ma qualcuno direbbe poco) tollerante e incamero. Sento pungere ma cerco di camminare lo stesso.
Però si arriva a un punto in cui non è più possibile andare avanti.

Sento il bisogno di spiegare una cosa, perché mi pare di intuire che qualcuno non l’ha ben chiara e sta facendo confusione.
Il self-publishing NON è editoria a pagamento. C’è molta (anche finta) confusione sull’argomento: questo articolo ne è un esempio.
Sono due pratiche ben diverse e hanno due procedure all’opposto. Hanno anche due significati diversi. Lo spiega bene anche Arturo Robertazzi a questo link. Continua a leggere


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Ci siamo quasi. Il mio romanzo è pronto

Il mio romanzone è stato processato ed è finalmente pronto per la pubblicazione.
Ho definito ora le ultime cose. Entro 24 ore sarà in vendita su Ultima Books e poi a seguire su tutte le principali librerie online. Continua a leggere


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Sono un[a] self-publisher

Questa frase fra poco sarà inflazionata. Il self-publishing sta aprendo porte che fino a poco fa erano nascoste nella polvere burocratica dell’editoria.
Sarà un male, dicono molti.
È un bene, dicono altri.
Di certo, è qualcosa che non passerà e passa inosservato.
Sarà il fenomeno di questi mesi, se è vero, e lo è, che anche Mondadori sta per lanciare la sua piattaforma.

Cosa deve fare un autore per autopubblicarsi?
Prima di tutto deve sapere che ogni tipo di lavoro, sporco o pulito, toccherà a lui. Continua a leggere


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Dare vita al personaggio – Annalisa Malaguti

Due uomini da soli possono fare un romanzo?
Forse sì, ma se affianchiamo loro una donna è probabile che la storia si ingarbugli e acquisti profondità che non avevamo immaginato.
Così è stato anche per Dario e Fabio. Quando hanno conosciuto Annalisa, molti anni fa, hanno trovato un’amica. Ma erano gli anni dell’università. E ora, come sarà Annalisa?

Disegnare una donna è (forse) per me più facile. Ma non è detto.
La scelta del nome: Annalisa è un nome molto lungo rispetto ai miei standard. L’ho scelto per un motivo preciso. Ci ho ragionato su, come per gli altri nomi ma questo ha anche un motivo serio e particolare.
Poteva andarmi bene anche Elisabetta. Avrebbe fatto lo stesso ‘servizio’. Ma Annalisa non è tipo da Elisabetta. Continua a leggere


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Pubblicare il proprio libro al tempo degli ebook

Ieri sera c’è stato il primo incontro del corso gratuito online sul self-publishing: docente Mauro Sandrini che ha già pubblicato Elogio degli e-book (qui puoi scaricare gratuitamente l’anteprima).
Il corso è coordinato dagli ideatori del sito Insegnalo.it , ambiente molto curato e ben assistito. La stanza (l’aula virtuale) era frequentata da 67 persone interessate alla scrittura e alla sua divulgazione.
L’esposizione di Sandrini è stata esaustiva e interessante e le domande sono state molte. Continua a leggere


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Perché un racconto diventa un romanzo

Quando si scrive una storia (di solito) si intuisce fino dall’inizio se sarà un racconto o un romanzo. Se ne immagina lo sviluppo e la lunghezza, ma sappiamo che non è la lunghezza del testo a farne un romanzo. Allora, cos’è che determina questa differenza?
La storia stessa. Ci sono storie di breve respiro, che hanno bisogno di poca aria per esprimere ciò che sentono. Continua a leggere


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Perché [auto]pubblicherò con Narcissus

I motivi sono tanti. Non è una scelta facile, lo si può intuire. Non è una scelta che non ‘costa’.
Ma sta diventando una scelta quasi imposta.
Cos’è successo da quando ho scritto il mio primo romanzo? Romanzo che, preciso, mi è costato tempo, fatica, sudore e sangue.
Più di un anno e mezzo di lavoro denso, di giornate in cui non ho mollato la tastiera, di ore in cui, anche se andavo in giro, avevo sempre il pensiero fisso lì, a quei tre tra Liguria ed Emilia.
Non è successo niente. Da quando ho iniziato a spedire (solo via mail, lo ricordo per chi non ha letto gli altri miei post al riguardo, perché sono contraria all’uso improprio della carta e anche degli euro) agli editori, non è successo proprio nulla. Non posso neanche, come Stephen King, attaccare i rifiuti ricevuti a un chiodo infisso nella parete, perché manco quelli mi hanno mandato gli editori. Continua a leggere

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